Libri sull'energia nucleare
Testi di fisica e saggi sul nucleare civile, tra reattori e fusione
Il progetto nucleare italiano (1952-1964): Conversazioni con Felice Ippolito. E-book. Formato EPUB Barbara Curli - Rubbettino Editore, 2022 -
La questione dell’energia nucleare, che ricorre periodicamente nel dibattito pubblico, è tornata in questi anni al centro dell’attenzione della storiografia internazionale, tanto da far parlare di un ‘rinascimento’ degli studi sul nucleare. Il cambiamento climatico e la transizione verso energie a bassa emissione di carbonio, la fine della guerra fredda e la ridefinizione degli scenari geopolitici, i piani di decommissioning dei vecchi impianti in Occidente e la costruzione di nuove centrali nei paesi emergenti hanno infatti suscitato nuovi interrogativi sulla dimensione sociale e ambientale del nucleare, sulla sua natura di veicolo di significati culturali e mediatici sulla modernità, sui rapporti giuridici e politici tra normativa europea, governance nazionale e poteri locali nella gestione di una ‘industria a rischio’. Questo libro ripercorre la storia del programma nucleare italiano dalle origini alla metà degli anni Sessanta, quando, dopo essere stata all’avanguardia nel settore, l’Italia abbandonò sostanzialmente i grandi progetti di costruzione di centrali nucleari, che furono poi fermati alla fine degli anni Ottanta apparentemente sull’onda emotiva suscitata dal disastro di Chernobyl. Il volume è costituito da un saggio storico e da una lunga intervista a Felice Ippolito, che di quel programma nucleare fu animatore e figura simbolo e protagonista del cosiddetto ‘caso Ippolito’. A più di venti anni dalla prima pubblicazione, il volume mantiene intatta la sua originalità interpretativa, discussa e attualizzata nella nuova Prefazione dell’autrice, che colloca quegli eventi nel quadro dell’attuale dibattito storiografico internazionale sul nucleare e sulle politiche energetiche dell’Unione europea, e in quello del ‘declino’ economico italiano, che in molte di quelle scelte negli anni del miracolo economico affonda le sue radici.
Spegniamo il nucleare. Manuale di sopravvivenza alle balle atomiche. E-book. Formato EPUB Beppe Grillo - Rizzoli, 2011 -
Nel 1987 quasi l?'80 per cento degli italiani ha votato contro il nucleare. Più vent?anni dopo, quando ancora stiamo pagando i costi e le conseguenze delle vecchie centrali, i dipendenti che manteniamo al Parlamento hanno deciso contro il nostro parere di tornare all'?energia atomica. Eppure la tragedia di Fukushima dimostra da sola a quali catastrofi si va incontro, anche in Giappone: figurarsi in un Paese come il nostro a rischio sismico, ad alta densità di popolazione e ad ancora più alta densità di furbetti e speculatori. La passata stagione nucleare italiana avrebbe dovuto insegnarci qualcosa, dal costante malfunzionamento della centrale di Caorso al disastro sfiorato a Sessa Aurunca, fino al problema dei rifiuti tossici che stanno contaminando le falde del Piemonte. E invece no: politici e imprenditori vogliono riprovarci ? sulla nostra pelle ? e così si improvvisano esperti e ci propinano le solite balle nucleari sulla sicurezza dei nuovi reattori (così nuovi che non potranno essere costruiti prima del 2030), sull'?indipendenza dal petrolio (e la dipendenza dall'?uranio dove la mettiamo?), sulla riduzione di emissioni di anidride carbonica (da compensare con scorie altamente radioattive che nessuno Stato sa come smaltire) e sul risparmio in bolletta (ma solo se lo smantellamento delle centrali e lo stoccaggio dei rifiuti diventano un onere extra a carico dei cittadini). Eppure una possibilità diversa esiste: il ricorso alle fonti alternative ?l'?Italia è l?'Arabia Saudita delle rinnovabili ? e una politica di efficienza e risparmio energetico che molti comuni ?a Cinque Stelle? hanno già messo in pratica. È ora di indossare l?'elmetto e scendere in piazza contro l?'ennesima manipolazione. Abbiamo tutti il dovere di informarci e combattere questa guerra in nome della democrazia, dell?'ambiente e soprattutto del buon senso. Perché il prossimo incidente potrebbe essere l?'ultimo, e nessuno ha il diritto di ipotecare il futuro nostro e dei nostri figli.
Spegniamo il nucleare. Manuale di sopravvivenza alle balle atomiche. E-book. Formato PDF Beppe Grillo - Rizzoli, 2011 -
Nel 1987 quasi l?'80 per cento degli italiani ha votato contro il nucleare. Più vent?anni dopo, quando ancora stiamo pagando i costi e le conseguenze delle vecchie centrali, i dipendenti che manteniamo al Parlamento hanno deciso contro il nostro parere di tornare all'?energia atomica. Eppure la tragedia di Fukushima dimostra da sola a quali catastrofi si va incontro, anche in Giappone: figurarsi in un Paese come il nostro a rischio sismico, ad alta densità di popolazione e ad ancora più alta densità di furbetti e speculatori. La passata stagione nucleare italiana avrebbe dovuto insegnarci qualcosa, dal costante malfunzionamento della centrale di Caorso al disastro sfiorato a Sessa Aurunca, fino al problema dei rifiuti tossici che stanno contaminando le falde del Piemonte. E invece no: politici e imprenditori vogliono riprovarci ? sulla nostra pelle ? e così si improvvisano esperti e ci propinano le solite balle nucleari sulla sicurezza dei nuovi reattori (così nuovi che non potranno essere costruiti prima del 2030), sull'?indipendenza dal petrolio (e la dipendenza dall'?uranio dove la mettiamo?), sulla riduzione di emissioni di anidride carbonica (da compensare con scorie altamente radioattive che nessuno Stato sa come smaltire) e sul risparmio in bolletta (ma solo se lo smantellamento delle centrali e lo stoccaggio dei rifiuti diventano un onere extra a carico dei cittadini). Eppure una possibilità diversa esiste: il ricorso alle fonti alternative ?l'?Italia è l?'Arabia Saudita delle rinnovabili ? e una politica di efficienza e risparmio energetico che molti comuni ?a Cinque Stelle? hanno già messo in pratica. È ora di indossare l?'elmetto e scendere in piazza contro l?'ennesima manipolazione. Abbiamo tutti il dovere di informarci e combattere questa guerra in nome della democrazia, dell?'ambiente e soprattutto del buon senso. Perché il prossimo incidente potrebbe essere l?'ultimo, e nessuno ha il diritto di ipotecare il futuro nostro e dei nostri figli.