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eBooks editi da Adelphi con argomento Ebrei

EBOOK   9788845980770

Dagli Ebrei la salvezza. E-book. Formato EPUB Léon Bloy   -  Adelphi, 2019  - 

Léon Bloy fu scrittore scandaloso e violento, e non ha perso a tutt’oggi nulla della sua forza, anche perché protetto dalla corazza dello stile, da una lingua vibrante e corrusca. Giornalista che esecrava i giornalisti – un caso parallelo a quello di Kraus –, teologo dello Spirito Santo e giudice durissimo della sua epoca, passò la vita a mettersi in contrasto con tutto e con tutti, in una sovrana solitudine. Nel 1892, allorché la Francia era spazzata da un’onda di antisemitismo, egli pubblicò questo breve, densissimo libro che illumina la questione degli Ebrei di una luce metafisica, l’unica che possa aiutare a percepire tale mistero religioso e storico. In molti modi si può leggere Bloy: come un romanziere camuffato da teologo, come un teologo camuffato da romanziere, come un antico esegeta, come un critico ustorio del moderno, come un maestro dello humour nero («Il nostro tempo ha inventato la locuzione ‘humour nero’; nessuno l’ha realizzata finora con l’efficacia e la ricchezza verbale di Léon Bloy» scrisse J.L. Borges). Tutto ciò traspare in «Dagli Ebrei la salvezza», che è innanzitutto il commento a quattro parole del Vangelo di Giovanni: «Salus ex Iudaeis est». Vivamente, anche aspramente contrapponendosi a Bloy, come in un duello fra esegeti, Ceronetti ha voluto accompagnare il testo con un saggio, fra i suoi più audaci, che ci mostra in quante diverse direzioni ci si possa muovere sulla base delle stesse parole evangeliche.

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EBOOK   9788845976759

Diario 1941-1943. Ediz. integrale. E-book. Formato EPUB Etty Hillesum   -  Adelphi, 2015  - 

All’inizio di questo Diario, Etty è una giovane donna di Amsterdam, intensa e passionale. Legge Rilke, Dostoevskij, Jung. È ebrea, ma non osservante. I temi religiosi la attirano, e talvolta ne parla. Poi, a poco a poco, la realtà della persecuzione comincia a infiltrarsi fra le righe del diario. Etty registra le voci su amici scomparsi nei campi di concentramento, uccisi o imprigionati. Un giorno, davanti a un gruppo sparuto di alberi, trova il cartello: «Vietato agli ebrei». Un altro giorno, certi negozi vengono proibiti agli ebrei. Un altro giorno, gli ebrei non possono più usare la bicicletta. Etty annota: «La nostra distruzione si avvicina furtivamente da ogni parte, presto il cerchio sarà chiuso intorno a noi e nessuna persona buona che vorrà darci aiuto lo potrà oltrepassare». Ma, quanto più il cerchio si stringe, tanto più Etty sembra acquistare una straordinaria forza dell’anima. Non pensa un solo momento, anche se ne avrebbe l’occasione, a salvarsi. Pensa a come potrà essere d’aiuto ai tanti che stanno per condividere con lei il «destino di massa» della morte amministrata dalle autorità tedesche. Confinata a Westerbork, campo di transito da cui sarà mandata ad Auschwitz, Etty esalta persino in quel «pezzetto di brughiera recintato dal filo spinato» la sua capacità di essere un «cuore pensante». Se la tecnica nazista consisteva innanzitutto nel provocare l’avvilimento fisico e psichico delle vittime, si può dire che su Etty abbia provocato l’effetto contrario. A mano a mano che si avvicina la fine, la sua voce diventa sempre più limpida e sicura, senza incrinature. Anche nel pieno dell’orrore, riesce a respingere ogni atomo di odio, perché renderebbe il mondo ancor più «inospitale». La disposizione che ha Etty ad amare è invincibile. Sul diario aveva annotato: «“Temprato”: distinguerlo da “indurito”». E proprio la sua vita sta a mostrare quella differenza.

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EBOOK   9788845974830

Lettere: Edizione integrale 1941-1943. E-book. Formato EPUB Etty Hillesum   -  Adelphi, 2014  - 

Il "Diario" di Etty Hillesum ha commosso i lettori di tutto il mondo, ed è ormai considerato fra le testimonianze più alte delle vittime della persecuzione nazista. Ora la versione integrale delle "Lettere", scritte in gran parte dal lager di Westerbork – dove Etty andò di sua spontanea volontà, per portare soccorso e amore agli internati, e per «aiutare Dio» a non morire in loro –, ci permette di udire la sua voce fino all'ul­timo, fino alla cartolina gettata dal vagone merci che la conduce ad Auschwitz: «Ab­biamo lasciato il campo cantando». A Wes­terbork Etty vive «l'inferno degli altri», senza «illusioni eroiche», recando parole vere là dove il linguaggio è degradato a gergo, là dove i fossati del rancore dividono gli stessi prigionieri, contrapponendo ebrei olandesi a ebrei tedeschi. La resistenza al male si compie in lei attraverso l'amicizia – nata nel campo o mantenuta viva con chi è rimasto libero e manda viveri e lettere –, attraverso la fede e grazie ai libri (come le poesie di Rilke) e alla natura: anche sopra le baracche corrono le nuvole e volano i gabbiani e brilla l'Orsa Maggiore. Per scrivere la storia del lager ci sarebbe voluto un poeta, non bastava la nuda cronaca, aveva detto un giorno un internato a Etty. Non sapeva che quel poema stava già prendendo forma, lettera dopo lettera. E che, da quel fazzoletto di brughiera recintata e battuta da turbini di sabbia, sarebbe giunto fi­no a noi rompendo un silenzio di decenni.

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