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eBooks editi da Booksprint con argomento Carceri
Senza tregua da zero a ottanta…. E-book. Formato EPUB Vincenzo D'onofrio - Booksprint, 2019 -
Ribelle e fuorilegge, pur cosciente dell’efficienza delle forze dell’ordine, sia civili che militari e pur essendo stato educato dal padre al rispetto di detti organi, è stato ospite delle “patrie galere” per alcuni anni. E, alla fine, seppur riluttante, si è dovuto piegare alla loro volontà. Vincenzo sostiene, infatti che “è più che giusto pagare i debiti con la giustizia quando si cade in errore…”. Tuttavia mentre da giovane ha sempre provato enorme conforto nel pensare che “la società, oltre a punire, è in grado di redimere e reinserire il soggetto…”, con il trascorrere degli anni è stato costretto a prendere atto di una triste realtà: “quella società di cui tanto si parlava e così pronta a punire è ben lungi dall’inserimento…”. Dopo tre anni, due mesi e venti giorni di carcerazione, Vincenzo, fruendo di un provvedimento di legge risalente all’anno 1963, è stato rimesso in libertà. Ma ha dovuto altresì subire ”dieci anni di interdizione dai pubblici uffici, la revoca della patente di guida e l’obbligo di firma presso il commissariato, ogni settimana… per ben tre lunghi anni. A non dimenticare, poi, il divieto di non lasciare il comune di residenza…”. D’Onofrio, pertanto, dopo aver vissuto tante e tali vicissitudini e giunto ormai all’età di ottant’anni, afferma di essere “sì redento ma non certo per l’alta scuola impartitagli dai più esperti galeotti frequentati e neppure per la gratificante e decantata società, bensì per essere stato ancora per l’ennesima volta miracolato…”. In effetti, nell’anno 1979, Vincenzo D’Onofrio è stato financo costretto a fronteggiare una “lobectomia per tumore maligno da fumo…”, che, per sua fortuna, “può, ancor oggi, raccontare…”. Nel corso della vita, di certo, si è dovuto più volte difendere, per salvaguardare la sua incolumità. Tuttavia si vanta di “avere sempre difeso, a spada tratta, bambini, donne, anziani, come pure tutti coloro che erano in gran difficoltà….”. Certo, non può affermare di essere stato un Robin Hood e, anzi, si sente piuttosto un “Dottor Jekyll e Mister Hyde”, anche se “per necessità contingenziali…”. Si augura, comunque che quest’autobiografia, assolutamente reale, possa essere di qualche utilità a chi è solito adottare atteggiamenti lesivi per sé e per gli altri, perciò migliorandolo.
Recuperando - Per una giustizia ripartiva. E-book. Formato EPUB Massimiliano Compagnone - Booksprint, 2020 -
Il saggio vuol trattare in maniera ampia e articolata il tema della pena e della carcerazione, partendo da ciò che storicamente era considerato “giusto” poter fare contro qualcuno che avesse commesso atti contro il sentire e vivere comune della società, fino ad arrivare ai giorni attuali con la possibilità di poter usufruire di pene alternative alla detenzione. La detenzione ha vissuto varie fasi storiche e ideologiche, che l’hanno vista coincidere in alcuni periodi con la privazione della libertà in attesa della pena che sarebbe stata inflitta di seguito dal “signore” che in quel momento deteneva il potere, fino ad arrivare a oggi che la detenzione è usata come privazione della libertà a uso punitivo. In un contesto che si basa sull’attuare un’istituzionalizzazione totale della persona per arrivare alla depersonalizzazione della stessa, si annida il più delle volte il seme di patologie psichiche e fisiche che niente hanno a che fare con il recupero e la rieducazione del soggetto che dovrebbe essere aiutato a reinserirsi nella società da “uomo nuovo”. Il carcere così diviene, il più delle volte, una vera scuola di malavita dove chi è più avanti “nell’arte criminale” insegna a chi è meno esperto. In un contesto che fonda la detenzione sulla repressione e le fobie, nasce in Brasile il metodo APAC, primo modello di carcerazione che non si avvale delle guardie, ma totalmente gestito dai detenuti in questo contesto chiamati “recuperandi”, il metodo è trasportato in Italia dalla Comunità Papa Giovanni XXIII con il nome di CEC; Comunità Educante con i Carcerati. I metodi si fondano sul principio di base che “l’uomo non è il suo errore” e che “recuperando” aiuta “recuperando” all’educazione vicendevole, così da poter far uscire alla luce quelle parti rimaste nell’ombra di questi uomini e donne in modo che essi non saranno più “pietre scartate dai costruttori”, ma bensì “pietre angolari”.
La vita in uno specchio. E-book. Formato EPUB Tamara Merizzi - Booksprint, 2019 -
Questo breve volume è il frutto dell’esperienza personale dell’autrice presso la Casa Circondariale di Ascoli Piceno e si propone di fornire al lettore un contributo interdisciplinare relativamente al sistema penitenziario. In ambito giuridico vengono ripercorse le tappe storiche dell’internamento in Italia, fino a giungere alle più recenti modifiche legislative dell’Ordinamento penitenziario. In chiave sociologica, è richiamato il concetto di carcere come “Istituzione totale” e sono operate delle riflessioni sulla vita esperita dal detenuto all’interno del sistema “totalizzante e inglobante” rappresentato dall’istituto di reclusione. Sotto il profilo psicologico viene proposto l’uso combinato di tre strumenti diagnostici ai fini della valutazione della pericolosità sociale e del rischio di recidiva criminale. Viene altresì illustrato un caso clinico la cui analisi è basata sul colloquio criminologico a cui è stato sottoposto un detenuto del circuito di media sicurezza della Casa Circondariale di Ascoli Piceno. Il colloquio criminologico è imperniato sulla traccia fornita dalla Società Italiana di Criminologia, arricchita da elementi selezionati nella guida all’intervista elaborata da Robert Hare per la PCL-R, come l’empatia, l’impulsività, il rimorso e il senso di colpa. Il testo conclude con l’auspicio che la collettività, con spirito critico e grande sensibilità, riesca a recuperare il “potenziale curativo dell’empatia, non solo per gli altri, ma anche per noi stessi”, poiché ritenere che la “malvagità esiste soltanto all’esterno - di noi - resta puramente illusorio”.