Angelo eBooks
eBooks di Angelo editi da Donzelli Editore di Formato Pdf
Grande guerra e Novecento: La storia che ha cambiato il mondo. E-book. Formato PDF Angelo Ventrone - Donzelli Editore, 2015 -
Per l’inedita combinazione tra guerra e tecnica, la prima guerra mondiale rappresenta una vera e propria svolta epocale nel XX secolo: nel volgere di pochi anni, un numero impressionante di straordinarie invenzioni modifica radicalmente non solo lo stile di vita e i comportamenti collettivi, ma anche la concezione e la pratica stessa della guerra. Nella Grande guerra si uccide da lontano. Per questo, se diventa sempre più normale veder morire le persone, è nello stesso tempo sempre più difficile vederle nel momento in cui le si uccide. È in questo contesto che muta anche la vita al fronte, caratterizzata dall’angoscia dell’assalto alle trincee nemiche protette da muri di filo spinato e mitragliatrici, dai bombardamenti incessanti e da una disciplina militare spietata. Alla solidarietà tra soldati e ufficiali, si affianca e si contrappone così il dramma degli ammutinamenti e dell’autolesionismo. Ma non c’è soltanto la prima linea. Ci sono anche le retrovie, c’è il «fronte interno». E ci sono tutti coloro che sono stati rapidamente «dimenticati» dalla storia: i civili delle zone di frontiera, i prigionieri di guerra nei campi di internamento, i soldati mutilati o sfigurati nel corso dei combattimenti. Per tutto questo, la Grande guerra, prima «guerra totale», rappresenta un vero e proprio «laboratorio» del Novecento che, se da una parte accelera la modernizzazione dell’intera società europea, dall’altra anticipa alcuni elementi che rendono pensabili, e di lì a poco realizzabili, i regimi totalitari. Da quel momento, il volto del mondo non è stato più lo stesso.
Cuore tedesco. Il modello Germania, l'Italia e la crisi europea. E-book. Formato PDF Angelo Bolaffi - Donzelli Editore, 2014 -
Possiamo fare a meno della Germania? Possiamo scrollarci di dosso l’Europa? Dietro le convulsioni della crisi, continua a serpeggiare lo spettro di queste domande. Ma che cos’è, oggi, la Germania? È lo stesso paese che ha rappresentato, da Bismarck in poi, il più grande problema dell’Europa moderna, o non è intervenuto un cambiamento epocale che l’ha trasfigurata? In principio c’è una data, il 9 novembre 1989: la caduta del Muro di Berlino. Quel giorno, nella città simbolo della guerra fredda, è finito il Novecento, il «secolo più violento della storia dell’umanità»: si è dissolto l’ordine geopolitico stabilito dalla seconda guerra mondiale e nel cuore del Vecchio continente è tornata, protagonista assoluta, la Germania. A oltre vent’anni dalla caduta del Muro, infatti, il modello tedesco si sta rivelando il più efficiente dal punto di vista economico il più deciso nella difesa del sistema di welfare europeo. E alla nuova Germania è intimamente legata l’idea stessa di una nuova Europa. Anche l’Europa, in effetti, è uscita radicalmente trasformata da quell’evento: la generosa speranza dei padri europeisti era nata come risposta all’epoca «di sangue e di ferro» della guerra civile europea, avendo come presupposto implicito la persistenza di una Germania divisa. Ma l’unificazione tedesca ha cambiato tutto. Cosa ne sappiamo noi, oggi, di questa nuova Germania, del gigante d’Europa che suscita nei suoi partner scarsa simpatia e crescente apprensione? Non sarebbe meglio, prima di temerla, cercare di capirla? Angelo Bolaffi, profondo conoscitore della realtà tedesca di ieri e di oggi, intraprende un lungo viaggio nella storia e nella politica del paese che rappresenta il cuore d’Europa per far luce sulle ragioni di quel «miracolo tedesco» che è spirituale ancor prima che economico. Un percorso necessario, questo, perché la costruzione di un’autentica Europa unita, non solo dal punto di vista monetario, non può che passare per un duplice riconoscimento: gli europei devono guardare alla Germania con occhi diversi rispetto al Novecento e accettare il ruolo di egemonia che le deriva dalla storia; e la Germania, il paese che ha fatto dolorosamente i conti con il suo tragico passato, proprio per questo ha il dovere oggi di assumersi la responsabilità del futuro dell’Europa.
Il fascismo e gli ebrei: Il razzismo antisemita nell'ideologia e nella politica del regime. E-book. Formato PDF Angelo Ventura - Donzelli Editore, 2014 -
Una vera comprensione dell’Italia repubblicana si può avere solo se si parte da uno studio approfondito del fascismo, e in particolare del ruolo delle élites intellettuali e del grave e delicato nodo del razzismo italiano e della persecuzione antiebraica. Da questa radicata consapevolezza storiografica – e prima ancora etico-civile – prende lemosse Angelo Ventura nei magistrali contributi sul fascismo, l’ideologia antisemita e la persecuzione contro gli ebrei che vengono per la prima volta proposti e organizzati in volume. Storico tra i più valenti e rigorosi della sua generazione, Ventura affronta qui una delle questioni più spinose del nostro Novecento: capire se l’ideologia razzista sia stata il frutto di qualche bellicosa intemperanza dell’ala più intransigente del fascismo militante, o se invece non sia penetrata nei gangli più profondi della cultura nazionale, insediandosi fin nel cuore delle più sofisticate «cittadelle» intellettuali e delle più prestigiose università. In questi saggi, Angelo Ventura disegna un profilo profondamente innovativo dell’antisemitismo italiano e offre al contempo il giudizio più equilibrato e completo sull’opera di un altro grande storico del fascismo, Renzo De Felice. Fu solo tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo secolo che, grazie all’apporto di fondamentali studi, si riuscì a porre la questione entro una griglia interpretativa compiutamente articolata e totalmente persuasiva, evitando quella sottovalutazione della componente antisemita nel bagaglio ideologico e politico del fascismo che costituiva il pericolo insito nella lettura defeliciana. E tuttavia il valore aggiunto del lavoro di Ventura, sottolinea Sergio Luzzatto nella sua introduzione, «deriva dalla padronanza con cui lo storico padovano maneggia il concetto di “svolta”»: è infatti sulla genesi della svolta antiebraica che Ventura sposta l’attenzione, facendo emergere il terreno di coltura che ne permise la nascita; una «svolta» tutt’altro che repentina e inaspettata, ma già in nuce nell’ideologia fascista e, in generale, nella cultura italiana, di cui Mussolini, ribadisce Ventura, non faceva che interpretare umori e orientamenti.