Donzelli Editore eBooks
eBooks editi da Donzelli Editore con argomento Progettazione Urbanistica
Spazi che contano: Il progetto urbanistico in epoca neo-liberale. E-book. Formato EPUB Cristina Bianchetti - Donzelli Editore, 2016 -
L’attacco al riduzionismo funzionalista negli anni settanta veniva portato avanti entro almeno due differenti angolazioni. Da un lato Henri Lefebvre, a sfidare l’ortodossia marxista. Dall’altro, la pista anarchica di Colin Ward. La critica al riduzionismo funzionalista è già tutta lì, compresa negli attacchi rivolti all’incapacità del funzionalismo di cogliere l’essenza della città. Oggi il progetto urbanistico rischia di finire entro le maglie di un nuovo funzionalismo. Questa l’ipotesi che il libro propone, a valle di alcune ampie ricerche condotte su territori europei. Il progetto contemporaneo è, di nuovo, un progetto funzionalista perché gioca tutto su aspetti percettivi, di sensibilità, di comfort; sulla necessità di rinforzare identità e abitabilità per un soggetto scarnificato e astratto; rende lo spazio e la società piatti. Spazio e società non sono piatti, neppure negli anni della crisi che molte cose ha ridotto. Al contrario, i territori europei mostrano questioni complesse che hanno a che fare con le ambiguità del vivere assieme in società individualizzate, con l’intimità e l’esibizione, con il deflagrare dei diritti relativi all’abitare, in un’epoca segnata dalla loro forte restrizione. Scopo di questo libro è mettere in evidenza questi snodi affinché essi mantengano la loro problematicità. Gli spazi della condivisione, dello stare entre nous, dell’abitare felice nella dispersione, delle passioni gioiose e di quelle tristi, dell’intimité e dell’extimité, gli urban interiors, gli spazi generati dalla desingolarizzazione dei diritti funzionano in questo modo. Hanno una certa efficacia nel disvelare, teatralizzandolo, l’orizzonte normativo del reale. Sono spazi che contano esattamente in questo senso: per rapporto ai soggetti, ai corpi, alle passioni, alle pratiche.
Il passo della città. Temi per la metropoli futura. E-book. Formato EPUB Rosario Pavia - Donzelli Editore, 2015 -
Per migliaia di anni gli insediamenti sono stati misurati dai passi; con il passus i Romani hanno dimensionato le città e colonizzato il territorio. Questo rapporto, che legava gli abitanti al suolo e il sistema urbano al camminare, si è interrotto nel XX secolo, quando l’espansione della città è dipesa sempre più da infrastrutture stradali fatte per le auto e il camminare è stato represso, con conseguenze profonde sulla qualità urbana. Lo spazio ordinario dei pedoni va riscoperto e riproposto con decisione nelle politiche di rigenerazione urbana, e la questione ambientale va colta nel suo aspetto più oscuro, quello degli scarti e dei rifiuti: se la città della prima modernità esprimeva un progetto, se proiettava in avanti il suo presente, di cui i rifiuti costituivano una componente significativa, la città contemporanea occulta e rimuove i suoi scarti per non vederli; li getta all’indietro piuttosto che in avanti. È questa mancanza di futuro a connotare nel profondo la città del tardo capitalismo; e i rifiuti con la loro oscura immanenza lo testimoniano ovunque. Sia i percorsi pedonali che le filiere di gestione dei rifiuti sono intesi come reti, come infrastrutture ambientali che contribuiscono all’equilibrio e alla qualità dell’ambiente. Tornare alla nozione di rete ci permette di interpretare e intervenire sulla complessa realtà dei territori e delle città. La metafora della rete richiama a sua volta quella del labirinto, che attraversa tutta la storia della città; e se da una parte il mito allude all’intreccio, al mistero, a un futuro oscuro, dall’altra fa riferimento alla scoperta e alla possibile soluzione dell’enigma. Per questo il labirinto è sinonimo di speranza progettuale. La città è un labirinto, ed è proprio questa figura mitica a consentirci di tenere insieme il percorso di trasformazione della città cogliendone il passo.
Il passo della città. Temi per la metropoli futura. E-book. Formato PDF Rosario Pavia - Donzelli Editore, 2015 -
Per migliaia di anni gli insediamenti sono stati misurati dai passi; con il passus i Romani hanno dimensionato le città e colonizzato il territorio. Questo rapporto, che legava gli abitanti al suolo e il sistema urbano al camminare, si è interrotto nel XX secolo, quando l’espansione della città è dipesa sempre più da infrastrutture stradali fatte per le auto e il camminare è stato represso, con conseguenze profonde sulla qualità urbana. Lo spazio ordinario dei pedoni va riscoperto e riproposto con decisione nelle politiche di rigenerazione urbana, e la questione ambientale va colta nel suo aspetto più oscuro, quello degli scarti e dei rifiuti: se la città della prima modernità esprimeva un progetto, se proiettava in avanti il suo presente, di cui i rifiuti costituivano una componente significativa, la città contemporanea occulta e rimuove i suoi scarti per non vederli; li getta all’indietro piuttosto che in avanti. È questa mancanza di futuro a connotare nel profondo la città del tardo capitalismo; e i rifiuti con la loro oscura immanenza lo testimoniano ovunque. Sia i percorsi pedonali che le filiere di gestione dei rifiuti sono intesi come reti, come infrastrutture ambientali che contribuiscono all’equilibrio e alla qualità dell’ambiente. Tornare alla nozione di rete ci permette di interpretare e intervenire sulla complessa realtà dei territori e delle città. La metafora della rete richiama a sua volta quella del labirinto, che attraversa tutta la storia della città; e se da una parte il mito allude all’intreccio, al mistero, a un futuro oscuro, dall’altra fa riferimento alla scoperta e alla possibile soluzione dell’enigma. Per questo il labirinto è sinonimo di speranza progettuale. La città è un labirinto, ed è proprio questa figura mitica a consentirci di tenere insieme il percorso di trasformazione della città cogliendone il passo.