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eBooks di F editi da Donzelli Editore con argomento Fascismo
L'oltretevere da oltreaceano. E-book. Formato PDF Francesco Torchiani - Donzelli Editore, 2015 -
Italiani dall’esilio L’esilio è un fenomeno che ha interessato tutte le società antiche e moderne: da quella romana a quelle medievali e rinascimentali fino ad arrivare al Settecento e all’Ottocento con le conseguenze prodotte dalla Rivoluzione francese e dalle rivoluzioni «borghesi». Nessuna di queste esperienze è tuttavia comparabile con l’esilio novecentesco provocato dai grandi rivolgimenti sociali e politici che hanno segnato il secolo scorso. Lo scopo della collana, promossa con il generoso sostegno di Paolo Marzotto, è quello di ricostruire storie, individuali e collettive, di uomini e donne vittime delle persecuzioni politiche e razziali messe in atto dai grandi regimi totalitari: storie quasi sempre avventurose e drammatiche. Con i protagonisti di queste vicende, si muovono anche idee, saperi, competenze e sensibilità artistiche. Oltre alle storie degli esuli, la collana vuole dunque ricostruire il flusso di conoscenze che nella prima metà del Novecento si muove prima entro i confini europei e poi tra le due sponde dell’Atlantico. Nell’estate del 1943 esce negli Stati Uniti un libro sull’Italia scritto da due professori di Harvard. What to Do with Italy, questo il suo titolo, vuole spiegare perché la dittatura fascista ha potuto prosperare, chiarire il ruolo della Chiesa di Roma nelle fortune del regime e offrire soluzioni per il difficile futuro. A firmarlo sono due italiani naturalizzati americani: Gaetano Salvemini, grande storico e antifascista in esilio dal 1925, e Giorgio La Piana, che ad Harvard insegna da decenni Storia della Chiesa. Anche La Piana è un esule: siciliano, sacerdote sospettato di modernismo e intimo amico di don Ernesto Buonaiuti, emigra negli Stati Uniti nel 1913, abbandona l’abito talare e si dedica allo studio della storia della Chiesa tenendo sempre uno sguardo attento alla contemporaneità. Da oltreoceano, lo storico è testimone e al contempo critico osservatore della compromissione della Santa Sede col fascismo, dell’odissea di Buonaiuti colpito dalla scomunica, dei Patti lateranensi, dell’atteggiamento di Pio XI e del successore verso Mussolini e il suo regime. È su questo terreno che avviene l’incontro con Salvemini, impegnato nel suo esilio americano in una parallela riflessione sulla società italiana del ventennio. Grazie a un ampio scavo archivistico, questo libro ricostruisce la biografia di La Piana, il suo contributo nel determinare l’apporto della Chiesa al fascismo e soprattutto la rete di esuli per i quali lo studioso seppe essere un punto di riferimento, un aiuto concreto nella difficile affermazione in un contesto sconosciuto, o anche solo un confidente. Tra questi studiosi vi furono non pochi ebrei italiani costretti a lasciare la madrepatria dopo il varo delle leggi razziali nel 1938. Nel duplice ruolo di pontiere fra due mondi diversi e di acuto osservatore del rapporto fra oltretevere e dittatura, La Piana emerge come personalità di primo piano all’interno di una stagione ancora poco esplorata della cultura italiana oltreoceano.
Mitologie fasciste: Storia e politica dell’irrazionale. E-book. Formato EPUB Federico Finchelstein - Donzelli Editore, 2022 -
Per il fascismo il mito era la realtà – se non più reale della realtà stessa. Le concezioni fasciste di «capo», «nazione», «potere» e «violenza» erano pervase da un immaginario mitico e da fantasie di trascendere la storia. Così l’idea di un passato mitico avrebbe ispirato la necessità di un eroico rovesciamento del presente, ritenuto corrotto, alla volta di un futuro redento grazie alla forza. Qual è la particolarità delle mitologie fasciste e in che modo questa prospettiva aiuta a spiegare l’influenza e i pericoli del fascismo, ieri come oggi? Attingendo a una sorprendente combinazione di pensatori – Jorge Luis Borges, Sigmund Freud e Carl Schmitt –, Federico Finchelstein svela come il fascismo sia stato una fucina di nuove mitologie politiche. Dimostra, per esempio, come l’opera letteraria e critica di Borges e gli scritti psicoanalitici di Freud abbiano enfatizzato il ruolo del mito e dell’inconscio nella politica fascista. Finchelstein prende in esame sia le idee di Freud e Borges sull’«Io», la «violenza» e il «sacro», sia la relazione tra vittime delle violenze fasciste e mitologie che idealizzano i violenti. Si avvale di Freud e di Borges per analizzare il lavoro di diversi intellettuali fascisti, dall’America Latina all’Europa, con particolare attenzione alla teologia politica di Schmitt. Nel contrastare il loro approccio all’irrazionalismo, l’autore sonda i limiti della dicotomia tra mito e ragione, e mostra il ruolo che questa contrapposizione svolge per comprendere l’ideologia fascista. In un momento in cui l’eredità del fascismo getta nuove ombre sul presente a livello mondiale, Finchelstein fornisce un’analisi storica e critica attuale svelando i pericoli delle mitologie nelle politiche moderne.
Breve storia delle bugie dei fascismi. E-book. Formato EPUB Federico Finchelstein - Donzelli Editore, 2020 -
Da Hitler a Mussolini, i capi dei regimi fascisti hanno fatto della menzogna la base del proprio potere. I seguaci delle ideologie fasciste credevano ad ogni affermazione del capo, ritenendolo una sorta di incarnazione della verità stessa. Perché un fascista considera le menzogne più assurde, e spesso odiose come quella della razza, pura verità? Nel fascismo è l’idea stessa della verità empirica ad essere messa in discussione: la verità non corrisponde a ciò che si vede, ma a ciò che si crede, indipendentemente da qualsiasi prova o dimostrazione. Federico Finchelstein riprende la sua definizione ampia di fascismo e post-fascismo – secondo la quale gli attuali governi populisti non sono che manifestazioni di una forma di fascismo adattata alle regole democratiche – per far emergere la centralità delle bugie nei fascismi, a suo avviso uno degli elementi essenziali per comprendere il funzionamento non solo del fascismo storico, ma anche delle sue versioni odierne. La menzogna, infatti, è tornata a ricoprire un ruolo fondamentale nella politica: basti pensare a ciò che accade con la pandemia da coronavirus in paesi governati da «post-fascisti», come gli Stati Uniti di Trump o il Brasile di Bolsonaro, dove – come l’autore spiega nell’introduzione scritta appositamente per questa edizione italiana – il negazionismo sostenuto oltre ogni limite sta avendo conseguenze drammatiche per la popolazione, e il coronavirus è stato la scusa perfetta per concentrare ulteriormente il potere e portare avanti l’obiettivo autoritario. Si tratta di un caso eclatante, certo, ma non è raro nel presente che i fatti vengano considerati fake news, mentre le notizie davvero inventate vengano elette a grandi verità, amplificate e sostenute da governi che si servono della menzogna per orientare gli elettori: del resto, come avverte Angelo Ventrone nella prefazione al volume, ormai abbiamo «imparato che, nel tempo dei social media, un contenuto falso, se viene ripetuto infinite volte, rimbalzando da una mente all’altra, ha la possibilità di essere creduto vero, tanto da riuscire forse a condizionare addirittura i risultati di elezioni politiche nazionali».