P eBooks
eBooks di P con argomento Diritto Romano
Anonymi graeci oratio funebris in Constantinum II. E-book. Formato PDF Paola Ombretta Cuneo - Led Edizioni Universitarie, 2013 -
Nella Biblioteca Apostolica Vaticana è conservato un manoscritto (Pal.gr. 117) che contiene un’orazione funebre scritta in greco da un oratore anonimo. L’orazione non è un’opera inedita, ma ebbe diverse edizioni, purtroppo non del tutto fedeli al testo: solo il primo editore, il Morel, fra l’altro ebbe visione diretta del manoscritto. Destinatario dell’orazione era indicato dai vari editori come Costantino II: gli errori di trascrizione del testo hanno, però, indotto ad una interpretazione diversa, e studiosi tedeschi hanno pensato che il destinatario fosse Teodoro Paleologo, morto nel 1448. Certamente il copista è del XV secolo, ma dal suo stile si può evincere che il testo è stato copiato qualche anno prima della morte di Teodoro Paleologo. Anche l’esame del linguaggio ci porta ad escludere che l’orazione possa riferirsi al Paleologo. D’altra parte, i riferimenti storici e giuridici fanno pensare ad un testo composto nel IV secolo: ad esempio i riti matrimoniali e funebri, il culto del sole, la correggenza imperiale. Il destinatario era allora Costantino II.
Gaius Noster . E-book. Formato PDF Pietro Milazzo A Cura Di - Cedam, 2019 -
L’edizione (Firenze 2012), curata da Filippo Briguglio, di una riproduzione fotografica del celeberrimo Gai Codex Rescriptus in bibliotheca capitulari ecclesiae cathedralis Veronensis, effettuata con avanzatissime tecniche di ripresa digitale ed interamente finanziata dalla Facoltà di Giurisprudenza di Catanzaro, ha rappresentato lo sfondo dell’edizione 2012, la XV, del convegno di Copanello. “Nei segni del Veronese”, importanti specialisti hanno ancora una volta interrogato luoghi salienti delle Istituzioni gaiane e mantenuto vivo il filo rosso che da secoli lega gli studiosi alle fondamentali pagine veronesi.
Studi sul disporre mortis causa. Dall’età decemvirale al diritto classico. E-book. Formato PDF Pierfrancesco Arces - Led Edizioni Universitarie, 2014 -
Questo libro racconta la storia di come, sin dall’età decemvirale, il diritto romano sia servito ad appagare l’esigenza di disporre mortis causa, e ne presenta gli sviluppi fino all’epoca classica. La più antica regolamentazione a tal proposito è affidata ad un unico, scarno versetto della legge delle XII Tavole: su di esso la giurisprudenza si eserciterà per introdurre ardite innovazioni creative, la cui evoluzione è indagata al fine di offrire un’interpretazione della storia primitiva delle successioni testamentarie, con particolare riguardo al rapporto tra heredis institutio e testamentum, e alla possibilità di quest’ultimo di rendersi idoneo veicolo di disposizioni eterogenee. Essa viene inoltre rapportata ai più ampi ambiti del «disporre» e dell’«acquistare» mortis causa, e posta in costante contrappunto con le progressive limitazioni della latissima potestas – originariamente garantita al civis dalla norma dell’antica legge – ancora menzionata nella compilazione giustinianea, più che altro per recare memoria della reliquia decemvirale che ne costituiva il fondamento. Tale menzione risulta del tutto coerente con il generale atteggiamento di venerazione da sempre tributata al codice decemvirale, e con i plurisecolari tentativi di palingenesi, i quali impegnano ancora oggi un appassionato gruppo di studiosi, protagonisti dell’immane ricerca che ha per il momento contribuito a fornire un supporto testuale all’intuizione relativa alla retrodatazione degli esperimenti palingenetici della legge delle XII Tavole all’età dell’Umanesimo.