Libri sulle carceri

Saggi, manuali giuridici e reportage sul sistema penitenziario italiano

Il tema delle carceri è affrontato in letteratura da prospettive diverse e complementari. I testi di diritto penitenziario analizzano l'ordinamento carcerario italiano, la riforma Cartabia, le misure alternative alla detenzione e la giustizia riparativa. I saggi sociologici — tra cui il classico Carcere e fabbrica di Melossi e Pavarini — esaminano il carcere come istituzione totale nel contesto storico e capitalistico. I reportage e le testimonianze dirette raccontano la vita quotidiana dei detenuti, le condizioni di sovraffollamento e i percorsi di reinserimento. Trovi anche opere che analizzano le proposte abolizioniste e le dieci misure concrete per superare l'emergenza carceraria italiana. Un catalogo che serve studenti di giurisprudenza, operatori del settore e chiunque voglia capire il sistema detentivo.
EBOOK   9788849836820

La pena visibile (o della fine del carcere). E-book. Formato EPUB Salvatore Ferraro   -  Rubbettino Editore, 2013  - 

La pena visibile è una teoria dell’esecuzione penale che mira a dimostrare come l’esperienza dell’utilizzo del carcere, quale luogo ideale e irrinunciabile dell’esecuzione della sanzione penale, deve ritenersi finita: causa fallimento. Questa teoria non si limita a offrire fatti e argomentazioni atti unicamente a descrivere e provare le ragioni di questo fallimento. È una teoria che aspira a molto di più. Essa, infatti, oltre a offrire ragioni nuove e più profonde nello spiegare dove e in che modo il carcere abbia rivelato i suoi lati deboli, paradossali e contraddittori, mira a modellare un nuovo scenario esecutivo della pena: alternativo, utile e produttivo. Questo modello è fondato su una specifica qualità: la visibilità, ossia la possibilità, da parte della società e della vittima del reato, di partecipare il percorso sanzionatorio inflitto al reo; e muove da due presupposti, meglio, due urgenze fondamentali: ricreare intorno al reo un nuovo ambiente «condizionante» e dissolvere «l’ambiente carcerario».

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EBOOK   9788832963526

Chi sbaglia paga: Certezza della pena e della rieducazione. La voce dei detenuti e l'esperienza di un carcere alternativo. E-book. Formato EPUB Sergio Abis   -  Chiarelettere, 2020  - 

«Il problema non è tenere i detenutidentro il carcere ma tenerli fuori, e come.»Gherardo Colombo «Oggi il carcere è fondamentalmente stupido.Non serve a niente e costaun enorme ammontare di denaro…Un carcere utile e logico è possibile.»Don Ettore Cannavera,fondatore della Comunità La Collina Smettere di delinquere si può. Chi sbaglia paga descrive la straordinaria esperienza di un carcere alternativo, la Comunità La Collina di Serdiana (Sardegna), fondata nel 1994 da don Ettore Cannavera: un carcere utile, umano e logico in contrapposizione a una galera segregativa, illogica e inutile (il 70 per cento dei detenuti ritorna in prigione commettendo nuovi reati).Il libro, attraverso le lettere di chi vive la segregazione forzata, esamina la vita di carcerazione della massa di drogati, disadattati, extracomunitari, psicolabili, assassini stipati nelle case circondariali, evidenziando lo stato di sostanziale disordine e l’illegalità cui sono costretti, motivo per il quale la rieducazione risulta impossibile. Il contrario di quanto invece avviene a Serdiana che, come racconta Abis, propone un modello di vita di lavoro e legalità orientata alla rieducazione, secondo quanto stabilito dalla Costituzione, in cui è favorita la relazione con il prossimo sotto il costante controllo di educatori professionisti. I risultati ottenuti dalla Comunità in venticinque anni di esperienza (4 per cento di recidiva) dimostrano che è possibile assicurare la giustizia ai cittadini, garantendo la certezza della pena, e rieducare senza sconti i colpevoli di delitti anche gravi, riammettendoli alla fine del percorso detentivo all’interno della società come elementi consapevoli e capaci di comportamento conforme alla legge, dunque senza compromettere la sicurezza collettiva. La Comunità La Collina è un carcere alternativo che ospita detenuti affidati dalle diverse magistrature competenti; è stata fondata nel 1994 da don Ettore Cannavera. Riconosciuta la sua validità pedagogica, nel 2019 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha insignito il fondatore – e per suo tramite i collaboratori, operatori e volontari che si occupano dei detenuti – del titolo di commendatore al merito della Repubblica «per la preziosa opera di sostegno a persone in condizioni di marginalità e in particolare a giovani e minori coinvolti in percorsi di reinserimento sociale».

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EBOOK   9788858616352

La pena di morte italiana. E-book. Formato EPUB Samanta Di Persio   -  Rizzoli, 2011  - 

Federico Aldrovandi e Stefano Cucchi sono morti in circostanze oscure dopo l'arresto da parte delle forze dell'ordine. Casi ormai emblematici che grazie allo sforzo delle famiglie sono arrivati in tribunale. Ma per poche storie che hanno conquistato le prime pagine dei quotidiani, ce ne sono molte altre che l'opinione pubblica ha dimenticato o ignorato. Come quella di Niki Aprile Gatti, arrestato per una frode informatica in cui è coinvolta la società dove lavora. Unico tra i 18 accusati, accetta di collaborare, e cinque giorni dopo viene trovato impiccato in prigione. Come può un laccio da scarpe aver retto il peso di un ragazzo di 92 chili? E Fabio Benini, morto a trent'anni di infarto alle Vallette di Torino: soffriva di anoressia, aveva perso 50 chili e collassava due volte al giorno, perché nessuno ha saputo intervenire? Non bastano il sovraffollamento e l'inadeguata assistenza psicologica e sanitaria a spiegare queste storie: spesso sono proprio le forze dell'ordine a macchiarsi di omissione di soccorso, abusi e violenze contro i detenuti che dovrebbero proteggere e rieducare. Crimini che restano quasi sempre impuniti, grazie a una rete di silenzi e depistaggi in cui la giustizia sembra incapace di fare chiarezza. In questo crudo racconto di troppe morti sospette, Samanta Di Persio ricostruisce, attraverso verbali e testimonianze dei famigliari, gli episodi più inquietanti, fa il punto sulle indagini in corso e denuncia il silenzio delle istituzioni. Perché l'Italia per legge non ammette la pena di morte e la tortura, ma forse le tollera quando avvengono dietro le sbarre.

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