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eBooks editi da Adelphi con argomento Antologia

EBOOK   9788845988394

La mia filosofia. E-book. Formato EPUB Benedetto Croce   -  Adelphi, 2025  - 

Nel 1945 un editore inglese propose a Benedetto Croce di comporre un’antologia della sua opera, includendovi testi per lui essenziali che potessero servire a introdurlo in una cultura che fino allora lo conosceva soprattutto per via indiretta. Fu questa, per Croce, una preziosa occasione per ripensarsi – e quasi osservarsi dall’esterno. Giunto «a quell’età in cui la vita trascorsa appare un passato che si abbraccia intero con lo sguardo» – con la malinconia che ciò porta con sé ma anche, aggiungeva, con l’«atroce tristezza» di un «tramonto contornato da stragi e distruzioni» –, Croce seppe mostrare in atto che cosa può essere una franca «critica di se stesso». L’antologia venne consegnata all’editore ma ebbe poi una storia travagliata e non apparve mai nella forma che l’autore aveva auspicato, sicché questa è la sua prima edizione. Volendo innanzitutto tracciare un profilo della «filosofia della libertà», Croce diede all’antologia un’impostazione etico-politica. Così, accanto a un testo celeberrimo e di grande altezza come «Perché non possiamo non dirci “cristiani”», troveremo qui parecchie note su temi generali, precedentemente apparse sulla «Critica», che oggi per molti lettori suoneranno nuove.

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EBOOK   9788845985980

Soliloquio: e altre pagine autobiografiche. E-book. Formato EPUB Benedetto Croce   -  Adelphi, 2022  - 

Alla propria «autobiografia mentale» Croce ha de­dicato, oltre al «Contributo alla critica di me stesso», nu­merosi luoghi delle sue opere, della corrisponden­za e, soprattutto, del diario che per oltre quaran­t’anni ha tenuto nell’austero intento di «invigila­re» sé stesso. Ritagliando da queste fonti i passi più rivelatori, con una finezza pari alla sua competenza, Giuseppe Galasso ha costruito un’antologia ca­pace di farci vivere «dall’interno» l’ininterrotto dialo­go che Croce ha intrattenuto con sé stesso e di svelarci così le ragioni profonde di un’attività tan­to prodigiosa. Un’attività che nasce da un’intima tendenza per la letteratura e per la storia e che, do­po avergli consentito di superare gli anni dolorosi e cupi successivi alla scomparsa dei genitori e della sorella nel terremoto del 1883, varca i confini del­l’erudizione per poi aprirsi alla vita politica e so­ciale. Anche di questo ruolo centrale sulla scena pubblica cogliamo qui i risvolti più personali e se­greti: dall’«amaro compiacimento» che gli deriva nel 1925 – dopo il rifiuto di sostituire Gentile co­me ministro dell’Istruzione – dal «sentirsi libero tra schiavi», al senso di liberazione «da un male che gravava sul centro dell’anima» suscitato dal­l’arresto di Mussolini, sino all’emblematica con­ fessione del 1951: «La morte ... non può fare altro che così interromperci, come noi non possiamo fare altro che lasciarci interrompere, perché in o­zio stupido essa non ci può trovare».

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