Giancristiano Desiderio eBooks
eBooks di Giancristiano Desiderio con argomento Filosofia
Essere e gioco. Da Platone a Pelè. E-book. Formato EPUB Giancristiano Desiderio - Ultra, 2019 -
Heidegger era un’ottima ala sinistra, Derrida era un buon centravanti, Camus giocava in porta (come Giovanni Paolo II) e un numero non piccolo di filosofi ha utilizzato il calcio per fare filosofia: Sartre amava dire che il calcio è una metafora della vita, Wittgenstein giunse alla svolta del suo pensiero guardando una partita di calcio, Merleau- Ponty spiegava la fenomenologia parlando di calcio. Come mai? Il calcio si basa su un principio: il controllo di palla. Ma il principio non può essere finalizzato a se stesso. Per giocare bisogna necessariamente abbandonare la palla e metterla in gioco. Controllo e abbandono sono i due princìpi del calcio e della vita. La filosofia, come gioco della vita, si basa su regole calcistiche: per filosofare bisogna saper mettere la vita in gioco. È per tale motivo che in questo libro si spiega l’idea di Platone con Pelé, la contraddizione del non essere con Garrincha, la virtù e la bellezza con Platini, ma anche l’inverso: il genio di Maradona con la “logica poetica” di Vico, la visione di gioco di Falcão con il mito della Caverna, il cucchiaio di Totti con la metafisica di Aristotele, e tanto altro ancora. Il calcio, infatti, non è solo una metafora, ma un paradigma cognitivo che con la sua connaturata idea di pluralità dà scacco matto al fenomeno politico più drammatico della modernità: il totalitarismo. Hitler e Stalin pretesero di controllare tutto e ci riuscirono. Pretesero di controllare anche il pallone. E persero.
Lo spirito liberale. A cosa serve la filosofia. E-book. Formato EPUB Giancristiano Desiderio - Liberilibri, 2012 -
Voglio dirlo subito con chiarezza: la filosofia serve a salvare la nostra libertà e a mostrare la nostra condizione. In che modo lo fa? Mostrando come ogni sapere umano sia limitato e, in definitiva, sia fondato sul non-sapere. E come si giunge a questa consapevolezza? Senza bluffare, senza mentire a se stessi e, con sincerità, accettando la nostra umana fallibilità. Chi per primo è stato sincero con se stesso e con gli altri è stato Socrate che ha riconosciuto di sapere solo di non-sapere. Facendo questa confessione, Socrate ha mostrato a tutti e una volta per sempre due cose: il sapere ha le sue radici nella vita e, dunque, ogni sapere è ignorante e limitato, e la filosofia non è una dottrina ma vita filosofica, ossia vita che fa esperienza dei suoi limiti; se ogni sapere è limitato, allora anche ogni potere - politico, tecnico, scientifico, religioso, militare - deve essere limitato. Da questo limite, sia conoscitivo sia politico, dipende la nostra libertà.