Libri sull'estetica
Manuali e saggi sulla filosofia dell'arte, del bello e dell'esperienza estetica
Wackenroder. Opere e lettere: Scritti di arte, estetica e morale in collaborazione con Ludwig Tiek. E-book. Formato PDF Wilhelm Heinrich Wackenroder - Bompiani, 2014 -
Wilhelm Heinrich Wackenroder (1773-1798) è ritenuto l’iniziatore del Romanticismo tedesco. Condividendo con l’amico Ludwig Tieck (1773-1853) l’esperienza di brevi viaggi in Franconia nel 1793, Wackenroder rimane folgorato dalla grandezza della pittura rinascimentale, concependo nel tempo la stesura di alcuni testi redatti sul modello delle cronache degli artisti di Vasari o nella forma di carteggi tra giovani apprendisti pittori. Istituisce intanto un rapporto ideale tra l’arte di Dürer e quella di Raffaello. Tieck integra quei testi con contributi propri, perfettamente in sintonia con l’amico. Nascono così le Effusioni di cuore di un monaco amante dell’arte e le Fantasie sull’arte per gli amici dell’arte. Il carteggio tra Wackenroder e Tieck offre, inoltre, un quadro del dibattito estetico dell’epoca che interessa molti temi del tardo Illuminismo europeo, riferiti alla letteratura e alla drammaturgia: dalle teorie sui sentimenti al pensiero sul sublime.
Paesaggi sublimi: Gli uomini davanti alla natura selvaggia. E-book. Formato PDF Remo Bodei - Bompiani, 2011 -
Vi sono luoghi di fronte ai quali gli uomini hanno per millenni provato paura e sgomento: montagne, oceani, foreste, vulcani, deserti. Inospitali, ostili, desolati, evocano la morte, umiliano con la loro vastità, minacciano con la loro potenza. Eppure, dagli inizi del Settecento, cominciano a essere percepiti come “sublimi”, dotati di un’intensa e coinvolgente bellezza. Questa radicale inversione del gusto non ha una rilevanza esclusivamente estetica: implica un nuovo modo di forgiare l’individualità grazie alla sfida lanciata alla grandezza e al predominio della natura. Da tale confronto scaturisce un inatteso piacere misto a terrore, che da un lato rafforza l’idea della superiorità dell’uomo e, dall’altro, contribuisce a fargli scoprire la voluttà di perdersi nel tutto. Dopo aver toccato lo zenit, le teorie e la sensazione del sublime conoscono un’eclisse nel momento in cui pare capovolgersi la bilancia delle forze: quando l’umanità occidentale crede di aver iniziato a sconfiggere la natura svelandone i segreti e soggiogandone le energie. Il sublime si sposta allora sempre di più dalla natura alla storia e dalla storia alla politica. Sebbene gli sviluppi delle tecniche abbiano attualmente reso patetica o scellerata la lotta contro una natura offesa e ferita, gli immensi spazi siderali sembrano aprire nuove frontiere del sublime. Quale rapporto abbiamo oggi con una natura solo in piccola parte addomesticata? Come il sublime può continuare a svolgere la sua funzione di salvarci dall’ottusità intellettuale e dal torpore emotivo sollevandoci dalla banalità del quotidiano? Qual è il destino dell’umanesimo? Lo mostra questo saggio - affascinante per lucidità, rigore e leggibilità – attraverso una documentata mappatura dei territori del sublime e un’acuta interpretazione delle sue metamorfosi storiche e teoriche.