Etty Hillesum eBooks
eBooks di Etty Hillesum con argomento Ebrei Storia
Diario 1941-1943. Ediz. integrale. E-book. Formato EPUB Etty Hillesum - Adelphi, 2015 -
All’inizio di questo Diario, Etty è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale. Legge Rilke, Dostoevskij, Jung. È ebrea, ma non osservante. I temi religiosi la attirano, e talvolta ne parla. Poi, a poco a poco, la realtà della persecuzione comincia a infiltrarsi fra le righe del diario. Etty registra le voci su amici scomparsi nei campi di concentramento, uccisi o imprigionati. Un giorno, davanti a un gruppo sparuto di alberi, trova il cartello: «Vietato agli ebrei». Un altro giorno, certi negozi vengono proibiti agli ebrei. Un altro giorno, gli ebrei non possono più usare la bicicletta. Etty annota: «La nostra distruzione si avvicina furtivamente da ogni parte, presto il cerchio sarà chiuso intorno a noi e nessuna persona buona che vorrà darci aiuto lo potrà oltrepassare». Ma, quanto più il cerchio si stringe, tanto più Etty sembra acquistare una straordinaria forza dell’anima. Non pensa un solo momento, anche se ne avrebbe l’occasione, a salvarsi. Pensa a come potrà essere d’aiuto ai tanti che stanno per condividere con lei il «destino di massa» della morte amministrata dalle autorità tedesche. Confinata a Westerbork, campo di transito da cui sarà mandata ad Auschwitz, Etty esalta persino in quel «pezzetto di brughiera recintato dal filo spinato» la sua capacità di essere un «cuore pensante». Se la tecnica nazista consisteva innanzitutto nel provocare l’avvilimento fisico e psichico delle vittime, si può dire che su Etty abbia provocato l’effetto contrario. A mano a mano che si avvicina la fine, la sua voce diventa sempre più limpida e sicura, senza incrinature. Anche nel pieno dell’orrore, riesce a respingere ogni atomo di odio, perché renderebbe il mondo ancor più «inospitale». La disposizione che ha Etty ad amare è invincibile. Sul diario aveva annotato: «“Temprato”: distinguerlo da “indurito”». E proprio la sua vita sta a mostrare quella differenza.
Una vita interrotta. Diario 1941 - 1943. E-book. Formato EPUB Etty Hillesum - Edizioni Clandestine, 2019 -
QUESTO LIBRO È A LAYOUT FISSO“Il mio dottore si arrabbia tutte le volte che arrivo da lui con un gransorriso sulla faccia, secondo lui è imperdonabile che si rida di questitempi.”Il diario e le lettere degli ultimi due anni di vita di Etty Hillesum,scrittrice olandese di origine ebraica, vittima dell’olocausto.Una magnifica testimonianza di uno dei momenti più crudeli e tormentatidella nostra storia, descritto attraverso l’esperienza personalee la magnifica personalità di una donna sorprendente, ricca diinteressi, caratterizzata da un’intelligenza spiccata e una sensibilitàfuori dal comune.“Una storia di crescita spirituale tale che poche volte nella vita mi ècapitato di leggere, scritta con una ricchezza interiore e un intrecciodi forme degno dei racconti di Henry James... Un dono meraviglioso”.New York TimesEtty Hillesum, laureata in giurisprudenza e in Lingua e letteraturarussa, insegnò all’università. Nel 1942, impiegata come dattilografapresso una sezione del Consiglio Ebraico, decise, forte delle sueconvinzioni umane e religiose, di lavorare nel campo di transito diWesterbork come assistente sociale. Lei e la sua famiglia, eccetto ilfratello Jaap, morirono in un campo di concentramento.
Lettere: Edizione integrale 1941-1943. E-book. Formato EPUB Etty Hillesum - Adelphi, 2014 -
Il "Diario" di Etty Hillesum ha commosso i lettori di tutto il mondo, ed è ormai considerato fra le testimonianze più alte delle vittime della persecuzione nazista. Ora la versione integrale delle "Lettere", scritte in gran parte dal lager di Westerbork – dove Etty andò di sua spontanea volontà, per portare soccorso e amore agli internati, e per «aiutare Dio» a non morire in loro –, ci permette di udire la sua voce fino all'ultimo, fino alla cartolina gettata dal vagone merci che la conduce ad Auschwitz: «Abbiamo lasciato il campo cantando». A Westerbork Etty vive «l'inferno degli altri», senza «illusioni eroiche», recando parole vere là dove il linguaggio è degradato a gergo, là dove i fossati del rancore dividono gli stessi prigionieri, contrapponendo ebrei olandesi a ebrei tedeschi. La resistenza al male si compie in lei attraverso l'amicizia – nata nel campo o mantenuta viva con chi è rimasto libero e manda viveri e lettere –, attraverso la fede e grazie ai libri (come le poesie di Rilke) e alla natura: anche sopra le baracche corrono le nuvole e volano i gabbiani e brilla l'Orsa Maggiore. Per scrivere la storia del lager ci sarebbe voluto un poeta, non bastava la nuda cronaca, aveva detto un giorno un internato a Etty. Non sapeva che quel poema stava già prendendo forma, lettera dopo lettera. E che, da quel fazzoletto di brughiera recintata e battuta da turbini di sabbia, sarebbe giunto fino a noi rompendo un silenzio di decenni.