Indro Montanelli eBooks

eBooks di Indro Montanelli con argomento Ciclismo

Qualunque sia l’opinione che avete di Marx, della sua vita e dei suoi studi, non può essere peggiore di quella di sua moglie. Perlomeno nella versione che ne dà Montanelli in questo racconto crudelmente umoristico della nascita del Capitale, in cui parla in prima persona Jenny von Westphalen. L’erede di una nobile famiglia prussiana ebbe la cattiva idea di sposare il rampollo spiantato di una famiglia di mercanti ebrei, velleitario economista senza nozioni di economia, tantomeno domestica, guadagnandoci anzitutto una vita di stenti. Tra un fiasco editoriale e una mancata consegna, tra uno sfratto e un esilio, ripercorriamo nella disincantata cronaca di Jenny le vicissitudini di un piccolo borghese gretto e invidioso, sempre sull’orlo di una crisi di nervi e intento a denigrare i propri amici ben più che a combattere i nemici del proletariato, classe che in realtà disprezzava. Un perfido quanto irresistibile pamphlet che suona una nota di originalità in un momento di ritrovata celebrità per il filosofo ottocentesco e le varie riletture del suo Capitale.
EBOOK   9788858684627

Indro al giroViaggio nell'Italia di Coppi e Bartali - cronache del 1947 e 1948. E-book. Formato EPUB Indro Montanelli   -  Rizzoli, 2016  - 

Nel 1947 Indro Montanelli riceve dal “Corriere della Sera” l’incarico di seguire il Giro d’Italia. Gli accordi con il “Corriere” sono precisi, non può scrivere di politica: si trova “in purgatorio” a causa del suo passato, sebbene abbia rotto con il fascismo, sia stato imprigionato e condannato a morte e si sia salvato fuggendo in Svizzera.Eppure, la passione per la politica e la voglia di restare comunque “dentro la storia” trasformano le cronache sportive di Montanelli in uno straordinario osservatorio della vita quotidiana, in cui lo sport e i grandi temi della politica si intrecciano indissolubilmente.Certo, ci sono le vittorie e le sconfitte dei grandi campioni e dei gregari, ci sono le statistiche, ma Montanelli non si limita a questo: racconta l’Italia con il suo sguardo critico e anticonformista, controcorrente.Ecco allora la strategia “degasperiana” di Bartali, il Giro “saragatiano” del 1948 o il gregario anarchico Menon che rompe la rigida tattica di squadra per darsi alla fuga e, almeno per una volta, gusta la libertà ribellandosi.Le cronache del Giro sono anche un diario personale: in esse ritroviamo i ricordi dell’infanzia, l’esperienza in Africa, la guerra e l’opposizione al fascismo, il tutto amalgamato con le riflessioni personali e la passione per lo sport come combattimento leale. Come quando, descrivendo il duello del 1947 sulle Dolomiti tra Coppi e Bartali, tra il nuovo campione che avanza a testa alta e il vecchio che “a testa alta declina”, prende le parti del vecchio perché la sconfitta è più nobile della vittoria.

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