Sa eBooks
eBooks di Sa con argomento Napoli Storia di Formato Pdf
Gli sfregi di Napoli: Testi storici e letterari sui bassifondi partenopei a cura di Giovanni Greco con un saggio di Stefano Scioli. E-book. Formato PDF Salvatore Di Giacomo - Liguori Editore, 2013 -
Straccioni ed emarginati, certi criminali e certe prostitute – tutti quanti spesso vittime di tante tragedie non volute – sono indubbiamente i protagonisti di questa insolita antologia tematica, tolta dalla varia e vasta opera di Salvatore Di Giacomo (1860-1934). Essa s’ispira a quell’autentico repertorio di ‘umiliati e offesi’ che è Les Misérables (1862) di Victor Hugo: come nel monumentale romanzo francese, infatti, i personaggi che animano i testi presentati sono oppressi da un sistema iniquo e spietato, sono calpestati da un ordine sociale ingiusto e ingiustificabile il quale, se non li obbliga, fa comunque molto per indurli a violare leggi e principi fondamentali. Questo libro mostra eloquentemente che Salvatore Di Giacomo ha saputo dar voce ai conflitti, ai dolori e alle speranze dei ‘bassifondi’ partenopei in maniera davvero singolare ed ancora avvincente ed attualissima.
Giovan Battista Cavagna: Un architetto pittore fra classicismo e sintetismo tridentino. E-book. Formato PDF Salvatore Di Liello - Fridericiana Editrice Universitaria, 2012 -
Gli studi sull’architettura napoletana del Cinquecento hanno rivolto scarsa attenzione all’opera di Giovan Battista Cavagna, per molti una figura decorosa ma priva di «impeti creativi». L’opinione rientra in una linea storiografica incline a trascurare autori consapevolmente lontani dalla sperimentazione come il Cavagna, che non alimentò la “svolta” dell’architettura napoletana dopo il lungo attardarsi del Rinascimento. Il riesame delle sue opere, quelle note e altre sinora sconosciute o trascurate, avvalora una revisione del giudizio orientata a riconoscere nell’assenza di «impeti creativi» i tratti di un linguaggio conciso, non una ridotta capacità inventiva. Nella Roma di Antonio da Sangallo il Giovane, e nel clima austero della riforma cattolica al suo esordio, matura il misurato classicismo del Cavagna, sempre attento all’osservanza delle regole albertiane, costante ispirazione delle sue opere fino alle ultime realizzazioni marchigiane. Solennità e magnificenza saranno sempre determinate dal controllo matematico dello spazio, mai dall’esuberanza formale: come a Napoli, a Macerata, ad Ascoli Piceno e a Fano, i suoi non sono «impeti», ma sempre rigorose riflessioni.