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eBooks editi da Adelphi con argomento Platone

EBOOK   9788845980947

Il «Sofista» di Platone. E-book. Formato EPUB Martin Heidegger   -  Adelphi, 2019  - 

Se nei primi anni Venti il giovane Heidegger, ancora assistente di Husserl, aveva interrogato soprattutto Aristotele, divenuto professore a Marburgo inizia, con le dense lezioni universitarie qui raccolte – fondamentali nell'evoluzione del suo pensiero –, un cammino a ritroso che penetra nelle maglie concettuali di Platone. Ed è in questo percorso che matura quell'indagine sulla questione dell'essere che illuminerà, di lì a breve, l'analitica di «Essere e tempo», e rimarrà sempre cifra ispiratrice di tutta la speculazione heideggeriana. Nell'abbordare il problema ontologico per «via negationis», attraverso la ricostruzione dello statuto del non-essere, del nulla – cruciale per tutto l'Occidente sin da Parmenide –, Heidegger mostra come sia dunque di importanza centrale la definizione del «so­fista», nucleo dell'omonimo dialogo platonico. Assumendo infatti che egli professi pensieri privi di sussistenza, e affermi cose che non sono, si ammette implicitamente – contro il divieto di Parmenide – la realtà di ciò che non è. Ne consegue l'inevita­bi­lità di una riflessione sul «nulla» – il che obbliga a un fondamentale ripensamento della questione dell'essere. La rigorosa chiarificazione storico-filosofica – prima ancora che filologica – del testo platonico (ma anche di decisivi passaggi di Aristotele) fa così emergere nel cuore del Novecento la domanda più radicale – e ineludibile: perché l'essere e non piuttosto il nulla?

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EBOOK   9788845985010

L’essenza della verità: Sul mito della caverna e sul «Teeteto» di Platone. E-book. Formato EPUB Martin Heidegger   -  Adelphi, 2024  - 

Attraverso una magistrale e minuziosa interpretazione del celebre mito della caverna – in cui si narra della condizione dell’uomo, costretto fin dalla nascita nell’oscurità, e del suo rivolgersi, della sua «conversione» alla luce del sapere –, Heidegger mostra come con Platone l’idea di verità subisca un mutamento essenziale, in particolare rispetto alla figura che di essa si era delineata in Parmenide, e come tale mutamento segni l’inizio di un destino dal quale l’umanità è condotta, volente o nolente, fino alla tecnica moderna. Al tempo stesso egli chiarisce che la verità non è un «valore» che si lasci tranquillamente addomesticare in vista di un’arcadica edificazione dell’uomo – come vorrebbero le legioni dei neoumanisti –, ma piuttosto un evento in cui l’uomo mette in gioco tutto se stesso e che implica necessariamente il rischio della caduta, del fallimento, della «non verità». Così il pensare filosofico, che in tale cimento si dibatte a fatica, non è una disciplina specialistica o una tecnica, né una visione del mondo o un «valore culturale», bensì un radicale «domandare che trasforma l’uomo, nel suo esistere, dalle fondamenta». Questo volume, che propone il corso universitario tenuto da Heidegger a Friburgo nel 1931/32 – dunque nel periodo in cui matura la cosiddetta «svolta» –, è, fra l’altro, una clamorosa dimostrazione della perspicuità di Heidegger, della sua somma capacità di elucidare le questioni più ardue, quasi guidando passo per passo il suo interlocutore. In breve, esattamente l’opposto di quella fumosità e astrusità che da sempre gli rimproverano i suoi oppositori.

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