Libri sulla letteratura di viaggio

Diari, reportage e classici del racconto di viaggio

I libri di letteratura di viaggio raccolgono diari, reportage e resoconti che raccontano l'esperienza del viaggiare, i luoghi attraversati e gli incontri con popoli e culture lontane. Il catalogo comprende classici del genere odeporico, dai grandi resoconti antichi alle narrazioni dei viaggiatori moderni, insieme a reportage di taglio giornalistico e letterario. Trovi opere che intrecciano osservazione del mondo e riflessione su di sé, studi sulla storia della scrittura di viaggio e antologie che seguono l'evoluzione di questa tradizione. Alcuni volumi accompagnano il lettore lungo itinerari reali o immaginari attraverso continenti ed epoche diverse. Letture adatte a chi ama i racconti di viaggio, agli studenti di lettere e ai viaggiatori curiosi.
EBOOK   9788845984730

A margine dei meridiani. E-book. Formato EPUB Georges Simenon   -  Adelphi, 2021  - 

C’era «qualcosa» che Simenon cercava quasi ossessivamente, nei suoi viaggi. Storie, atmosfere, personaggi lontani da lui, certo. Ma non solo. E forse a metà del suo giro del mondo, nel 1935, quel qualcosa – il segreto per passare dalla magnifica narrativa in bianco e nero dei primi anni a quella che sarebbe venuta dopo, in cui il colore avrebbe finito per prevalere – lo trovò dove nemmeno lui avrebbe creduto: negli orizzonti perduti di quelli che ancora si chiamavano mari del Sud. Di cui questi testi, e queste fotografie, raccontano tutto l’incanto, e la malattia.

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EBOOK   9788845983481

Bangkok. E-book. Formato EPUB Lawrence Osborne   -  Adelphi, 2021  - 

Charles Baudelaire e Graham Greene, rispettivamente padri nobili del flâneur metropolitano e dell'occidentale incline a perdersi nel primo Oriente a disposizione, sarebbero stati entrambi fieri di quel loro imprevedibile, inclassificabile, incorreggibile erede che risponde al nome di Lawrence Osborne: e Malcolm Lowry avrebbe di sicuro sottoscritto. Di fatto, però, il programma da cui Osborne parte stavolta ha pochi precedenti: raccontare alcuni periodi nella vita che un uomo «senza una carriera, senza prospettive, senza un soldo» decide di passare in una città scelta quasi a caso – Bangkok. Quanto poi succede a Osborne (mangiare al ristorante No Mani, dove i clienti vengono provvisti di bavaglino e imboccati; passeggiare la notte per il mattatoio della città, fra scannatori strafatti di droghe sintetiche che massacrano animali nel modo meno pulito e indolore; ritrovarsi in una stanza con due ragazze vestite da poliziotto, che avanzano facendo tintinnare le manette) è già di per sé materia per il romanzo che questo libro, in origine, era. Ma, quasi fra le dita del lettore, le storie che si intrecciano fra le pagine, e la voce che le racconta, diventano molto di più: il disperato profilo di alcuni espatriati giunti fin lì per cancellare, all'ultimo momento o quasi, tutta la loro vita precedente; l'autoscatto di uno scrittore sorpreso nel goffo, scatenato e non resistibile tentativo di innalzarsi allo stato di natura; lo schizzo di una città diversa da ogni altra, che è prima di tutto una nuova, fantasmagorica e in larga parte ancora inesplorata forma di vita.

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