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eBooks di Alessandro con argomento Architettura
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La poltrona di Proust. E-book. Formato EPUB Alessandro Mendini - Nottetempo, 2021 -
"La poltrona di Proust" è stata pubblicata per la prima volta nel 1991, ma trent'anni dopo questa raccolta di scritti di Alessandro Mendini è ancora attuale, anzi forse anche piú attuale, per lo sguardo acuminato che getta sull'arte, l'architettura, il design. Questa serie di "telegrammi", incisivi e quasi aforistici, compone un piccolo teatro popolato di oggetti, pensieri e idee sul mondo del progetto. Una preziosa antologia di ispirazioni e vividi punti di vista sulla progettualità, emblematica del pensiero di una delle menti piú brillanti degli ultimi decenni. "Uomo schivo, non mondano, internazionale", scrive Marisa Galbiati nell'introduzione a questa nuova edizione del libro, "un 'grande e domestico eroe borghese' come lo definisce Fulvio Irace, Mendini ha influenzato generazioni di progettisti ma anche di persone non necessariamente vicine ai territori del progetto. Grazie a lui oggi vediamo i paesaggi umani e artificiali con altri occhi. Ci ha regalato uno sguardo curioso e poetico capace di trarre energia dagli oggetti banali, dagli spazi che abitiamo".
La formazione dell’architetto: Botteghe, accademie, facoltà, esperienze architettoniche. E-book. Formato PDF Alessandro Castagnaro - Liguori Editore, 2011 -
Con l’intento dichiarato di evidenziare l’evoluzione della formazione culturale, tecnica, scientifica, artistica dell’architetto, l’autore del volume ha analizzato i principali cambiamenti verificatisi progressivamente nelle attività didattiche ed artistiche delle istituzioni formative e professionali: dai cantieri delle cattedrali alle botteghe medievali e rinascimentali; dalle Universitates all’Académie di Colbert, dalle scuole gesuitiche alla divulgazione illuministica, dagli ateliers della École-des-Beaux-Arts alle accademie riformate, dalla École Polytechnique agli istituti di Belle Arti, dalle teorie del Novecento alle associazioni culturali e formative, come il Werkbund, dalle Scuole superiori di architettura alla nascita della facoltà di architettura di Roma. Obiettivo di fondo è dimostrare che, attraverso i numerosi cambiamenti didattico-istituzionali, la formazione degli architetti, in ogni tempo e paese, è stata generalmente legata al rapporto privilegiato tra un maestro ed un allievo. Talvolta esso è stato diretto, evidente e noto, talaltra mediato, nascosto ed ignoto, tuttavia sempre fortemente condizionante. Non manca nel testo la menzione a quelle opere che hanno rappresentato, per ciascun periodo, il modello più pregno di insegnamento, sempre pensato come un reale, o virtuale, maestro che agisce in un modo o in un altro sull’allievo.
L'aula e la piazza: Dialogo sull’architettura, l’università e la società. E-book. Formato EPUB Alessandro Armando - Donzelli Editore, 2025 -
«Maestro, discepolo e piazza si intrecciano in un dialogo che, a partire dalle contraddizioni della contemporaneità, ha condizionato il nostro pensiero su spazio e democrazia, influenzando l’architettura e l’università fino a oggi». L’architettura è costantemente chiamata a confrontarsi con le proprie radici e tradizioni, riscoprendo attraverso il dialogo le contraddizioni che la attraversano. Il rapporto tra pratica progettuale e storia, purtroppo, sembra oggi quasi interrotto, sebbene continui ad alimentarsi di un confronto difficile, ma necessario, tra prospettive disciplinari e generazionali diverse. In questo dialogo si tenta di affrontare le difficoltà che investono l’architettura, intesa come uno spettro che comprende ricerca, insegnamento e pratiche: un campo che non cessa di porre domande fondamentali sul nostro vivere insieme, sulla nostra capacità di pensare e progettare le città, ma anche di abitarle. Non basta una semplice riscrittura delle regole: è necessario mettere in discussione i presupposti che reggono i discorsi correnti sull’insegnamento e lo studio dell’architettura e sulla loro capacità di incidere sulla realtà. Le università, per esempio, sono diventate luoghi di riproduzione piuttosto che di elaborazione del sapere. Il docente, sempre più incapsulato in un sistema di valutazione impersonale, si trova a destreggiarsi tra l’obbligo di costruire curriculum e pubblicazioni scientifiche e il vuoto di una comunità che non riesce più a dialogare al suo interno. L’internazionalizzazione, che avrebbe dovuto ampliare gli orizzonti della disciplina, è spesso ridotta a un meccanismo che promuove la globalizzazione dei saperi senza favorire una vera comprensione tra le diversità. Non si tratta solo di riflettere su come restituire valore e orizzonti alle pratiche universitarie e professionali, ma di ritrovare spazi per un dialogo che vada oltre il semplice scambio accademico. Il confronto tra saperi, idee e tradizioni deve essere il cuore di un’architettura che non voglia ridursi a mera prestazione di servizio e riscopra la propria forza politica ed etica. Il percorso di riflessione proposto, portato avanti da due protagonisti di età e formazione diverse, è un invito a sfidare l’apparente inevitabilità del presente senza cedere al pessimismo. Si tratta di trovare una comprensione condivisa del nostro mondo e della nostra architettura, per restituire alle sue discipline la capacità di essere, ancora, un luogo di cambiamento.