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eBooks di M editi da Adelphi con argomento Musica

EBOOK   9788845988325

Introduzione al Lied romantico. E-book. Formato EPUB Mario Bortolotto   -  Adelphi, 2026  - 

Il Lied è il «compagno segreto» della musica moderna: dal Beethoven di «Kennst du das Land» (1810) allo Strauss dei «Vier Letzte Lieder» (1948), questa forma accompagna tutti i trasalimenti e le incandescenze della «musica assoluta», nata con i romantici in terra tedesca. Una introduzione al Lied implica lo schiudersi di uno spazio interiore, dove si avverte «l’elastico respiro dell’etere»: la sua storia è un capitolo inevitabile di quel «colossale romanzo» entro cui Novalis sentiva svolgersi la nostra vita. Fra i «metafisici stupori» di Schubert e la schumanniana «religione del Reno» si crea in pochi anni una polarità all’interno della quale si disporranno poi, via via, Brahms e Wolf, Wagner e Mahler, Berg e Webern. Il Lied ci si svela come un «continente di cui Schubert ha tracciato i confini, le terre vergini, la barriera delle giungle, lo “hic sunt leones”». In questo regno di audaci solitudini può farci da guida solo chi gli appartiene, come Mario Bortolotto, che in questa «Introduzione» ha distillato dal Lied l’essenza stessa del romantico.

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EBOOK   9788845987519

Corrispondenze. E-book. Formato EPUB Mario Bortolotto   -  Adelphi, 2024  - 

Un Mozart assai meno apollineo di come viene solitamente dipinto, un Mendelssohn tragico e moderno e un Verdi anziano, saturo di vitalità e contraddizioni; una lettera al «cavaliere Gluck», l’intervista che Brahms decise di rilasciare in esclusiva ai posteri e le feroci critiche di Hindemith e Strawinsky allo «spaventoso gigante» Beethoven: sono solo alcune delle sorprese che il nuovo breviario musicale di Mario Bortolotto ci riserva. Da Schubert a Mahler, da Rossini a Wagner, Cajkovskij, Debussy, nessuno dei grandi maestri manca all’appello, e tuttavia c’è spazio anche per autori e temi meno perlustrati: Cherubini, Auber, Schmidt, l’operetta e i cori alpini già cari a Benedetti Michelangeli, un inedito Leopardi teorico musicale e il colorito epistolario di Berlioz... Ma la dimora elettiva di Bortolotto è senz’altro il teatro, sicché a più riprese lo vediamo sondare, con sollecitudine amorosa e insieme severa, lo stato di salute dell’opera – «questo manufatto che tiene un poco del cialtronesco e un poco del magico». Peregrinando dall’inarrivabile Staatsoper viennese ai palchi parigini e da San Pietroburgo al Colón di Buenos Aires, fino a quei «piccoli teatri esigenti» che soli, in Italia, resistono alla desolante «riduzione del cosiddetto repertorio», Bortolotto esamina cantanti e direttori, trafigge qua e là le «infelici trovate» e la «massiccia ignoranza» di certi registi, eppure è sempre pronto a lasciarsi incantare dal miracolo di una rappresentazione perfetta. Scortati attraverso un labirinto di vicende artistiche, letterarie e musicali da una guida «nonchalante» ma sospettabile di onniscienza, comprendiamo, insomma, come la musica che inspiegabilmente ci ostiniamo a chiamare classica, lungi dall’essere la superflua ‘colonna sonora’ della vita culturale occidentale, ne sia parte irrinunciabile e fondante.

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EBOOK   9788845984167

Fogli multicolori. E-book. Formato EPUB Mario Bortolotto   -  Adelphi, 2021  - 

Nuovo invito a un attraversamento della musica «per aspera ad astra», «Fogli multicolori» raccoglie una vasta scelta degli articoli che nel corso di questi ultimi anni sono andati depositandosi sulle pagine di un quotidiano. Schoenberg, Strauss, Schumann, Stockhausen, Mahler, Debussy, Monteverdi, Strawinsky, Bartók, Janácek, Ives, Ligeti: sono solo alcuni dei luoghi musicali su cui l’occhio e l’orecchio assoluto di Bortolotto di volta in volta si soffermano. È un percorso sinuoso, che non sembra muovere da idee generali o preesistenti – l’occasione può essere un evento inatteso, un’esecuzione memorabile, un ricordo –, ma si delinea via via, con suprema sprezzatura, in virtù di concatenazioni, rimandi, risonanze. Qui più che altrove il lettore avrà anche il piacere di trovare rapidi e irresistibili ritratti: Handel gigante di «stile e noia», Ravel «bambino dei sortilegi», de Falla «musicista ... per grazia celeste», Henze «samurai borghese». Su tutti l’immagine del piccolo Poulenc con il suo sorriso derisorio, dalla mozartianità splendente: «le sue proporzioni erano quelle di una nocciola o una ghianda, l’animo quello di una “midinette” (col tempo di una “maîtresse”), ma è arcinoto che una ghianda autentica la vince su una quercia di cartone».

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