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eBooks di E con argomento Diritto Romano
Dizionario dei termini giuridici e dei brocardi latini. E-book. Formato EPUB Edoardo Mori - Casa Editrice La Tribuna, 2012 -
Il diritto romano è, e rimarrà, un monumento alla capacità della mente di inquadrare i comportamenti sociali dell'uomo in schemi razionali. Il distillato di quest'opera dei giuristi antichi, da quelli romani ai glossatori, ai commentatori delle università italiane del Rinascimento, ci è dato dalle regulae iuris, dai brocardi, dai proverbi giuridici che, in larga parte, sono dedicati proprio a sintetizzare queste regole in frasi di semplice comprensione e memorizzazione, che rappresentano un patrimonio culturale anche per i giuristi di oggi. In genere, oltre ad indici analitici basati sull'istituto giuridico a cui la massima è riferibile, si è indicato il dato normativo moderno a cui la massima potrebbe ancora essere applicata. La soluzione più ovvia sarebbe di inserire le massime in un computer e di affidarsi alla ricerca elettronica attraverso le parole del testo, italiane e latine, e attraverso classificazioni sistematiche. Considerando però che la diffusione dei mezzi informatici presenta ancora dei limiti, ho preferito seguire il sistema tradizionale dell'indice analitico molto curato in cui le massime sono rintracciabili in base alle parole od alle associazioni di idee che userebbe un giurista. Ho quindi qui raccolto, attraverso un'accurata selezione, che in questa edizione è stata significativamente ampliata, oltre 2900 tra proverbi giuridici latini, brocardi, regulae juris, definizioni giuridiche; ad essi ho aggiunto 2100 vocaboli o espressioni del diritto romano nonchè modi di dire latini e frasi celebri che ho ritenuto potessero essere egualmente di qualche interesse per il giurista che deve leggere un testo con citazioni in latino o per chi, più semplicemente, ricerca una citazione ad hoc da inserire in un testo o in un discorso. Nello scegliere i proverbi e le definizioni giuridiche ho seguito un duplice criterio: in primo luogo che essi avessero quelle caratteristiche di lapidarietà e di sinteticità che, per l'appunto, fanno distinguere un proverbio da una normale affermazione; in secondo luogo che essi fossero ancora di interesse attuale per lo studente di diritto o per il giurista. Ogni voce è stata tradotta in modo da rendere più chiaro possibile il suo significato e da limitare quindi al massimo ogni spiegazione; quando questa è stata indispensabile, l'ho formulata in modo sintetico. L'esigenza di chiarezza ha fatto sì che la traduzione sia talvolta letterale, talvolta libera. Per ragioni derivanti dall'elaborazione elettronica l'ordine alfabetico non è sempre quello tradizionale, ma è basato esclusivamente sulla prima parola, anche se questa è una congiunzione o una preposizione. Sento il dovere di precisare, con la massima chiarezza, che circa 1600 dei brocardi qui riportati sono stati tratti dall'opera di DETLEF LIEBS, citata in bibliografia, a cui quindi va tutto il merito della selezione e ricerca dei testi originali che io ho provveduto a tradurre e ad integrare con altre fonti. In appendice riporto il testo latino delle XII Tavole con una moderna traduzione in lingua italiana, di sicuro interesse per gli studiosi del diritto romano.
Studi sui "Libri ad edictum" di Pomponio: II. Contesti e pensiero. E-book. Formato PDF Emanuele Stolfi - Led Edizioni Universitarie, 2012 -
I METODI E LE DOTTRINE - Capitolo primo - Tendenze culturali del II secolo - I. «Crisi spirituale» e «senso del passato» (p. 3) – II. Generi letterari e tensioni innovative (p. 12) - Capitolo secondo - I modelli della giurisprudenza antoniniana - I. Il contributo di Giuliano (p. 19) – II. Analogie e divergenze con Pomponio (p. 24) – III. Gaio: un’alternativa a lungo sepolta (p. 29) – IV. La fortuna dei modelli antoniniani: dai Severi a Giustiniano (p. 35) - Capitolo terzo - «Codificazione» dell’editto e tecniche interpretative - I. L’analisi dei «verba praetoris» (p. 43) – II. La «ratio» come criterio interpretativo (p. 53) – III. Integrazione e applicazione giurisprudenziale (p. 57) – IV. Dalle XII Tavole all’editto (p. 64) - Capitolo quarto - «In limine litis»: esame delle disposizioni introduttive del processo formulare - I. Contributi in tema di corruzione dell’albo edittale (p. 71) – II. L’analisi del «De edendo» (p. 79) – III. Dottrine in tema di «in ius vocatio» – III.1. Disciplina processuale e diritto delle persone (p. 84) – III.2. I divieti di sottrarre l’in ius vocatus (p. 96) – IV. Divieti e limiti nel «postulare» (p. 102) – V. Le testimonianze relative al «De cognitoribus et procuratoribus et defensoribus» – V.1. Cognitores e tempus lugendi (p. 109) – V.2. Tipologie di procurator (p. 112) – V.3. Procedure contro o in nome di municipes (p. 125) – V.4. Dottrine in tema di negotiorum gestio (p. 130) - Capitolo quinto - Per una ricostruzione delle dottrine contrattualistiche - I. L’analisi del «De pactis et conventionibus» – I.1. La disciplina dei patti aggiunti (p. 135) – I.2. Le convenzioni dotali (p. 148) – II. Segue: i cosiddetti «patti pretorî» – II.1. Receptum arbitri (p. 150) – II.2. Receptum nautarum (p. 157) – II.3. I requisiti fondamentali del costituto di debito 165) – II.4. Spunti problematici in tema di constitutum debiti alieni (p. 170) – III. L’indagine sui contratti tutelati da «iudicia bonae fi-dei» – III.1. L’emptio-venditio (p. 175) – III.2. La locatio-conductio (p. 181) – III.3. Altre tipologie contrattuali (p. 189) – IV. Figure negoziali «di confine» (p. 196) – V. La tutela processuale di fattispecie atipiche: in particolare, «agere» e «actio praescriptis verbis» – V.1. Il superamento dell ’impostazione labeoniana (p. 212) – V.2. Estensione e «tipizzazione» (p. 222) – VI. Il ricorso alle «actiones in factum» e alle «actiones utiles» – VI.1. Actiones ad exemplum (p. 235) – VI.2. Scarso impiego delle azioni «utili» (p. 239) - Capitolo sesto - L’analisi del «De in integrum restitutionibus» - I. Il «metus» (p. 243) – II. Segue: la diagnosi della violenza in altro contesto: l’esame del «De iniuriis» – II.1. Iniuria atrox (p. 250) – II.2. Profili oggettivi e soggettivi (p. 254) – III. La costruzione pomponiana in tema di dolo (p. 260) – IV. La protezione dei minori di 25 anni (p. 269) – . Altre ipotesi di «in integrum restitutiones» – V.1. Il caso del «falsus tutor» (p. 277) – V.2. Ulteriori fattispecie (p. 278) - Capitolo settimo - La tutela interdittale - I. L’ «interdictum unde vi» (p. 283) – II. L’ «interdictum uti possidetis» (p. 293) – III. Altre figure interdittali (p. 297) - Capitolo ottavo - Previsioni pretorie e stratificazioni di «ius civile» - I. Editto e sfere normative (p. 307) – II. Il «De his quae cuiusque in bonis sunt»: l’analisi delle azioni pretorie – II.1. L ’actio Publiciana (p. 310) – II.2. La tutela contro il mensor qui falsum modum dixerit (p. 314) – III. Procedure di tradizione civilistica in senso stretto – III.1. Dottrine in tema di hereditatis petitio (p. 318) – III.2. L’indagine sulla rei vindicatio – III.2.I. Confusione e commistione (p. 320) – III.2.II. Casi di comunione e servus fugitivus (p. 329) – III.2.III. Impieghi particolari della rei vindicatio e di-gressioni nella sua analisi (p. 335) – III.3. Le azioni a tutela (o negatorie) dell’usufrutto (p. 343) – III.4. Analoghe procedure in materia di servitù (p. 350) – III.5. Le azioni divisorie, in particolare finium regundorum e fami liae erciscundae – III.5.I. Estensione dell’officum iudicis (p. 361) – III.5.II. L’oggetto della divisione ereditaria (p. 366) – III.6. L’actio ad exhibendum (p. 375) - COSTRUZIONE GIURIDICA E ASPETTI DI VITA MATERIALE - Capitolo primo - Interpretazione dell’editto e schiavitù - I. Riflessione dei «prudentes» e vita materiale nel II secolo (p. 387) – II. Lo schiavo come soggetto commerciale – II.1. Una «reificazione imperfetta» (p. 395) – II.2. Il contributo in tema di actiones adiecticiae qualitatis: l’actio exercitoria (p. 404) – II.3. L’actio institoria (p. 410) – II.4. L ’actio tributoria (p. 414) – II.5. L’actio de peculio (p. 426) – II.6. L’actio de in rem verso 436) – III. Lo «schiavo merce»: la riflessione attorno allapostro-foeditto degli edili curuli – III.1. Presupposti dell’actio redhibitoria – III.1.I. Morbus vitiumve (p. 455) – III.1.II. Beni accessori e servi vicarii (p. 465) – III.2. Disciplina della redhibitio – III.2.I. Deterioramento dello schiavo e cautiones (p. 467) – III.2.II. Tipologie e disciplina del danneggiamento (p. 472) – III.2.III. Pluralità di legittimati attivi all’actio redhibitoria (p. 474) - Capitolo secondo - Realtà commerciali e «laboratorio» terra - I. L’organizzazione finanziaria – II.1. La mensa argentaria (p. 481) – II.2. I publicani (p. 491) – II. La terra – II.1. Realtà economiche e forme mentali (p. 496) – II.2. Il contesto rurale e la letteratura agronomica (p. 504) – II.3. I cani da pastore di Varrone, Columella e Pomponio (p. 510) – II.4. Altri squarci di «economia della selva» (p. 521) – II.5. La terra e gli strumenti di lavoro (p. 529) - Indice delle Fonti – Indice degli Autori