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eBooks di Robert con argomento Antropologia
Archeologie del trauma: Un'antropologia del sottosuolo. E-book. Formato EPUB Roberto Beneduce - Editori Laterza, 2019 -
È possibile pensare ai richiedenti asilo, ai corpi occupati dei palestinesi, ai tanti immigrati che fuggono da miseria e mancanza di giustizia senza distogliere lo sguardo dalla 'violenza dell'umanitario'? Le matrici sociali e politiche della sofferenza, della memoria e del lutto possono essere pensate senza ridurre il loro dolore entro il perimetro di un meccanismo già scritto, di un solo concetto: 'trauma'? Roberto Beneduce interroga modelli e categorie che, all'ombra del sapere psichiatrico, ignorano spesso le economie dell'incertezza e la diversità delle esperienze, e lasciano irrisolta la questione dell'impunità di chi si è reso colpevole di arbitri e umiliazioni. In questa nuova edizione l'autore guarda al presente, dilaniato da razzismo, violenza di Stato e nuove guerre, ma anche alla volontà ostinata di quanti resistono alla tirannia della burocrazia e ritrovano, percorrendo sentieri di cura, il diritto a esistere.
Natura e ragione. Saggi di antropologia. E-book. Formato EPUB Robert Spaemann - Edusc, 2016 -
Chiedersi che cos’è l’uomo è diventato difficile in un’epoca come la nostra, caratterizzata da una visione scientista del mondo. La scienza moderna si è, infatti, proposta di considerare ogni realtà naturale semplicemente come oggetto per poter così sottomettere ogni cosa al potere dell’uomo. Ma dopo aver tolto alla natura ogni somiglianza con l’umano, lo scientismo pretende di dire all’uomo che anche lui non è altro che una parte di quella stessa natura: «Così parlare di sé come di un uomo finisce per apparire all’uomo stesso come una caduta nell’antropomorfismo». In questa situazione Robert Spaemann vuole tornare a porre la domanda sull’uomo rifiutando il riduzionismo scientista ma senza accontentarsi neppure di un’antropologia filosofica che ne ignori semplicemente la sfida. La chiave di un’antropologia adeguata sta per Spaemann in un’idea di natura che ne colga il carattere teleologico e in un’idea di ragione che non dimentichi il rapporto che c’è tra questa e la natura. Sono queste le idee sviluppate nei quattro saggi che costituiscono il presente volume. Dopo aver riflettuto nel primo saggio sul modo in cui la nozione di natura umana può sfuggire al sempre risorgente dualismo di “natura” e “spirito”, l’autore nel secondo saggio rivolge la sua attenzione alla teoria dell’evoluzione. Confrontarsi con questo tema appare infatti necessario per un’antropologia che accetta il dialogo con la scienza. Spaemann si chiede che cosa la teoria dell’evoluzione sia in grado di spiegare e in che senso l’evoluzionismo sia incompatibile con l’immagine che noi ci facciamo di noi stessi. Soltanto alla luce di una concezione adeguata della natura umana diventa comprensibile la nozione di dignità dell’uomo di cui tratta il terzo saggio. L’ultimo saggio affronta il rapporto di natura e ragione, mostrando come la nozione di natura sia ambigua: ciò che è “conforme alla natura” non è ciò che è “allo stato naturale”. Ciò che caratterizza l’uomo come essere ragionevole è però proprio la capacità di riconoscere l’altro nella sua realtà aprendosi a lui nell’amore. Nell’insieme, il volume costituisce una stimolante introduzione alle questioni fondamentali di un’antropologia filosofica che scopre di non poter fare a meno di incontrarsi con l’etica e con la metafisica.
Natura e ragione. Saggi di antropologia. E-book. Formato PDF Robert Spaemann - Edusc, 2016 -
Chiedersi che cos’è l’uomo è diventato difficile in un’epoca come la nostra, caratterizzata da una visione scientista del mondo. La scienza moderna si è, infatti, proposta di considerare ogni realtà naturale semplicemente come oggetto per poter così sottomettere ogni cosa al potere dell’uomo. Ma dopo aver tolto alla natura ogni somiglianza con l’umano, lo scientismo pretende di dire all’uomo che anche lui non è altro che una parte di quella stessa natura: «Così parlare di sé come di un uomo finisce per apparire all’uomo stesso come una caduta nell’antropomorfismo». In questa situazione Robert Spaemann vuole tornare a porre la domanda sull’uomo rifiutando il riduzionismo scientista ma senza accontentarsi neppure di un’antropologia filosofica che ne ignori semplicemente la sfida. La chiave di un’antropologia adeguata sta per Spaemann in un’idea di natura che ne colga il carattere teleologico e in un’idea di ragione che non dimentichi il rapporto che c’è tra questa e la natura. Sono queste le idee sviluppate nei quattro saggi che costituiscono il presente volume. Dopo aver riflettuto nel primo saggio sul modo in cui la nozione di natura umana può sfuggire al sempre risorgente dualismo di “natura” e “spirito”, l’autore nel secondo saggio rivolge la sua attenzione alla teoria dell’evoluzione. Confrontarsi con questo tema appare infatti necessario per un’antropologia che accetta il dialogo con la scienza. Spaemann si chiede che cosa la teoria dell’evoluzione sia in grado di spiegare e in che senso l’evoluzionismo sia incompatibile con l’immagine che noi ci facciamo di noi stessi. Soltanto alla luce di una concezione adeguata della natura umana diventa comprensibile la nozione di dignità dell’uomo di cui tratta il terzo saggio. L’ultimo saggio affronta il rapporto di natura e ragione, mostrando come la nozione di natura sia ambigua: ciò che è “conforme alla natura” non è ciò che è “allo stato naturale”. Ciò che caratterizza l’uomo come essere ragionevole è però proprio la capacità di riconoscere l’altro nella sua realtà aprendosi a lui nell’amore. Nell’insieme, il volume costituisce una stimolante introduzione alle questioni fondamentali di un’antropologia filosofica che scopre di non poter fare a meno di incontrarsi con l’etica e con la metafisica.