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eBooks di D A editi da Le Lettere di Formato Pdf

EBOOK   9788860876911

Le parole del cane. L'immagine del cane nella letteratura italiana del Novecento. E-book. Formato PDF Andrea Giardina   -  Le Lettere, 2013  - 

In questo libro si inseguono le tracce dello spazio occupato dal cane nella letteratura italiana, una presenza sfuggente e debordante, "felicemente incomprensibile", come Bendicò nel Gattopardo, e "fraterna". Il cane bilancia la fedeltà con l'aggressività, la perseveranza con l'incostanza, l'educazione con la sempre possibile ricaduta nello stato ferino. Il cane è in tal modo l'unico tra gli "animali letterari" ad opporre il ruolo di amico caloroso e fidato a quello di "sicario", parassita opportunista e inaffidabile, nonché sordido amante di deiezioni. Le irruzioni dei cani nella narrativa e nella poesia aprono perciò luoghi di esperimenti, dove si possono mettere alla prova consolanti utopie e idee peregrine, emozioni elementari e insondabili percezioni, paure e difetti. Scrivere sul cane è una strategia per riflettere sul sé e sull'"altro", che sembra rispondere a un'esigenza "edipizzante" o conservatrice. Ma è proprio qui che si colloca la svolta. Perché la letteratura, in sintonia con le sollecitazioni dell'etologia e della zooantropologia, ha messo in evidenza quanto i confini di specie siano porosi. Piuttosto che un "quasi-uomo", il cane appare allora un "compagno di specie" che, come afferma Asor Rosa, porta agli uomini "la zona d'ombra in cui non c'è né umano né animale, bensì le due cose fuse insieme".

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EBOOK   9788860878588

Libri segreti. Autori critici nel Novecento italiano. E-book. Formato PDF Andrea Cortellessa   -  Le Lettere, 2014  - 

Andrea Cortellessa riunisce qui una prima serie dei suoi numerosi sondaggi in una tradizione aurea e al tempo stesso segreta della prosa italiana novecentesca, quella critica prodotta dagli scrittori in proprio (poeti come Montale, Fortini e Zanzotto, Giuliani e Sanguineti; narratori come Savinio e Landolfi, Gadda e Calvino, Manganelli e Celati): che, oltre a celare spesso in questa produzione apparentemente "minore" e laterale pagine invece cruciali dei loro rispettivi "libri segreti", hanno offerto capitoli decisivi nella storia della critica novecentesca. In un momento in cui sembra che si faccia a gara nel denunciare malumori, sconcerti e disincanti, rileggere questa produzione può concretamente indicarci linee di ricerca - "fantasie di avvicinamento", per dirla con Zanzotto - tali da almeno approssimarci alla particolare "realtà", tutta tangibile ed esperibile, della letteratura. Perché se è vero che, come sempre Contini ha insegnato, lo stile non è altro che "il modo che un autore ha di conoscere le cose", si rivela esercizio quanto mai istruttivo capire con quale "stile" questi nostri maestri hanno riconosciuto i loro, di maestri: così lasciandoceli in eredità.

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