Libri sulle carceri

Saggi, manuali giuridici e reportage sul sistema penitenziario italiano

Il tema delle carceri è affrontato in letteratura da prospettive diverse e complementari. I testi di diritto penitenziario analizzano l'ordinamento carcerario italiano, la riforma Cartabia, le misure alternative alla detenzione e la giustizia riparativa. I saggi sociologici — tra cui il classico Carcere e fabbrica di Melossi e Pavarini — esaminano il carcere come istituzione totale nel contesto storico e capitalistico. I reportage e le testimonianze dirette raccontano la vita quotidiana dei detenuti, le condizioni di sovraffollamento e i percorsi di reinserimento. Trovi anche opere che analizzano le proposte abolizioniste e le dieci misure concrete per superare l'emergenza carceraria italiana. Un catalogo che serve studenti di giurisprudenza, operatori del settore e chiunque voglia capire il sistema detentivo.
EBOOK   9788824929677

Senza tregua da zero a ottanta…. E-book. Formato EPUB Vincenzo D'onofrio   -  Booksprint, 2019  - 

Ribelle e fuorilegge, pur cosciente dell’efficienza delle forze dell’ordine, sia civili che militari e pur essendo stato  educato dal padre al rispetto di detti organi, è stato ospite delle “patrie galere” per alcuni anni. E, alla fine, seppur riluttante, si è dovuto piegare alla loro volontà. Vincenzo sostiene, infatti che “è più che giusto pagare i debiti con la giustizia quando si cade in errore…”. Tuttavia mentre da giovane ha sempre provato enorme conforto nel pensare che “la società, oltre a punire, è in grado di redimere e reinserire il soggetto…”, con il trascorrere degli anni è stato costretto a prendere atto di una triste realtà: “quella società di cui tanto si parlava e così pronta a punire è ben lungi dall’inserimento…”. Dopo tre anni, due mesi e venti giorni di carcerazione, Vincenzo, fruendo di un provvedimento di legge risalente all’anno 1963, è stato rimesso in libertà. Ma ha dovuto altresì subire ”dieci anni di interdizione dai pubblici uffici, la revoca della patente di guida e l’obbligo di firma presso il commissariato, ogni settimana… per ben tre lunghi anni. A non dimenticare, poi, il divieto di non lasciare il comune di residenza…”. D’Onofrio, pertanto, dopo aver vissuto tante e tali vicissitudini e giunto ormai all’età di ottant’anni, afferma di essere “sì redento ma non certo per l’alta scuola impartitagli dai più esperti galeotti frequentati e neppure per la gratificante e decantata società, bensì per essere stato ancora per l’ennesima volta miracolato…”. In effetti, nell’anno 1979, Vincenzo D’Onofrio è stato financo costretto a fronteggiare una “lobectomia per tumore maligno da fumo…”, che, per sua fortuna, “può, ancor oggi, raccontare…”.  Nel corso della vita, di certo, si è dovuto più volte difendere, per salvaguardare la sua incolumità. Tuttavia si vanta di “avere sempre difeso, a spada tratta, bambini, donne, anziani, come pure tutti coloro che erano in gran difficoltà….”. Certo, non può affermare di essere stato un Robin Hood e, anzi, si sente piuttosto un “Dottor Jekyll e Mister Hyde”, anche se “per necessità contingenziali…”. Si augura, comunque che quest’autobiografia, assolutamente reale, possa essere di qualche utilità a chi è solito adottare atteggiamenti lesivi per sé e per gli altri, perciò migliorandolo.

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EBOOK   9788865791301

Il delitto, la legge, la pena: La contro-idea abolizionista. E-book. Formato EPUB Vincenzo Ruggiero   -  Edizioni Gruppo Abele, 2016  - 

Il carcere scoppia in ogni parte del mondo. Il numero dei detenuti aumenta ovunque in modo esponenziale pur in una sostanziale stabilità del numero dei reati. Parallelamente cresce il senso di insicurezza dei cittadini dimostrato, tra l’altro, dal boom degli acquisti di armi per difesa personale. In questo contesto ripensare la natura, la funzione e la filosofia della pena non è una fuga in avanti ma un necessario esercizio di realismo. È questo il senso del volume di Ruggiero che esamina criticamente, partendo dai classici, le idee che stanno alla base dei sistemi penali moderni e della stessa concezione dei delitti e delle pene. Le domande sono quelle di sempre: chi punire? perché punire? come punire? L’approccio è quello “abolizionista” dove per abolizionismo si intende non tanto un programma compiuto di interventi quanto «un approccio, una prospettiva, una metodologia, uno specifico angolo di osservazione» alternativi al pensiero unico repressivo e finalizzati alla individuazione di “qualcosa di meglio” dell’attuale sistema penale.

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