C eBooks
eBooks di C editi da Bompiani con argomento Antropologia
L'antropologia di fronte ai problemi del mondo moderno. E-book. Formato PDF Claude Lévi-Strauss - Bompiani, 2017 -
Nella primavera del 1986 Claude Lévi Strauss tenne a Tokyo le tre conferenze riunite in questo volume. Per trattare i temi fondamentali della sua opera, attinge liberamente agli scritti che lo hanno reso celebre, riprendendo i principali argomenti sociali che non hanno smesso di inquietarlo, e medita sull'avvenire possibile dell'antropologia in un mondo che sta per entrare nel XXI secolo. La sua proposta è che essa si configuri come un nuovo umanesimo universale e democratico, capace di prevenire i conflitti, proprio perché si basa sull'unico sapere che insegni a rispettare la diversità culturale e attribuisca pari dignità a ogni forma di organizzazione sociale, cioè, appunto, l'antropologia.
Sulle tracce del vero: Cinema, antropologia, storie di foto. E-book. Formato EPUB Carmelo Marabello - Bompiani, 2011 -
Come è stato rappresentato l’Altro nei classici dell’antropologia e dell’etnografia? Quali immagini hanno costruito la nostra idea di alterità, di selvaggio, di umanità nei libri, nelle foto e nei film di Franz Boas, Claude Lévi-Strauss, Gregory Bateson, Margaret Mead? A partire dai materiali esotici filmati da William Heise, James White e Edwin Porter per la Edison, sul finire dell’Ottocento, ai film di Edward S. Curtis, Robert Flaherty, Ernest Schoedsack e Merion C. Cooper, dai film di Paul Fejos nei suoi anni post-hollywoodiani ai materiali girati da Lévi-Strauss con la moglie Dina Dreyfus, in Brasile e dalla coppia Bateson-Mead a Bali, sino alla trama post-neorealista di Jean Rouch e al lavoro in India di Rossellini, il volume disegna una genealogia delle immagini irrisolte dell’alterità, sulle tracce del vero di cui la macchina da presa si fa autore e archivio. Nel segno dell’ambiguità e della necessità delle rappresentazioni, del conflitto tra set e analisi di terreno, al crocevia tra disciplina dello sguardo etnologico e strategie formali, si configura così una mappa di luoghi e fieldwork, tattiche di ricerca e traiettorie esotiche di entertainment, di memorie coloniali e post-coloniali. Il cinema, la fotografia e l’antropologia si situano qui tra grammatiche dello spettacolo e progetti di conoscenza, tra flagranza del filmato e pratica di documentazione e testimonianza, salvage antropologico e messa in scena filmica di un mondo primitivo e, talvolta, a-storico. O almeno de-storicizzato. E tuttavia al cospetto delle forme e nei generi che i film e il cinema producono nel Novecento. Nelle storie di foto che, come etnostorie, restituiscono le immagini occidentali dell’alterità.
Sulle tracce del vero: Cinema, antropologia, storie di foto. E-book. Formato PDF Carmelo Marabello - Bompiani, 2011 -
Come è stato rappresentato l’Altro nei classici dell’antropologia e dell’etnografia? Quali immagini hanno costruito la nostra idea di alterità, di selvaggio, di umanità nei libri, nelle foto e nei film di Franz Boas, Claude Lévi-Strauss, Gregory Bateson, Margaret Mead? A partire dai materiali esotici filmati da William Heise, James White e Edwin Porter per la Edison, sul finire dell’Ottocento, ai film di Edward S. Curtis, Robert Flaherty, Ernest Schoedsack e Merion C. Cooper, dai film di Paul Fejos nei suoi anni post-hollywoodiani ai materiali girati da Lévi-Strauss con la moglie Dina Dreyfus, in Brasile e dalla coppia Bateson-Mead a Bali, sino alla trama post-neorealista di Jean Rouch e al lavoro in India di Rossellini, il volume disegna una genealogia delle immagini irrisolte dell’alterità, sulle tracce del vero di cui la macchina da presa si fa autore e archivio. Nel segno dell’ambiguità e della necessità delle rappresentazioni, del conflitto tra set e analisi di terreno, al crocevia tra disciplina dello sguardo etnologico e strategie formali, si configura così una mappa di luoghi e fieldwork, tattiche di ricerca e traiettorie esotiche di entertainment, di memorie coloniali e post-coloniali. Il cinema, la fotografia e l’antropologia si situano qui tra grammatiche dello spettacolo e progetti di conoscenza, tra flagranza del filmato e pratica di documentazione e testimonianza, salvage antropologico e messa in scena filmica di un mondo primitivo e, talvolta, a-storico. O almeno de-storicizzato. E tuttavia al cospetto delle forme e nei generi che i film e il cinema producono nel Novecento. Nelle storie di foto che, come etnostorie, restituiscono le immagini occidentali dell’alterità.