Adelphi eBooks
eBooks editi da Adelphi con argomento Lettere
«Se mi vede Cecchi, sono fritto»: Corrispondenza e scritti 1962-1973. E-book. Formato EPUB Carlo Emilio Gadda - Adelphi, 2015 -
Gadda e Parise cominciano a frequentarsi nel 1961, allorché Parise acquista una casa a Monte Mario, non lontano dall'appartamento di via Blumenstihl 19 dove Gadda è approdato dopo lunghe peregrinazioni e innumerevoli camere d'affitto. Gadda ha quasi settant'anni, è sopraffatto da una gloria tardiva, atterrito dai «fucili puntati» di Garzanti e Einaudi e dalle «onoranze» che gli vengono tributate, oppresso dai ricordi, straziato da un'«orrenda solitudine». Parise ha poco più di trent'anni, cinque romanzi – fra cui un bestseller, "Il prete bello" – al suo attivo e una MGb rossa; è scettico, già annoiato dal successo, forse persino sazio del suo talento, ma capace di ammirare; capisce al volo le persone e ama metterle a nudo sottoponendole a scherzi atroci. Inaspettatamente, i due diventano amici. Gadda vede nel giovane Parise «un surreale d'impeto»: gli fa leggere Darwin, cerca maldestramente di proteggerlo, si offre addirittura di prefare la ristampa di "Il ragazzo morto e le comete" e "La grande vacanza", ma soprattutto non cessa di testimoniargli un affetto e una premura che sorprendono chi conosca la compassata cerimoniosità dell'Ingegnere. Parise scarrozza Gadda incurante del suo terrore di essere visto, e criticato, a bordo di una rombante biposto, lo sfotte con un'irriverenza che cela una «profonda, alta ammirazione», gli dedica quattro memorabili scritti: che, insieme alle lettere che i due si scambiarono, documentano una fra le più imprevedibili e vibranti amicizie del Novecento.
Epistolario 1880-1884. E-book. Formato EPUB Friedrich Nietzsche - Adelphi, 2023 -
Le lettere comprese in questo quarto volume dell’«Epistolario» illuminano un periodo della vita di Nietzsche fecondo e drammatico. Dopo le dimissioni dall’Università di Basilea per motivi di salute, il filosofo inizia la sua inquieta esistenza di «fugitivus errans» verso il Sud, nella ricerca ossessiva della «luminosità di un cielo sereno» – la sola condizione climatica in cui gli sembri di poter vivere e lavorare. Ma tra il 1880 e il 1881 domina un’atroce sofferenza fisica: Nietzsche si sente «come un animale alla tortura», sottoposto a una tensione quasi insostenibile. Il rimedio è l’«assoluta solitudine, non per capriccio, bensì come condizione nella quale forse riuscirò a sopravvivere ancora un paio d’anni», ed è in questa fase di estremo malessere che nascono opere come «Aurora» e «La gaia scienza», le quali assumono il significato di «saturnali di uno spirito ... invaso dalla speranza, dalla speranza di salute, dall’ebbrezza della convalescenza». L’incontro con Lou von Salomé – nella primavera del 1882 – e i progetti di lavoro in comune con la giovane russa e Paul Rée trasmettono così al filosofo una energia e una vitalità nuove, che tuttavia serviranno solo a rendere ancora più devastante la delusione, giacché con la fine burrascosa del sodalizio svanirà per sempre «la speranza di avere incontrato un essere affine». Oltre a decretare la rottura con Lou e Paul, le lettere di questo periodo denunciano il ruolo nefasto svolto dalla sorella, cui vengono indirizzate le frasi forse più aspre che Nietzsche abbia mai pronunciato. La composizione dello «Zarathustra» apparirà allora l’esercizio di arte alchemica capace di «trasformare in oro il fango» delle esperienze vissute. Nondimeno l’epistolario rivela la crescente solitudine e la dolorosa estraniazione da vecchi amici e conoscenti, mentre sullo sfondo permane l’ombra di Wagner, la cui morte, nel febbraio 1883, segna uno spartiacque.