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eBooks editi da Adelphi con argomento Metafisica
Che cos’è metafisica?. E-book. Formato EPUB Martin Heidegger - Adelphi, 2019 -
Nel luglio del 1929 Heidegger tenne all’Università di Friburgo, dov’era tornato come successore di Husserl, una magistrale Prolusione in cui, prescindendo dalle manifestazioni storiche della metafisica e dal modo in cui essa è stata di volta in volta compresa, mostrava in che cosa consistesse la sua essenza e quale rapporto intrattenesse con l’esistenza dell’uomo, con il suo «esserci» («Dasein»). Sospeso tra l’essere e il nulla, l’uomo giunge attraverso l’angoscia, che è un’esperienza fondatrice, a porsi la questione-cardine: Perché è in generale l’ente e non piuttosto il Niente? A questo suo testo Heidegger aggiunse in seguito importanti precisazioni: un Poscritto nel 1943 e un’Introduzione nel 1949 – entrambe incluse nella presente edizione.
La metafisica orientale. E-book. Formato EPUB René Guénon - Adelphi, 2022 -
In questo denso scritto René Guénon espone, nei limiti concessi dalla natura «inesprimibile» dell’argomento, l’essenza di quella conoscenza metafisica che costituisce il fulcro, esplicito o sottinteso, di tutta la sua opera. Ma perché parlare di metafisica «orientale» se questo sapere, come spiega lo stesso Guénon, è necessariamente universale? Perché la metafisica, in Oriente, è ancora viva e immutata, mentre in Occidente si è ormai eclissata, sostituita da un sapere di altro ordine – scientifico, filosofico, psicologico, in ogni caso puramente fenomenico e materiale. Non si tratta, però, di rigettare l’Occidente, sostiene Guénon, ma di salvarlo da sé stesso, di «restaurare la civiltà occidentale con l’aiuto dell’Oriente».
Heidegger e la metafisica. E-book. Formato EPUB Emanuele Severino - Adelphi, 2020 -
Con «La struttura originaria» (1958), Emanuele Severino pose all’inizio del suo percorso teoretico il riconoscimento che «il pensiero dominante dell’Occidente è il nichilismo», cioè «la follia estrema», e che la metafisica classica aveva cessato di essere «il fondamento teorico dell’indagine storica». «L’apertura alla metafisica», che fino ad allora Severino aveva ricercato nel pensiero contemporaneo, diveniva dunque il sintomo non più della sua verità, ma della «vicinanza alla matrice stessa dell’alienazione fondamentale dell’Occidente». Questa svolta sul significato e sull’essenza della metafisica classica era andata preparandosi in una serie di testi giovanili – stesi fra il 1948 e il 1958 e ora raccolti in questo quarto volume degli «Scritti» –, nei quali Severino conduce un serrato confronto con i temi introdotti nella filosofia contemporanea da Heidegger e Gentile. «Heidegger e la metafisica» (1950) costituisce il tentativo di mostrare come «la filosofia di Heidegger, nella sua essenza, renda possibile il sapere metafisico» e come «il problema fondamentale di Heidegger sia quello di una radicale costruzione del sapere metafisico». «Note sul problematicismo italiano», steso già nel 1948 sullo sfondo del dibattito su attualismo e problematicismo, forma invece il terreno in cui era maturato il saggio heideggeriano. Impliciti in entrambi gli scritti sono da un lato il riconoscimento di Gentile e Heidegger come punti di riferimento essenziali del pensiero nel nostro secolo, dall’altro l’individuazione dei tratti che li accomunano, certo non meno importanti delle radicali divergenze. Infine, in una lunga Avvertenza, Severino ha voluto chiarire il senso di vari passaggi del suo «iter», visti con gli occhi di oggi. Completano il volume un gruppo di scritti teorici, fra i quali «Lineamenti di una fenomenologia dell’atto», «La struttura dell’essere», «Metafisica, fenomenologia, sociologia», e uno studio sulla riflessione rosminiana sull’essere e sulle affinità di quella riflessione con il pensiero di Heidegger.