Libri sulla letteratura francese

Manuali, storie e antologie della letteratura francese

I libri di letteratura francese ricostruiscono dieci secoli di una delle grandi letterature europee, dalle origini medievali fino alla produzione contemporanea. Il catalogo raccoglie manuali di storia letteraria organizzati per secoli, dal Medioevo al Cinquecento, dal grande teatro del Seicento all'Illuminismo, fino al romanzo dell'Ottocento e alle avanguardie del Novecento. Trovi sintesi pensate per gli studenti, antologie con testi commentati, monografie sui maggiori autori e studi che analizzano contesti storici, movimenti e forme. Alcuni volumi affrontano la letteratura francese anche in lingua originale, come strumento per i corsi. Materiali indicati per studenti di francesistica, docenti e lettori appassionati di cultura francese.
EBOOK   9788845972119

Romanzi in tre righe. E-book. Formato EPUB Félix Fénéon   -  Adelphi, 2013  - 

La formula Fénéon secondo il suo inventore: una riga per l'ambiente, una per la cronaca più o meno nera, una per l'epilogo a sorpresa. Leggere per credere.

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EBOOK   9788845983207

La vita assassina. E-book. Formato EPUB Félix Vallotton   -  Adelphi, 2022  - 

Jacques Verdier, il protagonista di questo romanzo, è un antieroe del male. Dopo un secolo di figure luciferine, che cercavano testardamente il male, Vallotton ha creato un personaggio che è accompagnato dal male come da un’ombra, o un aroma, ma certamente non lo vuole. Anzi, Verdier in generale vuole poco. È un giovane di provincia calato a Parigi, che si scopre quasi per caso una vocazione di storico dell’arte. La sua esistenza si svolge su scenari prevedibili della metropoli, fra bordelli, salotti, caffè e redazioni. Ma Verdier sa di celare un grave segreto: il male è suo ospite perenne, e dalle sue mani si trasmette alle più varie creature che gli vengono incontro. Un’ironia sinistra avvolge tutte le sue vicende, avvicinando amore e assassinio sino a farli diventare dei «quasi sinonimi». Si direbbe che in Verdier il volto assassino della natura si sia scelto un rappresentante, e si compiaccia beffardamente del suo aspetto poco vistoso e innocuo. Ma è davvero innocente Verdier? Quanto più lo proclama, tanto più insospettisce. E esiste davvero Verdier? Vista dall’esterno, la sua storia è quella di un giovane e promettente studioso d’arte. Vista dall’interno, è una vita che obbedisce a un «codice di carneficina e di sangue», mentre un «cappio di fatalità» lentamente la strozza. Ma, e questo è il paradosso del romanzo, che Vallotton fa giocare magistralmente, la vita nefasta di Verdier non è percepibile da nessuno salvo da Verdier stesso e dal lettore che ascolta le sue confessioni. E questo crea un divario fra esterno e interno che conferisce al racconto una vibrazione di cupa ilarità. Come nella sua opera di pittore, Vallotton mostra in questo romanzo di essere attratto dall’oltraggioso e dall’urtante. E applica d’istinto quella esautorazione del soggetto che rivendicavano i cavalieri della «décadence», da Nietzsche a Rémy de Gourmont. Così si precisa davanti ai nostri occhi, con lo stesso tratto che ci era noto dai disegni di Vallotton, il profilo di una storia sottilmente ossessiva: la cronaca di un «insabbiamento in un orrore molle». «La vita assassina», scritto nel 1907-1908, fu pubblicato, postumo, nel 1930.

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