N eBooks
eBooks di N con argomento Unione Sovietica
Stalinismo di frontiera: Colonizzazione agricola, sterminio dei nomadi e costruzione statale in Asia centrale (1905-1936). E-book. Formato PDF Niccolò Pianciola - Viella Libreria Editrice, 2012 -
Perché i nomadi kazachi soffrirono più di ogni altra popolazione sovietica la «rivoluzione dall’alto staliniana», e più di un terzo di loro, un milione e mezzo di persone, morì nella grande carestia all’inizio degli anni Trenta del Novecento? Quale fu la realtà delle politiche di «modernizzazione dall’alto» in Asia centrale, dove i popoli nomadi furono sottoposti a processi di «sedentarizzazione» guidata dallo Stato e di trasformazione culturale violenta? Quale fu l’importanza dell’eredità del colonialismo zarista in Asia centrale per le politiche di Lenin e Stalin? Che ruolo giocò la presenza di una vasta popolazione di contadini slavi, immigrati nella steppa centroasiatica negli ultimi decenni dello zarismo, nella tragedia kazaca? Come interagirono le politiche sovietiche delle nazionalità e le politiche economiche staliniane in Asia centrale? Queste domande ruotano intorno al problema della natura ambigua dello Stato sovietico in Asia, un potere in parte neocoloniale e in parte decolonizzatore. Sulla base di anni di ricerche negli archivi ex sovietici della Federazione russa, del Kazakstan e dell’Uzbekistan, il libro prova a dare risposte a queste e ad altre questioni, affrontando l’evento più traumatico nella formazione dell’Asia centrale contemporanea.
Il corsivo è mio. E-book. Formato EPUB Nina Berberova - Adelphi, 2019 -
«Che ne facciamo della visione tragica della vita in cui siamo stati educati? Del tragico periodo della nostra storia? Del destino della mia patria, della mia generazione e infine del mio destino personale? Mi sembra che una risposta ci sia: la tragedia mi fu data come terreno, come base di vita: noi, nati tra il 1900 e il 1910, siamo cresciuti nella tragedia che a suo tempo è entrata in noi; per così dire l’abbiamo bevuta, ce ne siamo nutriti e l’abbiamo assimilata, ma ora che ”la tragedia è finita ed è iniziato l’epos”, io ho il diritto, dopo aver vissuto una vita, di non prendermi troppo sul serio». Prima di giungere a «non prendersi troppo sul serio», la Berberova ha tracciato la storia della sua vita in questo libro, che apparve nel 1969 e col tempo sempre più si impone per l’intensità e la ricchezza della testimonianza. La Russia di prima, durante e dopo la rivoluzione, il mondo degli esiliati russi fra le due guerre, fra Berlino, Praga, Parigi, infine l’America, dove la Berberova è a lungo vissuta, ne sono la scena mutevole. E continuamente la vediamo attraversata da figure vivissime e disparate, fra cui riconosciamo Blok o Pasternak, la Cvetaeva o Belyj, Chodasevic o Remizov, Jakobson o Nabokov, tutti disegnati con la nettezza spavalda della narratrice. Difficile pensare un altro libro che restituisca con altrettanta precisione quell’«aria del tempo», fosca e vibrante, che avvolse la vita di tanti grandi russi del nostro secolo, dispersi per l’Europa. A mano a mano che procediamo nella selva degli anni, il tempo sembra apparirci palpabilmente come quell’«ordito che non si può comperare, né scambiare, né rubare, né contraffare, né impetrare», nel quale la Berberova intesse sapientemente la sua vita, devota sin all’inizio, secondo la formula di Herzen, della «crudelissima immanenza».