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eBooks di Massimo editi da Adelphi con argomento Filosofia

EBOOK   9788845982361

Il lavoro dello spirito. E-book. Formato EPUB Massimo Cacciari   -  Adelphi, 2020  - 

Tra il 1917 e il 1919 Max Weber tenne due confe­renze dal titolo «Die geistige Arbeit als Beruf», che po­tremmo tradurre «Il lavoro dello spirito come professione». Formulazione quanto mai pregnante, perché rappresentava l’idea regolativa, il progetto e la speranza che avevano animato il mondo della grande cultura borghese tra Kant e Goethe, tra Romanticismo e Schiller, tra Fichte e Hegel, e avreb­bero costituito il filo conduttore dello stesso pensie­ro rivoluzionario successivo, da Feuerbach a Marx. Il «lavoro dello spirito» è il lavoro creativo, auto­nomo, il lavoro umano considerato in tutta la sua «attuosa potenza», e volgersi alla sua affermazione si­gnifica liberazione di ogni attività dalla condizio­ne di lavoro comandato, dipendente, e cioè alie­nato. Ma il suo dissolversi nella forma capitalistica di produzione, nell’universale «macchinismo», che fagocita quella Scienza che pure è l’autentico mo­tore dello sviluppo, finisce col delegittimare la stes­sa autorità politica, che nella «promessa di libera­zione» trova il proprio fondamento. La «gabbia di acciaio» è destinata dunque a imprigionare anche quel «lavoro dello spirito» che è la prassi politica? Lo spirito del capitalismo finirà col destrutturare completamente lo spazio del Politico, riducendolo alla forma del contratto? O tra Scienza e Politica sono ancora pensabili e possibili relazioni che ci affranchino dal nostro «debito» nei confronti del procedere senza mete né fini del sistema tecnico­ economico? Sono le «attuali» domande che, un seco­lo fa, nessuno ha posto con la drammatica chiarez­za di Max Weber – e con le quali, oggi, Massimo Cacciari si confronta.

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EBOOK   9788845973727

Labirinto filosofico. E-book. Formato EPUB Massimo Cacciari   -  Adelphi, 2014  - 

Alla radice dei diversi discorsi sulla ‘fine della filosofia’ che, almeno da Nietzsche, caratterizzano il pensiero dell’Occidente sta la ‘sentenza’ hegeliana: la filo-sofia cessi di chiamarsi ‘amante’ e si faccia finalmente puro sapere – Sophia significa Scienza. Amore e Sapere debbono prendere congedo. È questo il destino? O ancora vi è ‘ciò’ che non possiamo esprimere, rappresentare, indicare se non amandolo? Il discorso filosofico porta in sé la traccia di questa tensione: l’essente stesso è questo ‘ciò’, l’essente stesso trascende ogni sua determinazione, e in particolare quell’essente che ha corpo e mente. Oltre l’esercizio delle de-costruzioni e degli oltrepassamenti, oltre gli astratti specialismi, oltre le accademie e le scuole, sarà a questo problema, alla meraviglia e sgomento che suscita, che occorrerà fare ritorno – per tentare di svilupparlo ancora una volta. Da qui, infatti, si dipartono i diversi cammini della filosofia: diversi eppure tutti insistenti sul ‘luogo’ del labirinto che formano con il loro stesso procedere, in una sorta di inimicizia fraterna. Un labirinto il cui centro è origine – dagli imprevedibili, infiniti esiti.

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