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eBooks di P con argomento Moda di Formato Epub
Para comprender la moda. Con alcuni consigli di eleganza. E-book. Formato EPUB Pedro Rodriguez - Add Editore, 2013 -
Scritto nel 1945 da Pedro Rodríguez, vero e proprio padre dell'alta moda e della sartoria spagnola, "Para comprender la moda" non era mai arrivato in Italia e anche in Spagna se ne erano incredibilmente perse le tracce. Non un manuale pratico su cosa indossare o evitare, non un libro di consigli sul giusto abbinamento di colore, né un sussidiario per signore desiderose di fare bella figura, questo libro è invece una raffinata riflessione sull'essenza della Moda (con la maiuscola), sulla sua origine, sulle sue bizzarrie, i suoi capricci e le sue virtù cui tutti, ci conferma Rodríguez, siamo obbligati a sottostare. Cos'è e dove nasce la moda, "la più piacevole e insieme la meno evitabile delle tirannie"? Dopo oltre mezzo secolo, le parole di Rodríguez sono attuali ed eleganti, come lo sono le sue meravigliose creazioni di stoffa.
La moda italiana nel XV secolo. Abbigliamento e accessori. E-book. Formato EPUB Paola Fabbri - Bookstones Edizioni Soc. Coop. A R.L., 2016 -
“Chi vede nella moda soltanto la moda è uno sciocco”, sentenziava Honoré de Balzac nel 'Trattato della vita elegante'. Moda significa modo di atteggiarsi, di agghindarsi. Con questo termine, soprattutto se guardiamo al passato, solitamente ci si riferisce alla classe blasonata ma le tendenze del costume, seppure in ritardo e modificate, di fatto coinvolgono anche i ceti più bassi.Il Quattrocento fu un'epoca di grandi cambiamenti e innovazioni, tanto da decretare per alcuni il passaggio dal Medioevo all'Età Moderna. Nei primi decenni di tale temperie socio-culturale la moda risente ancora del linearismo verticale trecentesco tipicamente gotico mentre, progredendo verso le soglie del Cinquecento, l'abbigliamento, così come il tipo fisico, assume una connotazione spiccatamente rinnovata. Questa ricerca intende prendere in esame il costume italiano nel XV secolo, analizzando gli abiti femminili, maschili e infantili, insieme agli accessori, ai tessuti e ai colori, attraverso lo studio correlato di reperti originali, documenti, leggi suntuarie e fonti iconografiche. L'autrice tenta così di evidenziare la complessa struttura sartoriale dei principali capi in uso nelle varie classi sociali, proponendo anche ricostruzioni di propria creazione, svelando il valore e il significato che al tempo veniva attribuito all'apparire.“He who sees only fashion in fashion is a fool”, proclaimed Honoré de Balzac in his Treatise on Elegant Living. Fashion means way of taking an attitude, way of primping. This term, especially if we consider the past, is usually referred to the aristocracy, yet the costume trends, even though delayed and modified, actually affect the lower class too.The 15th century was an age of sweeping changes and innovations, to such an extent that, according to some, it caused the transition from the Middle Ages to the Modern Era. During the first decades of the aforementioned socio-cultural context, fashion was still conveying the 14th c. vertical linearity, typical of the Gothic style; on the other hand, by approaching the threshold of the 16th c., the attire, as well as the physical type, assumed clearly renewed overtones. This rasearch aims to investigate the 15th c. Italian costume, exploring the male, female and infant clothing, together with their accessories, textiles and colors, by means of an interrelated study of original relics, documents, sumptuary laws and iconographic sources. Thus the author attempts to highlight the complex sartorial structure of the main garments used by the different social classes, also presenting a few replicas, entirely handmade by herself, unveiling the value and the meaning ascribed to appearance at that time.L'autorePaola Fabbri è diplomata in “Disegno del figurino e storia del costume” presso l’Istituto Marangoni Fashion e Design di Milano. Nel mondo del living-history è stimata sia in Italia che all'estero per l'elevato livello di accuratezza delle proprie creazioni sartoriali, raggiunto dopo oltre 20 anni di ricerche ed esperimenti ricostruttivi. Fin dal 2003 è impegnata come relatrice in conferenze sul tema dell’abbigliamento storico maschile e femminile, in particolare per i secoli compresi tra XIII e XVI; nel 2005 ha avviato una stretta collaborazione con la Dott.ssa Lucia Portoghesi, nell'ambito del restauro del corredo funebre di Gregorio VII (X secolo) e di Diego Cavaniglia (XV secolo). Del farsetto appartenuto a quest'ultimo ha prodotto una replica fedele in ogni dettaglio, oggi conservata unitamente all'originale presso il Convento di San Francesco a Folloni di Montella (AV).
Una vita sul filo di lana. E-book. Formato EPUB Paolo Scandaletti - Rizzoli, 2013 -
“Il colore è parte integrante del mio Dna. Dalla Dalmazia e da Ragusa ho portato con me i blu, che profumano d’oltremare, e i rossi aranciati dei tramonti sull’Adriatico; i gialli caldi screziati d’ocra e marrone parlano di rocce e sabbie, lambite, rimescolate ed erose dalle onde. Non possono mancare i neri, che amalgamano. E poi il viola, mio colore prediletto, in tutte le sue sfumature. Se si guarda bene c’è sempre, anche se non compare a prima vista.” UNA VITA DI SUCCESSI, DALL’ATLETICA ALLA MODA, E IL SEGNO PROFONDO DELL’ESILIO DALLA DALMAZIA. L’AUTOBIOGRAFIA DI UNO DEI PROTAGONISTI PIÙ NOTI E AMATI DELL’ITALIAN STYLE NEL MONDO. “Maestro del colore” lo ha definito Balthus. Ottavio Missoni più semplicemente si considera un artigiano che ha portato nel cuore e nel mondo le sfumature della sua terra perduta, la Dalmazia. Merito forse di uno spirito indipendente — ereditato da un antenato pirata — che agli orari rigidi ha sempre preferito la libertà delle esperienze. Per questo ha lasciato Zara giovanissimo per diventare un atleta di livello mondiale. Quando la guerra ha interrotto la carriera sportiva, si è ritrovato in Africa e, nella confusione dei combattimenti, si è involontariamente consegnato agli inglesi come “ospite di sua Maestà”. Al rientro in Italia, ha vissuto il dramma dell’esilio forzato da Zara e si è reinventato come modello di fotoromanzi a Milano dove, fra giornalisti, scrittori e attori di cabaret, capitava di incontrare nello stesso bar modelle e muratori. È in questo clima operoso e creativo che Ottavio ha conosciuto la moglie Rosita e insieme hanno dato vita a una piccola impresa d’abbigliamento tutta famigliare: lei disegnava i vestiti e preparava pacchi, lui girava con il campionario per convincere i negozianti, affezionati al nero, a comprare i suoi estrosi tessuti. Proprio quelle righe colorate, nate anche dai limiti delle prime macchine, sono diventate un marchio inconfondibile: dal primo attivo di una lira alla vetrina alla Rinascente nel 1958, dalla sfilata a palazzo Pitti che ha casualmente inaugurato il nude-look alle copertine di “Vogue”, il marchio Missoni è oggi un sinonimo di stile, eleganza e fantasia. Fedele al buon senso pratico della sua gente, in queste pagine Ottavio Missoni ripercorre con ironia la sua avventura di eterno ragazzo che è riuscito ad attraversare il Novecento senza prendersi troppo sul serio, a dettare le regole della moda restando per tutti “Tai” e soprattutto, come dice lui, a non lavorare troppo.