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eBooks di M con argomento Antifascismo di Formato Epub
Nero indelebile: Le radici oscure della nuova destra italiana. E-book. Formato EPUB Mirella Serri - Longanesi, 2025 -
Sin dai suoi esordi in politica, Giorgia Meloni si è dimostrata erede di un ricco patrimonio culturale e portavoce di un’ampia elaborazione teorica: la sua è sempre stata una «destra di destra», come è stata denominata, una destra con un sistema ideologico e valoriale molto ben definito, anche se sempre tenuto abilmente in secondo piano. La destra meloniana affonda infatti le sue radici nei movimenti francesi e tedeschi degli anni Sessanta e nei miti e nelle teorie che il mai apertamente citato Pino Rauti ha lasciato in eredità ai suoi successori riuniti in gran parte sotto il vessillo di Fratelli d’Italia. Con mosse calcolate e più o meno nascoste, negli ultimi anni sono tornate in auge le parole mussoliniane e le dottrine sovraniste e razziste che hanno alimentato il populismo, l’euroscetticismo e l’ostilità nei confronti degli immigrati, visti come invasori pronti a distruggere l’identità nazionale. Forte del suo apparato ideologico, Giorgia Meloni può superare i suoi padri, da Fini a Berlusconi, e avventurarsi senza imbarazzo nelle sue giravolte politiche, da Putin a Trump passando per Biden, dagli attacchi all’Unione europea alla solidarietà con von der Leyen. Chi sminuisce FdI e considera i suoi militanti e i suoi adepti degli impreparati capitati quasi per caso al governo commette lo stesso errore che fecero gli antifascisti nei confronti delle camicie nere il giorno dopo la Marcia su Roma. Un errore imperdonabile al tempo e ancora di più oggi.
Balilla moschettiere - Memorie di un antifascista. E-book. Formato EPUB Maurizio Tiriticco - Booksprint, 2016 -
Nato in un periodo storico complesso e impegnativo, il protagonista si muove sin dagli anni dell’infanzia in un contesto sociale, economico e politico del tutto singolare. Sono gli anni del regime fascista e lui, nella sua inconsapevole innocenza, aderisce totalmente agli ideali che vengono imposti nella scuola e nelle organizzazioni giovanili fasciste. L’obiettivo principale che spinge l’autore a scrivere è quello di dimostrare quanto il regime totalitario abbia influenzato le sue scelte infantili e giovanili. I condizionamenti sociali, politici e culturali, sempre determinanti nella formazione delle individualità, sono stati ben più marcati negli anni in cui il totalitarismo ha investito il nostro Paese. Con la caduta del fascismo e con l’armistizio dell’8 settembre del 1943, il protagonista entra in una profonda crisi, dalla quale uscirà solo dopo intensi ripensamenti. Vicende e tematiche importanti quelle scelte dall’autore, che utilizza uno stile leggero, quasi diaristico. Il registro linguistico è semplice e lineare, il racconto in prima persona e l’uso di una sintassi mai tropo elaborata fanno sì che il lettore si senta parte integrante del racconto.
I redenti. Gli intellettuali che vissero due volte. 1938-1948. E-book. Formato EPUB Mirella Serri - Corbaccio, 2010 -
La caduta del fascismo ebbe per effetto il rinnovo di buona parte della classe politica italiana ed è quindi, nella storia nazionale, una evidente cesura. Ma nel mondo degli intellettuali questa cesura non esiste. Quasi tutti i giornalisti, gli scrittori e gli studiosi che avevano collaborato ai quotidiani e alle riviste del regime passarono dolcemente dal fascismo all’antifascismo e continuarono a esercitare, con maggiore o minore successo, i loro talenti. Furono trasformisti, opportunisti, conformisti? Furono doppiogiochisti o infiltrati dell’antifascismo nella macchina propagandistica dell’Italia mussoliniana? Furono fascisti di sinistra, animati dalla speranza di orientare il regime verso i loro ideali? O furono più semplicemente «poveri diavoli», costretti dal bisogno a vendere il lavoro della loro immaginazione? Basta dare un’occhiata alla lista dei collaboratori di Primato, la rivista fondata e diretta da Giuseppe Bottai, per comprendere che non è possibile dare una sola risposta per Sibilla Aleramo e Corrado Alvaro, Arrigo Benedetti e Vitaliano Brancati, Dino Buzzati e Mario Luzi, Dino Del Bo e Leo Longanesi, Guido Piovene e Vasco Pratolini, Giaime Pintor e Salvatore Quasimodo, Renato Guttuso e Marcello Piacentini, Giulio Carlo Argan e Indro Montanelli, Giorgio Spini e Luigi Salvatorelli. Il libro di Mirella Serri evita i giudizi sommari e ricostruisce il percorso individuale di alcuni dei protagonisti della cultura italiana tra fascismo e antifascismo. Al centro del lavoro non vi è soltanto Primato. Vi è anche il dialogo che la rivista di Bottai instaurò con altri giornali e riviste del regime in cui scriveva il resto della cultura italiana: Roma fascista, organo dei GUF (Gruppi universitari fascisti), Il ventuno domani, Tevere, Quadrivio, Le Conquiste dell’Impero, Nuovo Occidente, Gioventù Italica. Molti di quegli intellettuali divennero comunisti, furono definiti da un vecchio esponente del PCI «fascisti redenti» e mondati in tal modo di ogni loro peccato. Per usare un termine evangelico furono «born again», rinati. Ma questa assoluzione, impartita al fonte battesimale di un partito politico (la definizione è di Paolo Mieli), ebbe l’effetto di oscurare le ragioni del loro passaggio all’antifascismo e quindi della continuità che ha caratterizzato la cultura italiana nel momento in cui il paese cambiava istituzioni e classe politica. Molto di ciò che il lettore troverà in questo libro è stato ricoperto per molti anni da un pudico velo. Grazie al lavoro di Mirella Serri la discussione è aperta.