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eBooks di P con argomento Pubblicita di Formato Pdf

EBOOK   9788820757410

Archeologie della pubblicità: Alle origini della pubblicità moderna a cura di Daniele Pitteri e Paola Papakristo. E-book. Formato PDF Paola Papakristo   -  Liguori Editore, 2012  - 

La pubblicità costituisce il 50% del contenuto complessivo dei media, dai giornali alla radio, dalla TV a Internet. Le ragioni di questa presenza sono da rintracciarsi certamente nei meccanismi economici che regolano l'industria dell'informazione e dell'intrattenimento e dei quali la pubblicità è un pilastro fondamentale. Ma, ancora di più, sono da ricercare nella fitta rete di suggestioni e di legami con l'immaginario collettivo che essa intreccia, nello straordinario sistema di accensione di desideri di cui essa è il motore e, soprattutto, nelle pulsioni profonde che legano queste strategie con le emozioni individuali. I curatori del volume compiono un viaggio alla radice di tutto ciò. Rintracciano - con l'ausilio dei saggi d'epoca di Vittorio Pica e Giuseppe Prezzolini e delle attente riflessioni di Alberto abruzzese e Adriana Baculo - le origini delle motivazioni per cui la pubblicità è diventata il cuore degli immaginari dei contemporanei, ripercorrendo i suoi legami con l'arte, la tecnologia, con lo sviluppo delle metropoli fra la seconda metà dell'Ottocento e i primi anni del Novecento.

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EBOOK   9788820743369

Confessioni di una macchina per scrivere: La pubblicità tra visione di marca e visione del mondo. E-book. Formato PDF Pasquale Barbella   -  Liguori Editore, 2011  - 

Un ex pubblicitario scrive della propria esperienza professionale non solo per rivelarne alcuni meccanismi invisibili all’esterno, ma anche per stimolare una riflessione sulla comunicazione di massa, la sua evoluzione negli ultimi decenni, le sue formule, il suo slang, la sua degenerazione pubblicitaria. Ripercorre, non senza autoironia, qualche tappa della propria biografia per rintracciare le influenze esercitate, nella società italiana e nel corso del tempo, dalle principali fonti di comunicazione: la stampa, la radio, la televisione, ma anche il mondo aziendale, la burocrazia, le istituzioni pubbliche. Uno sguardo disincantato sull’uso e l’abuso dei linguaggi – parole, immagini, eventi, mode – che contribuiscono a formare o a modificare la percezione pubblica del reale. Da un osservatorio atipico – i laboratori della comunicazione commerciale – l’autore spia fatti e comportamenti che riguardano solo in parte il proprio mestiere, ma che proprio nelle pratiche pubblicitarie trovano un fondamento e una spiegazione. Un tempo definita persuasione occulta, la pubblicità si libera di qualche velo spogliando però, allo stesso tempo, il mondo che la ospita e che non può fare a meno di lei: quello dei mass media. Senza scivolare nei cliché o in facili moralismi, l’autore si interroga sulle differenze, talvolta rilevanti, tra ciò che appare e il suo significato; indaga sulla comunicazione in generale e sui suoi effetti, tentando di stabilire un rapporto di corrispondenza tra il disimpegno estetico e la deriva dei valori: “Da antico lettore di Crimen, tendo a immaginare che un sistema di comunicazione fondato sulla sciatteria produca conseguenze funeste. [...] penso in un lampo alla grafica scellerata che deturpa gran parte del layout urbano: le insegne impudenti, i logotipi pretenziosi, le squallide vetrine, tutto quell’effetto-pizzeria esploso non solo nelle periferie, ma anche al pianoterra di palazzi un tempo decorosi, quando non addirittura austeri. Immagino questo bar come scenario ideale di delitti improvvisi e banali: a suggellare una lite notturna, il raptus di un balordo, lo sfogo di una depressione oscura e vendicativa. Non grandi regolamenti di conti, notti di San Valentino, spietati progetti di mafia, ma il semplice fluire della corrente, e il sasso che senza volerlo scivola dall’argine e confonde, increspandola, l’incoscienza dell’acqua.”Le confessioni di Barbella, che si autodefinisce “scrivente macchina umana”, non si rivolgono soltanto a un pubblico di addetti ai lavori (i pubblicitari, le loro agenzie e associazioni professionali, i responsabili aziendali del marketing e della promozione, gli addetti alla formazione nelle accademie specializzate e nelle facoltà universitarie di scienze della comunicazione, i relativi studenti), ma a chiunque sia interessato – per mestiere o per curiosità – al mondo dei mass media, della grafica, della pop culture in generale.

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