Libri sul femminismo

Saggi e classici del pensiero femminista

I libri sul femminismo ripercorrono oltre due secoli di battaglie per i diritti delle donne e di elaborazione teorica. La sezione comprende i classici delle pioniere del pensiero femminista, le ricostruzioni storiche delle diverse ondate del movimento, dal suffragismo alle mobilitazioni recenti, e i saggi contemporanei su linguaggio, corpo, lavoro e rappresentazione. Non mancano gli studi di genere in prospettiva accademica e le antologie che raccolgono voci da contesti culturali differenti. Letture per studentesse e studenti di scienze sociali, attiviste e lettori che vogliono capire origini e sviluppi di un dibattito ancora aperto.
EBOOK   9788868438418

L'Italia delle donne: Settant'anni di lotte e di conquiste. E-book. Formato EPUB Aa.Vv.   -  Donzelli Editore, 2018  - 

Lunga è la strada per la piena assunzione del legame donne e democrazia. La battaglia per i diritti delle donne, fin dagli inizi del Novecento, ha avuto un carattere transnazionale, ma è stata più faticosa nel nostro paese. Il successo della partecipazione delle donne al voto per le prime elezioni dell’Italia repubblicana non sarebbe stato possibile senza quel risveglio femminile determinato dalla lotta di Liberazione, dall’organizzazione in partiti politici e dall’associazionismo. Un gruppetto sparuto, quello delle ventuno costituenti, che, pur appartenendo a schieramenti politici diversi, seppe applicare un gioco di squadra su temi come l’uguaglianza, la famiglia, il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, la parità salariale, l’accesso delle donne alle professioni. Furono le nostre madri costituenti a costituzionalizzare i diritti, a porre la prima pietra di leggi fondamentali per la vita quotidiana della nazione e per la sua modernità. Esse furono nutrici della pace e del sogno, ancora da realizzare, di un’Europa di popoli e di istituzioni garanti dei diritti delle donne. I saggi raccolti in questo volume, che vedono il contributo di studiose e protagoniste della politica italiana, ripercorrono le tappe principali del difficile cammino delle donne verso la partecipazione politica e l’acquisizione di una piena cittadinanza, mettendo in risalto il valore delle protagoniste di quelle battaglie civili e stimolando una riflessione sui compiti lasciati in eredità alla buona politica.

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EBOOK   9788855227520

Fuori dal coro: Cultura pop femminile e mutamento sociale nell’Italia del dopoguerra. E-book. Formato EPUB Elizabeth Leake   -  Donzelli Editore, 2025  - 

«La cultura pop è stata un potente vettore di emancipazione delle donne: per ogni cantautore col marchio controllato e garantito di musica impegnata c’erano una Caterina Caselli, una Mina e una Patty Pravo che portavano avanti il lavoro pesante del cambiamento culturale dal basso». La rivoluzione femminista che ha attraversato la società italiana nella seconda metà del Novecento non è passata solo dalle piazze e dalle assemblee. La cultura pop – sostiene Elizabeth Leake – ha avuto un ruolo fondamentale nel generare il cambiamento: prodotti culturali considerati di puro intrattenimento, che non veicolavano messaggi dichiaratamente politici, grazie alla loro popolarità erano capaci di incidere sulle abitudini individuali perfino più di quanto non lo fossero operazioni culturali esplicitamente rivoluzionarie. Se nel dopoguerra Nilla Pizzi cantava ancora dal palco di Sanremo melodie nostalgiche e legate a modelli femminili tradizionali, nel giro di poco più di un decennio iniziò a scaldarsi la voce una generazione di cantanti che rivendicava per le donne un ruolo da protagoniste, nella vita privata e nella società. Un percorso di emancipazione non lineare, spesso fatto di paradigmi concorrenti che si contendevano lo stesso pubblico: da un lato la femminilità rassicurante di Gigliola Cinquetti, dall’altro l’esuberanza di Mina, l’adolescenza dirompente di Rita Pavone, o la sessualità ambigua di Patty Pravo e Ornella Vanoni. La cultura popolare rifletteva i cambiamenti in atto nella società, ma allo stesso tempo li promuoveva, rendendoli possibili. Era una forma di attivismo dal basso, che agiva sul piano del quotidiano e dell’informale, dando come assodati aspetti che la società ancora faticava ad accettare. Nelle canzoni, nei film e nei libri venivano presentate come realtà l’esistenza del desiderio femminile, l’indipendenza delle donne e la necessità della parità dei diritti. In questo senso, il pop ha contribuito al riconoscimento delle donne come soggetti politici, dando forza e peso alle cause che venivano portate avanti, in forme diverse, dai collettivi femministi e dai gruppi di autocoscienza. Dalle canzonette agli schiamazzi degli Urlatori, dai musicarelli alle commedie all’italiana, dai libri di Dacia Maraini a Porci con le ali, Leake propone una storia inedita del femminismo italiano, che mostra come la cultura di massa possa essere politica, anche quando ne è inconsapevole.

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EBOOK   9788855223195

L'università delle donne: Esperienze di femminismo a Roma (1979-1996). E-book. Formato EPUB Annabella Gioia   -  Donzelli Editore, 2021  - 

Alla fine degli anni settanta, dopo un periodo intenso di lotte e di elaborazioni teoriche, sembrava perdere vigore la sfida politica del femminismo, e di difficile realizzazione l’equilibrio tra trasformare se stesse e modificare la realtà esterna. Si delinearono così risposte diverse: da un lato l’approfondimento della ricerca teorica sulla «differenza sessuale», dall’altro l’impegno nella cultura, nel ripensamento dei saperi, mantenendo sempre al centro la pratica femminista. Si moltiplicarono allora le «istituzioni» di donne: centri di documentazione e di studio, librerie, riviste, università delle donne, women’s studies. Nella nuova «geografia» del femminismo italiano che si stava delineando, una delle esperienze più interessanti fu quella del Centro culturale Virginia Woolf di Roma, che non proponeva una critica radicale alla cultura ma intendeva «ripensarla» attraverso lo sguardo femminista e cambiare segno alla produzione intellettuale. Annabella Gioia in questo libro ripercorre le vicende di quella stagione, sottolineandone gli aspetti più innovativi, ma anche le problematiche. Il Virginia Woolf divenne un luogo fervido di studi e ricerche, nonché di incontri e dibattiti che attirarono da tutto il mondo le personalità di punta del femminismo di quegli anni: da Luce Irigaray a Christa Wolf. È qui che prese forma quella che sembrava un’utopia: da un’idea di Michi Staderini, nacque l’Università delle donne, fondata da dieci femministe determinate a offrire a tutte le donne la possibilità di dare campo libero ai propri interessi conoscitivi e trovare forza e riconoscimento reciproco. Uno spazio fisico in cui vivere insieme, discutere e «riattraversare» quella cultura che le aveva escluse, partendo dalla consapevolezza che all’origine di quella esclusione c’era una divisione dei linguaggi e delle discipline da superare: da qui l’ambizione di ricostruire un sapere complessivo senza escluderne l’esperienza, da qui il sogno di praticare una «mescolanza» di saperi. L’Università come luogo di donne e di libri, ma prima di tutto un luogo di esperienza. Fu una storia lunga diciassette anni, intensa, ricca di elaborazioni e di iniziative originali. Una storia unica che, proprio perché profondamente eterogenea e alimentata dal confronto, fu percorsa da contrasti e dissidi ma si offre anche come un’eredità vitale e feconda per le generazioni future.

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