Libri sul lavoro
Saggi, manuali e studi sul mondo del lavoro e sull'occupazione
E se lavorassimo troppo? Lo stomaco di Menenio Agrippa gli spilli di Adam Smith e i baffetti di Charlie Chaplin. E-book. Formato PDF Nicola Costantino - Donzelli Editore, 2013 -
«L’economia globalizzata produce sempre più beni che hanno bisogno di acquirenti; ma la stessa economia ha bisogno di mettere i lavoratori in competizione tra loro, abbattendone il più possibile i salari: da qui quello che possiamo definire il paradosso del lavoratore, al quale si chiede di spendere molto, guadagnando poco». Il lavoro: condanna biblica o strumento di realizzazione personale? Partendo dal famoso aneddoto della fabbrica di spilli di Adam Smith, e attraverso le parole di alcuni grandi pensatori del Novecento e non solo, gli autori si interrogano sull’evoluzione del rapporto tra il sistema di produzione capitalistico e il più importante dei fattori produttivi, l’uomo. Negli ultimi due secoli il progresso tecnologico e la crescente globalizzazione dei mercati hanno infatti provocato enormi aumenti di efficienza produttiva, molto superiori all’incremento demografico. Questi ultimi tuttavia non sempre hanno determinato un aumento del benessere degli individui. La «mano invisibile» del mercato tende, paradossalmente, a trasformare lo sviluppo tecnologico in incrementi nell’offerta da una parte, e in disoccupazione dall’altra, piuttosto che in tempo libero e qualità della vita dei lavoratori. A livello macroeconomico, questo si traduce nella rincorsa sfrenata al Pil e al profitto, a discapito della sostenibilità sociale, ambientale e perfino economica del sistema: la sovrapproduzione richiede infatti un sostegno alla domanda che passa attraverso l’indebitamento e la finanziarizzazione dell’economia, preludio delle sempre più gravi crisi che hanno sconvolto l’economia globale negli ultimi anni. La soluzione, secondo gli autori, passa attraverso un sistema economico più etico e sobrio che, privilegiando la persona, rispetto al lavoratore-consumatore, e prendendo ad esempio i più riusciti esperimenti di economia sociale (dal commercio equo e solidale alla finanza etica) sia in grado di produrre «valore a mezzo di valori».
Cambiare marcia per creare lavoroPiù servizi, più qualità, meno ore. E-book. Formato EPUB Nicola Cacace - Altrimedia Edizioni, 2015 -
Per una nuova prospettiva, dice l’ingegnere economista Nicola Cacace (è stato anche presidente di Nomisma, l’istituto di ricerche fondato da Romano Prodi) nel suo recente “Cambiare marcia per creare lavoro”, occorre una vera rivoluzione di pensiero. Bisogna innovare, perché “…l’incapacità di guardare lontano è forse una proprietà antropologica dell’homo italicus, più orientato al carpe diem dei latini che alle attività programmate dei nordici, incapacità che in anni di lenti cambiamenti come quelli passati non ci nuoceva troppo, oggi rischia di fare danni gravi”, scrive con un velo di ironia.La linea che indica è categorica: è dall’espansione dei servizi (oggi sottodimensionati rispetto alla media europea), della cultura, delle nuove tecnologie, della ricerca sul risparmio energetico che dipenderanno, sia le nuove opportunità di lavoro, sia quelle spinte innovative in grado di accelerare la modernizzazione del nostro sistema produttivo.Nicola Cacace è nato a Castellammare di Stabia (NA) nel 1930. Ingegnere economista, giornalista e scrittore, esperto di previsioni tecnologiche, è stato, tra l’altro, consulente di produttività e contrattazione per la Cisl di Pierre Carniti e presidente di Nomisma, istituto di studi economici fondato da Romano Prodi. Come amministratore delegato di ITS, Italia Trading Service, società di trading della Bnl, nel 1986 firmò ad Hanoi un accordo di Countertrade, baratto internazionale, col Vietnam. È stato, tra l’altro, editorialista di Avvenire e l’Unità e autore di molti libri su temi vari tra cui gli effetti del progresso tecnico sull’occupazione, cui sono dedicati gli ultimi saggi: “Oltre il 2000, scenario delle professioni” (Ed. Riuniti, 2002), “L’informatico e la badante, chi partecipa al banchetto della globalizzazione e chi serve a tavola” (F. Angeli, 2007), “Equità e sviluppo, il futuro dei giovani” (F. Angeli, 2012).
Cambiare marcia per creare lavoroPiù servizi, più qualità, meno ore. E-book. Formato Mobipocket Nicola Cacace - Altrimedia Edizioni, 2015 -
Per una nuova prospettiva, dice l’ingegnere economista Nicola Cacace (è stato anche presidente di Nomisma, l’istituto di ricerche fondato da Romano Prodi) nel suo recente “Cambiare marcia per creare lavoro”, occorre una vera rivoluzione di pensiero. Bisogna innovare, perché “…l’incapacità di guardare lontano è forse una proprietà antropologica dell’homo italicus, più orientato al carpe diem dei latini che alle attività programmate dei nordici, incapacità che in anni di lenti cambiamenti come quelli passati non ci nuoceva troppo, oggi rischia di fare danni gravi”, scrive con un velo di ironia.La linea che indica è categorica: è dall’espansione dei servizi (oggi sottodimensionati rispetto alla media europea), della cultura, delle nuove tecnologie, della ricerca sul risparmio energetico che dipenderanno, sia le nuove opportunità di lavoro, sia quelle spinte innovative in grado di accelerare la modernizzazione del nostro sistema produttivo.Nicola Cacace è nato a Castellammare di Stabia (NA) nel 1930. Ingegnere economista, giornalista e scrittore, esperto di previsioni tecnologiche, è stato, tra l’altro, consulente di produttività e contrattazione per la Cisl di Pierre Carniti e presidente di Nomisma, istituto di studi economici fondato da Romano Prodi. Come amministratore delegato di ITS, Italia Trading Service, società di trading della Bnl, nel 1986 firmò ad Hanoi un accordo di Countertrade, baratto internazionale, col Vietnam. È stato, tra l’altro, editorialista di Avvenire e l’Unità e autore di molti libri su temi vari tra cui gli effetti del progresso tecnico sull’occupazione, cui sono dedicati gli ultimi saggi: “Oltre il 2000, scenario delle professioni” (Ed. Riuniti, 2002), “L’informatico e la badante, chi partecipa al banchetto della globalizzazione e chi serve a tavola” (F. Angeli, 2007), “Equità e sviluppo, il futuro dei giovani” (F. Angeli, 2012).