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eBooks editi da Egea con argomento Diritto Commerciale di Formato Pdf Diritto societario
Ristrutturazione del debito (La): Come risanare le imprese in crisi. E-book. Formato PDF Fausto Buongiorni - Egea, 2011 -
Il testo si pone l’obiettivo di rappresentare una guida per le imprese in difficoltà, per gli Enti che subiscono il rischio di insolvenza dei propri clienti e per gli operatori professionali che assumono il ruolo di esperto e di advisor per le imprese in stato di crisi non irreversibile. Esso descrive i diversi strumenti previsti dalla legge fallimentare e le relative implicazioni giuridiche anche in considerazione della giurisprudenza in fase di formazione. In particolare, vengono descritti in maniera articolata: > il piano di risanamento ex art. 67 l.f.; > l’accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182- bis l.f; > il concordato preventivo con continuazione dell’attività ex art.160 l.f.; > la transazione fiscale e contributiva ex art. 182-ter l.f.; > le implicazioni giuslavoristiche. Il testo dedica anche un ampio capitolo, curato da Alberto Canclini, alle tecniche di redazione e di attestazione del piano oltre che all’analisi per indici e per flussi applicata alle situazioni di crisi (con particolare riferimento alla formula Z-score di Altman), con casi concreti che ne evidenziano la portata, il cui uso consente di prevenire scenari irreversibili.
L’esercizio dell'attività d'impresa nel private equity. E-book. Formato PDF Luigi Ardizzone - Egea, 2018 -
Il fenomeno economico dei fondi di private equity si caratterizza frequentemente per l’interesse degli investitori a un comportamento da parte del gestore volto non solamente a individuare società target, ma altresì ad attuare azioni finalizzate a incrementarne il valore, al fine di una (auspicabilmente) lucrosa successiva vendita delle relative partecipazioni. In questa prospettiva, l’attività della società di gestione risulta composta non solo dall’esercizio del diritto di voto nelle assemblee delle società partecipate, ma potenzialmente anche dal coinvolgimento nell’amministrazione delle medesime società. Ciò può accadere, a maggior ragione, nel caso di assunzione del controllo. L’obiettivo di questa monografia consiste, quindi, nel valutare se il gestore di fondi di private equity possa esercitare attività di direzione e coordinamento delle società controllate, nell’interesse degli investitori. Dalla risposta affermativa consegue il posizionamento del fondo – pur privo di soggettività – al vertice di un gruppo di imprese, quale centro di imputazione degli effetti della gestione delle imprese stesse, in un contesto di equivalenza funzionale tra patrimonio autonomo e personalità giuridica. A tale risultato si perviene a fronte del generale processo di normazione di istituti caratterizzati dalla segregazione patrimoniale per perseguire una specifica destinazione. Il fondo di private equity, da mero mezzo di investimento, diventa, dunque, strumento per l’esercizio di un’attività di impresa di gestione delle partecipazioni, ulteriore e autonoma rispetto all’attività propria della società di gestione.
Sistemi di controllo e indipendenza nelle società per azioni. E-book. Formato PDF Giovanni Strampelli - Egea, 2013 -
Nella materia dei controlli societari l'indipendenza non può essere considerata esclusivamente una qualità attinente alla sfera etica dell'individuo, ma va anche intesa quale assenza di condizioni che possano esporre i soggetti preposti a funzioni di controllo all'influenza del controllato. Configurata in questi termini, l'indipendenza è un requisito la cui esistenza è apprezzabile sulla base di determinati indici "esteriori" e costituisce un essenziale presupposto per l'efficienza del sistema dei controlli. In tale prospettiva, l'indipendenza assume un rilievo sistematico determinante, in quanto condizione necessaria per la, effettiva, separazione della funzione di amministrazione da quella controllo, che è posta a fondamento della struttura organizzativa della società per azioni. Così individuato il contenuto essenziale del concetto di indipendenza, è possibile constatare che alla base delle non coincidenti nozioni applicabili ai diversi attori del sistema dei controlli si riscontra un unico concetto di indipendenza, e che la funzione del corrispondente requisito è uniforme. Vi è, allora, "comunicabilità" tra le norme in materia di indipendenza rispettivamente previste per il revisore, per i componenti dell'organo di controllo, nonché per gli amministratori non esecutivi. L'indagine è funzionale ad un'interpretazione omogenea - per quanto rispettosa delle peculiarità che caratterizzano ciascun attore del sistema dei controlli - delle norme in materia di indipendenza e a porre in evidenza talune non trascurabili lacune della vigente disciplina, soltanto parte delle quali può essere colmata in via interpretativa.