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eBooks di R con argomento Dio di Formato Pdf
Diodoro Siculo: Biblioteca storica. Libri XXIII-XXIV. Commento storico. E-book. Formato PDF Rita Scuderi - Vita E Pensiero, 2017 -
Questo volume è uno dei risultati del progetto di ricerca «Commento storico alla Biblioteca di Diodoro», ideato da gruppi di ricerca attivi nel campo della storia antica appartenenti alle Università di Bologna, di Milano (Università Cattolica del Sacro Cuore), di Pavia e di Firenze e cofinanziato dal MIUR. Il progetto prevede di completare il commento complessivo della Biblioteca, compresi i libri frammentari, nel corso di alcuni anni. Benché lo storico-epitomatore siciliano abbia raccolto nella critica moderna il peggio, dal sarcasmo all'insulto, che si possa dire di uno storico e benché sia certo che egli non ha fatto molto per evitarlo, i suoi libri meritano ancora largamente di essere letti e studiati: ciò vale per i periodi storici per i quali Diodoro è di fatto la nostra unica fonte, ma anche per quelli meglio conosciuti, a proposito dei quali ci ha conservato preziose informazioni sia integrative sia alternative. L'appoggio di un commento che finora – con qualche eccezione notevole – è mancato costituisce uno strumento imprescindibile. I libri XXIII e XXIV, pervenuti frammentari come tutta la seconda parte della "Biblioteca storica" di Diodoro Siculo, trattano la prima guerra punica. Il volume ne presenta un'introduzione, in cui si mettono in evidenza le fondamentali caratteristiche del testo diodoreo, che, pur privo di un "continuum" narrativo, offre informazioni e dettagli significativi non presenti in altre fonti. Diodoro non è un semplice compilatore, come talora è stato severamente valutato, ma attua con coscienza un programma compositivo di storia universale. Il moralismo didattico costituisce una sua peculiarità originale, che nelle vicende della prima guerra punica si esplica in casi emblematici, come quello di Attilio Regolo. I due libri diodorei vengono puntualmente commentati, ricavandone le fonti (fra le quali spicca Filino di Agrigento) e confrontandone la narrazione con gli altri autori antichi e la bibliografia moderna.
Il caso serio di Dio. Priorità di Dio, laicità, educazione. E-book. Formato PDF Ruini Camillo - Edizioni Cantagalli, 2015 -
Rimettere Dio al centro della nostra vita è assolutamente necessario e indispensabile, poiché solo una laicità "sana e positiva", che tenga sempre presente la figura di Dio nelle nostre azioni, può portare alla realizzazione del bene comune.
Dire Dio. Per un'ermeneutica del linguaggio religioso. E-book. Formato PDF Ricoeur Paul - Editrice Queriniana, 2015 -
EDITORIALE Dire Dio: poetica e linguaggio religioso in Paul Ricoeur Dobbiamo subito dichiarare due limiti di quest'Editoriale. Abbiamo scelto di dedicarlo esclusivamente a Ricoeur e questo perché, mentre il contributo di Jiingel costituisce un discorso in sé compiuto e autonomo, i due saggi di Ricoeur sono, a nostro avviso, di più difficile comprensione se non vengono situati nel complesso della sua filosofia del linguaggio che è, della sua ricerca, la parte più recente e forse meno nota in Italia. Il nostro Editoriale vorrebbe aiutare a contestualizzare la tesi ricoeuriana di una 'verità metaforica' nel più vasto quadro della sua filosofia ermeneutica. Il secondo limite è interno a questa nostra ricostruzione: abbiamo scelto di non sviluppare la teoria del testo e quindi la strategia propria alla scrittura, limitandoci alla strategia del discorso poetico; questo per non sovrapporci al primo saggio che ampiamente svolge tale analisi. ESTRATTO DALLA PRIMA PARTE «Wovon man nicht sprechen kann, dariiber muss man schweigem>. Pesa, sulla coscienza dei credenti, ma non di essi soltanto il giudizio che conclude il Tractatus Logico-Philosophicus di Wittgenstein: ciò di cui non si può parlare, bisogna tacerlo. Ma se il nostro linguaggio è eminentemente linguaggio d'oggetti, come potrà esprimere Colui che non conosciamo alla maniera degli oggetti? Certo, se «il senso di una proposizione è il metodo della sua verificazione» una proposizione che non soddisfi a questo cardine del positivismo logico è «letteralmente priva di senso». E non può che esser tale: gli oggetti della nostra manipolazione ci nascondono una appartenenza più profonda, radicale, originaria: «Come canteremo i canti di Jahve in terra straniera?». Davvero solo al di là della chiusura dell'orizzonte quotidiano, dell'esperienza ordinaria, al di là di un mero rapporto soggetti-oggetti, al di là di questo estraneamento, è possibile dire Dio. « Così dire Dio, prima d'essere un atto di cui io sono capace è ciò che fanno i testi prediletti quando sfuggono ai loro autori, all'ambiente nel quale sono stati redatti, al loro primo destinatario, - quando dispiegano il loro mondo - quando manifestano poeticamente e in tal modo rivelano un mondo che noi potremmo abitare». Paul Ricoeur, nel saggio dal quale abbiamo ricavato il titolo di questo editoriale, assimila esplicitamente i testi biblici - quindi il linguaggio religioso - ai testi poetici. Tale assimilazione, che è anche l'oggetto quasi esclusivo del nostro studio, tende ad una duplice affermazione: linguaggio religioso e linguaggio poetico non sono separabili sulla base di una funzione descrittiva che sarebbe propria del primo linguaggio e di una funzione emozionale, soggettiva propria del secondo. Situare il linguaggio religioso entro la poetica significa superare questa rovinosa dicotomia. In secondo luogo, vuol dire rinunciare a considerare il linguaggio religioso come linguaggio 'a parte', quasi che la Parola di Dio esigesse, per custodire la propria alterità, un linguaggio appropriato ed esclusivo. La via battuta da Ricoeur è agli antipodi: è quella che va al fondo delle parole e dei linguaggi per rinvenirvi le condizioni d'una parola e d'un linguaggio che dicano una dimensione di rivelazione, che siano perciò una prima iniziale approssimazione della Parola e della rivelazione. Il linguaggio, nella sua funzione poetica, è linguaggio di manifestazione, è luogo di rivelazione dell'orizzonte originario del nostro essere nel mondo.