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eBooks di Mar con argomento Linguaggio

EBOOK   9791221168464

Linguaggio giuridico e inclusione: Costruire cittadinanza in una società che cambia. con la prefazione di Nicoletta Maraschio. E-book. Formato EPUB Marina Pietrangelo   -  Giappichelli Editore, 2026  - 

Il linguaggio giuridico-istituzionale è uno strumento di cura e inclusione sociale. È questo l’obiettivo corale del volume, che intende mostrare la capacità del linguaggio delle istituzioni, sempre tacciato di oscurità e opacità, di essere invece un potente mezzo per garantire maggiore protezione per le persone e una vita più dignitosa nella consapevolezza dei propri diritti e doveri. Le riflessioni raccolte in questo libro dimostrano che questo approccio non solo è possibile, ma anzi è doveroso per le istituzioni pubbliche. Attraverso l’esame di soluzioni sperimentate e consolidate nel tempo e di proposte innovative, l’opera conferma anche l’urgenza di intrecciare profili e piani di analisi, mettendo assieme discipline sempre più interrelate: il diritto, la comunicazione istituzionale, la linguistica del testo, la sociolinguistica e gli studi sulla rappresentazione di genere, la qualità redazionale dei testi scritti delle istituzioni pubbliche e più ancora. Il libro si rivolge a chi studia e fa ricerca e a chiunque si interessi della cura del linguaggio, praticandola quotidianamente dentro e fuori le istituzioni. Una pratica fondamentale che è il vero collante nella nostra società in continuo mutamento, in cui il senso di appartenenza e di solidarietà tra le persone dipende anzitutto dalla condivisione, dall’accesso e dalla comprensione delle regole che ci governano.

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EBOOK   9788858694213

Per ridere aggiungere acqua. E-book. Formato EPUB Marco Malvaldi   -  Rizzoli, 2018  - 

Il linguaggio è un meccanismo cognitivo di tipo computazionale - determinato biologicamente - in grado di generare a partire da un insieme limitato (le parole) un insieme illimitato di espressioni gerarchicamente strutturate (le frasi). Come funziona questo meccanismo? Quali sono le operazioni matematiche che compiamo quando parliamo? In che modo gli elementi più semplici vanno a costruire quelli più complessi? In che modo il linguaggio attiva il nostro cervello? E quello di un computer? "Henri Poincaré diceva che la matematica non è lo studio degli oggetti, ma delle relazioni tra gli oggetti; al tempo stesso, una lingua è fatta principalmente di relazioni tra oggetti, non da oggetti sbattuti lì a caso, ed è proprio leggendo queste relazioni che il nostro cervello si accende e, oltre a riconoscere, costruisce una storia, una sequenza di avvenimenti temporali veri o presunti, vivi o defunti." Che rapporto c'è tra questa lettura e un'emozione fondamentale come una risata? Da Guareschi a Edgar Allan Poe e Georges Perec; dai concetti di ridondanza e interdipendenza su cui Claude Elwood Shannon fondò la teoria matematica della comunicazione - alla base di gran parte della tecnologia informatica che usiamo tutti i giorni - agli esperimenti di Amos Tversky e Daniel Kahneman, i padri dell'economia comportamentale che hanno rivoluzionato il mondo della psicologia; da Bergson a Eco passando per Borges, Montale e Fosco Maraini, un viaggio straordinario ed esilarante per rispondere alla domanda: è possibile insegnare a un computer

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EBOOK   9788866470649

Le parole della crisi: Etica della comunicazione, percorsi di riconoscimento, partecipazione politica. E-book. Formato PDF Marco Castagna (A Cura Di)   -  Diogene Edizioni, 2013  - 

Cosa resta di una soggettività divisa tra il rumore dello scontro e il silenzio della distanza dalle istituzioni? Quale lessico la riflessione può offrire alla partecipazione? Qual è il senso da attribuire alla parola “crisi”? La progressiva sostituzione del lessico economico a quello politico, l’assottigliamento del vocabolario che articola le relazioni umane ed istituzionali trasformando i cittadini in utenti, sono i dati più evidenti di una condizione storica e sociale che da tempo emerge dalle riflessioni della filosofia del linguaggio e della filosofia politica. A fronte di tale condizione, si delinea un’allarmante conclusione: la popolazione che non rientra nelle élites economiche, politiche o amministrative, non dispone più di un lessico attraverso cui autorappresentarsi. Eppure, una parola sembra essere condivisa da tutti. Così, a partire dalla comune convinzione che la relazione, il riconoscimento e la partecipazione politica costituiscono gli elementi per la costruzione di un senso politico condiviso e di una comune appartenenza sociale, i partecipanti al volume dialogano intorno al termine “crisi”, domandandosi se la sua rapida elevazione a categoria storica e concettuale (in discorsi e luoghi differenti: dall’economico al politico, dalla finanza globale alle amministrazioni locali) nasconda la volontà di evitare il momento risolutivo che ogni vera crisi comporta. In questa prospettiva, attribuire alla crisi un carattere epocale – ovvero di un’inevitabile irreversibilità – equivarrebbe a nascondere l’estremo, e irresponsabile, tentativo di mantenimento dello status quo: con la grave conseguenza di un incontrollato dilagare di rassegnazione, sfiducia e disperazione, che trovano il proprio sfogo in allarmanti derive qualunquistiche e populistiche. Interventi di: Alessandro Arienzo, Louis Begioni, Gianfranco Borrelli, Marco Castagna, Fabio Ciaramelli, Giuseppe Di Marco, Antonio Gentile, Ugo Maria Olivieri, Rocco Pititto, Giulio Querques, Giovanni Semeraro, Marica Spalletta, Simona Venezia, Zhang Xiaoyong.

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