Adelphi eBooks
eBooks editi da Adelphi con argomento Sogno
La mia educazione: Un libro di sogni. E-book. Formato EPUB William S. Burroughs - Adelphi, 2026 -
Per anni William Burroughs si è chiesto per quale motivo i sogni, quando vengono raccontati, risultino sempre così scialbi, finché un mattino non ha trovato la risposta, semplicissima: «“Manca il contesto”... come un peluche lasciato sul pavimento di una banca». E a quel punto un dubbio lo ha sfiorato: «Sono un alieno? Alieno rispetto a cosa, esattamente? Forse la mia casa è la città dei sogni, più reale della mia cosiddetta vita da sveglio». Il sogno e il mondo infero sono d’altro canto il contesto di tutte le avventure del corpo e della mente che Burroughs ha affrontato, e di tutti i libri che ha scritto. Andare a zonzo nella Terra dei Morti è normalissimo per uno come lui; unica pecca – lamenta –, non riuscire mai a fare una colazione decente. Nei sogni può incontrare Allen Ginsberg o Mick Jagger, giocare con le amate armi da fuoco, accudire amorevolmente i suoi gatti, disquisire di sesso o di sesso, tempo e morte («Sia la morte sia il sesso “rimuovono il soggetto dal tempo”»), e ancora di guerra, scienza, società, futuro e altre bagatelle. E nei sogni può spacciare – senza timore di essere arrestato – pillole proibite di saggezza impopolare nonché dosi micidiali di humour vitreo: sono «solo» parole, è vero, ma sono anche la prima e ultima droga per i cosiddetti umani.
Il sogno e il mondo infero. E-book. Formato EPUB James Hillman - Adelphi, 2023 -
«A che cosa somiglia il sogno?». Fin dall’antica domanda di Aristotele, possiamo inquadrare il paesaggio onirico solo per analogie, paragoni, metafore. Oppure, come ci suggerisce James Hillman in questo percorso sconcertante e provocatorio, possiamo accedervi lasciandoci alle spalle ogni tentativo di razionalizzarlo e di tradurlo nel linguaggio diurno, come era avvenuto, seppure con metodi opposti, nel caso di Freud e di Jung. La soluzione, per Hillman, consiste invece nel tornare alla mitologia come a una vera e propria «psicologia dell’antichità» e a una lettura del sogno come dimensione del «mondo infero», in quanto invisibilmente intrecciato a quello superno. Per accompagnarci in questa discesa notturna nell’«altro mondo», Hillman fa ricorso al vasto patrimonio delle tradizioni arcaiche, da quella egizia (che mostra il mondo sotterraneo come un reame in cui i morti camminano a testa in giù) a quella romana, a quella indiana. In quei riti e in quei miti, ben più che nella prassi psicologica moderna – che è sempre in qualche misura malata di riduzionismo –, si incontrano le immagini e i gesti che possono più aiutarci, ancora oggi, nella silenziosa «lotta sulla soglia» che è il nostro rapporto con la realtà onirica.