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eBooks editi da Adelphi con argomento Fede Religione e fede
La fede sepolta. E-book. Formato EPUB Sergio Quinzio - Adelphi, 2026 -
In venti brevi capitoli, che affrontano altrettanti fondamentali temi religiosi – quali: cosmo e storia, carne e spirito, libertà e grazia, male e dolore, sacro e profano –, Sergio Quinzio ha voluto ripercorrere «il linguaggio della fede cristiana: lo spazio dimenticato in cui originariamente si muoveva». Quello spazio è il luogo di una «fede sepolta». Ma non si tratta qui soltanto di rivendicare il senso originario, biblico ancor prima che evangelico, di certe categorie, di ricondurle alla loro terribile intensità e concretezza, contro la fatale asetticità dei teologi. Si tratta al tempo stesso di mostrare come la storia dello stravolgimento e svuotamento di quelle categorie riveli in ogni sua tappa lo spasimo di sofferenza che è «nato e si è sviluppato sul vuoto lasciato dalla grande speranza di un regno perfetto», il Regno annunciato da Gesù. Perché, paradossalmente (ed è uno dei tanti paradossi laceranti che accompagnano la cristianità), «il mondo moderno, e solo il mondo moderno, appartiene totalmente, fin nei suoi intimi presupposti, all’orizzonte cristiano: ne è infatti il compiuto stravolgimento anticristico». Come già si può intendere da tali accenni, con questo libro, ancora una volta, e quasi in una vibrante riflessione che veniva a concludere il suo poderoso, solitario «Commento alla Bibbia» e può valere da introduzione a tutto il suo pensiero, Quinzio si opponeva in modo drastico alle versioni più correnti e diffuse della fede cristiana: versioni spesso edulcorate, concilianti, smussate di tutte le impervie contraddizioni che in essa vivono.
Religione e futuro. E-book. Formato EPUB Sergio Quinzio - Adelphi, 2025 -
Già nei primi anni Sessanta (quando apparve, quasi clandestinamente, questo libro) la riflessione di Sergio Quinzio era centrata sul lento e graduale dissolversi della religione all’interno di una modernità che ha reso gli uomini incapaci di credere e di sperare. E proprio contro questa idea – al tempo stesso tracotante e fragile – della modernità come tappa di un’inarrestabile marcia verso un futuro che dovrebbe esserci garantito dalla scienza e dalla tecnica, ed è invece costantemente insidiato dal fallimento e dalla disperazione, Sergio Quinzio ha lottato sempre, da profeta disarmato, usando una scrittura intessuta di schegge illuminanti, lontanissima da ogni modello della cultura di oggi e, ancor più clamorosamente, degli anni in cui il libro fu composto. Per Quinzio, proprio l’incapacità di credere rende il credere «urgente e indispensabile». Perché perdere il rapporto con la religione significa non tanto rinunciare al passato quanto rinunciare al futuro: un futuro che non sia un miraggio – e in cui l’avvento del Regno di Dio inauguri la «vera storia», vale a dire l’interruzione e il capovolgimento della «storia del mondo» e la redenzione di tutte le cose. L’impazienza escatologica di Quinzio si dichiara qui con la stessa radicalità che avrebbe mantenuto sino alla fine. Apparso per la prima volta nel 1962, «Religione e futuro» fu il primo, e l’unico, di quei «testi di profezia e futuro» che Ferdinando Tartaglia si proponeva di pubblicare nelle sue edizioni di Realtà Nuova.