Giuseppe Mistretta eBooks
eBooks di Giuseppe Mistretta con argomento A
Un ponte lungo quattro secoli: Il rapporto antico e speciale fra Italia e Angola. E-book. Formato EPUB Giuseppe Mistretta - Gangemi Editore, 2015 -
C'è un ponte ideale che unisce l'Angola e l'Italia. Lo sanno le persone che per interesse, passione personale o per lavoro si sono trovate o si trovano tuttora a percorrerlo. Situazioni casuali, o scelte strategiche lungimiranti, o entrambe le cose, hanno avvicinato nei secoli i due territori ed i due popoli, nonostante la geografia non aiuti. Queste pagine sono un racconto di fatti, personaggi, e accadimenti, ora seri e ora bizzarri, sui quali si è costruito, mattone dopo mattone, il ponte ideale, ma formidabilmente resistente, che unisce Roma e Luanda, ed i popoli dell'Angola e dell'Italia. GIUSEPPE MISTRETTA, nato a Palermo nel 1958, è un funzionario diplomatico, che nel tempo libero scrive libri. Ha già pubblicato nel 2002 un “giallo” etnico-razziale dal titolo “Per conto del nero”, e nel 2010 una raccolta di tre storie dal titolo “Nel Paese chiamato Alberi”. Ha collaborato altresí per le pagine di “Repubblica” , il “Corriere della Sera” e “Capital”. Dal 2009 è Ambasciatore d'Italia a Luanda , in Angola. Sue precedenti sedi di servizio sono state, oltre a Roma, la Repubblica Democratica del Congo, gli Stati Uniti, la Libia e la Gran Bretagna.
Le vie dell’AfricaIl futuro del continente fra Europa, Italia, Cina e Nuovi Attori. E-book. Formato Mobipocket Giuseppe Mistretta - Infinito Edizioni, 2020 -
Coi suoi cinquantaquattro Stati, le sue migliaia di etnie, le differenti situazioni politiche, economiche e socio-culturali, l’Africa merita una considerazione profonda, ampia e articolata. Aumentano nel continente gli investimenti, le imprese, le iniziative di enti privati e pubblici; crescono infrastrutture, strade, ferrovie, porti, aeroporti, stadi, ponti, palazzi e grattacieli. E se ancora prevale nell’immaginario collettivo, non senza fondatezza, l’idea di un’Africa puntellata di villaggi primordiali e di slum suburbani disordinati e poveri, o disseminata di discariche immense, si va affermando in parallelo la visione di un continente giovane e dinamico, nel quale fertili sono gli spazi per la tecnologia, il progresso, le più moderne telecomunicazioni, la finanza e un embrionale benessere in strati sempre più ampi della classe media. L’Africa va pensata dal punto di vista degli africani, mettendoci noi nelle loro scarpe, nelle loro teste e nei loro problemi; questo ci aiuterebbe a comprendere meglio quali sono le necessità e le sfide di quelle popolazioni, piuttosto che ripetere slogan comodi e il più delle volte insensati, generati e alimentati dalla nostra visione eurocentrica del mondo. Non siamo solo noi ad avere qualcosa da insegnare agli africani; anzi, avremmo molto da apprendere da loro. “Come ci spiega Mistretta, le prospettive dell’Africa riguardano tutti noi, specialmente noi europei, e specialmente noi italiani; non solo per la prossimità geografica o per le questioni migratorie, ma anche per le vicende storiche e le tradizioni profonde che ci legano indissolubilmente al continente che ci sta di fronte”. (Romano Prodi)