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eBooks editi da Gangemi Editore con argomento Moda Storia

EBOOK   9788849267068

Moda e Arte: dal Decadentismo all'Ipermoderno. E-book. Formato PDF Giorgia Calò   -  Gangemi Editore, 2015  - 

Collana Luxflux diretta da Simonetta Lux Moda e Arte. Dal Decadentismo all'Ipermoderno di Giorgia Calò e Domenico Scudero, analizza con un taglio storico-critico la sincronia degli eventi e delle pratiche creative nelle relazioni fra moda e arte dalla fine dell'Ottocento sino ai giorni nostri. Il volume restituisce un quadro d'insieme, di grande impatto visivo e letterario, sugli eventi internazionali che nel corso dei decenni hanno coinvolto, oltre l'ar te visiva e la moda, anche il design, la fotografia, il teatro, la musica e il cinema, dando origine ad una serie di avvenimenti in cui le arti applicate evidenziano un'estetica enfatizzata dalla sua ricezione di massa. Allo stesso modo dell'arte, la moda si esprime attraverso tecniche e conoscenze che racchiudono e sintetizzano la creatività, facendo convergere elementi tratti dalla cultura alta e dalla cultura bassa. Questo libro ci dice come l'arte continuerà ad essere per la moda una fonte inesauribile di immagini e spunti creativi a cui attingere; e la moda, dal canto suo, rimarrà quel luogo patinato aperto ad ogni tipo di interazione. Chiude il volume una sezione dedicata alle Fondazioni nate dai nomi prestigiosi dell'alta moda italiana, e alle grandi aziende d'abbigliamento Made in Italy che hanno applicato al loro marchio le nuove strategie di comunicazione e le metodologie curatoriali dell'arte contemporanea. DOMENICO SCUDERO, storico, critico d'arte e curatore del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università di Roma La Sapienza, è docente di Metodologie Curatoriali e di Storia degli Eventi Espositivi di Arte e Moda presso la stessa Università. Autore di volumi scientifici fra i quali Avanguardia nel presente (Lithos, 2000) e i due volumi Manuale del curator (Gangemi Editore, 2004) e Manuale pratico del curator (Gangemi Editore, 2006). Ha inoltre pubblicato numerosi testi monografici dedicati ad artisti contemporanei. GIORGIA CALÒ, storica, critica d'arte e curatrice free lance. È Assistant Curator del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università di Roma La Sapienza. Attualmente sta concludendo il Dottorato in Storia dell'Arte Contemporanea presso la stessa Università, con una ricerca sulle interazioni tra arte e moda. Ha pubblicato il volume Trilogia d'artista. Il cinema di Mario Schifano (Lithos, 2004), numerosi testi critici ed articoli per riviste di settore fra le quali Art & Dossier, Luxflux, Inside Art.

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EBOOK   9788849275261

Moda e Arte: dal Decadentismo all'Ipermoderno. E-book. Formato EPUB Giorgia Calò   -  Gangemi Editore, 2016  - 

Collana Luxflux diretta da Simonetta Lux Moda e Arte. Dal Decadentismo all'Ipermoderno di Giorgia Calò e Domenico Scudero, analizza con un taglio storico-critico la sincronia degli eventi e delle pratiche creative nelle relazioni fra moda e arte dalla fine dell'Ottocento sino ai giorni nostri. Il volume restituisce un quadro d'insieme, di grande impatto visivo e letterario, sugli eventi internazionali che nel corso dei decenni hanno coinvolto, oltre l'ar te visiva e la moda, anche il design, la fotografia, il teatro, la musica e il cinema, dando origine ad una serie di avvenimenti in cui le arti applicate evidenziano un'estetica enfatizzata dalla sua ricezione di massa. Allo stesso modo dell'arte, la moda si esprime attraverso tecniche e conoscenze che racchiudono e sintetizzano la creatività, facendo convergere elementi tratti dalla cultura alta e dalla cultura bassa. Questo libro ci dice come l'arte continuerà ad essere per la moda una fonte inesauribile di immagini e spunti creativi a cui attingere; e la moda, dal canto suo, rimarrà quel luogo patinato aperto ad ogni tipo di interazione. Chiude il volume una sezione dedicata alle Fondazioni nate dai nomi prestigiosi dell'alta moda italiana, e alle grandi aziende d'abbigliamento Made in Italy che hanno applicato al loro marchio le nuove strategie di comunicazione e le metodologie curatoriali dell'arte contemporanea. DOMENICO SCUDERO, storico, critico d'arte e curatore del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università di Roma La Sapienza, è docente di Metodologie Curatoriali e di Storia degli Eventi Espositivi di Arte e Moda presso la stessa Università. Autore di volumi scientifici fra i quali Avanguardia nel presente (Lithos, 2000) e i due volumi Manuale del curator (Gangemi Editore, 2004) e Manuale pratico del curator (Gangemi Editore, 2006). Ha inoltre pubblicato numerosi testi monografici dedicati ad artisti contemporanei. GIORGIA CALÒ, storica, critica d'arte e curatrice free lance. È Assistant Curator del MLAC, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea dell'Università di Roma La Sapienza. Attualmente sta concludendo il Dottorato in Storia dell'Arte Contemporanea presso la stessa Università, con una ricerca sulle interazioni tra arte e moda. Ha pubblicato il volume Trilogia d'artista. Il cinema di Mario Schifano (Lithos, 2004), numerosi testi critici ed articoli per riviste di settore fra le quali Art & Dossier, Luxflux, Inside Art.

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EBOOK   9788849298758

Storie di abiti e merletti: Incontri al museo sullarte e il restauro del pizzo. E-book. Formato EPUB Aa. Vv.   -  Gangemi Editore, 2015  - 

Nel suo semestrale appuntamento con il restauro la Fondazione Paola Droghetti ha voluto quest'anno scegliere un materiale nuovo, ma non meno interessante degli altri: il tessile, ed in particolare il pizzo. Una scelta attualissima (perché il vestire e tutto ciò che ne consegue è ancora una delle eccellenze del nostro paese) e al tempo stesso antica… Con la consulenza di Thessy Schoenholzer, una delle maggiori esperte a livello internazionale sul merletto, abbiamo individuato nelle collezioni del Museo Nazionale di Palazzo Venezia un magnifico pizzo del ‘700 necessitante restauro, nella miriade di tessuti e merletti storici qui conservati, tanto preziosi quanto invisibili perché la luce e le polveri ne pregiudicano l'esponibilità al pubblico. La Fondazione continua cosí nella scelta di focalizzare la sua attenzione sul patrimonio pubblico italiano – a maggior ragione se poco conosciuto – che in questo caso si coniuga con la volontà di attirare il suo pubblico in un museo tanto straordinario quanto ingiustamente poco frequentato Un museo che con una giusta valorizzazione potrebbe diventare un'equivalente del “Victoria and Albert” londinese. Ma Roma, si sa, ha un'offerta museale troppo ricca perché un pubblico frettoloso e spesso distratto vada alla scoperta delle arti decorative, anche se la loro valenza culturale e storica equivale a quella di una statua o di un dipinto. Come sempre il restauro apre un ventaglio di possibilità di ricerca sia dal punto di vista materico che storico. Abbiamo cosí pensato di evidenziarne alcune raccogliendo intorno al tema del merletto, e degli abiti in generale una serie di sei incontri con studiosi, anche di livello internazionale che mettessero a fuoco particolari aspetti della produzione artistica legata al pizzo. Una carrellata molto varia che partendo dai costumi medicei della corte di Cosimo I ci ha portato nei conventi veneziani, o presso le corti secentesche del nord Europa, fino al fiorente mercato fiammingo e francese cui attingeva la corte papale fra sei e settecento per gli abiti di pontefici e cardinali. Infatti fino al secolo XIX il merletto non era una prerogativa dell'abito femminile, ma sottolineava il rango anche degli uomini di censo e di potere. E prima di arrivare al fruitore vediamo bene attraverso i vari interventi raccolti in questo volume quanta parte del mondo maschile (tessitori, mercanti, sarti, scultori, pittori) venisse coinvolta dalla elaborazione, vendita e rappresentazione dei merletti su scala europea. Un nome per tutti: Jean Baptiste Colbert (figlio non a caso di un mercante di panni) che divenne ministro delle finanze di Luigi XIV. Spaventato dai costi enormi dei pizzi veneziani di cui il giovane Re Sole era appassionato (ne indossò un collo per la sua incoronazione nel 1661) l'oculato Colbert avviò un'industria di pizzi tutta francese con l'aiuto di alcune monache veneziane, del convento delle Zitelle, segretamente trasferite in Francia sfidando i divieti della Serenissima. Ancora oggi tessuti preziosi e pizzi sono protagonisti delle sfilate di moda italiana, e non solo, come è ben documentato dalle immagini che corredano lo scritto di Stefano Dominella e Bonizza Giordani Aragno. Abiti dietro i quali ancor oggi si muove un vastissimo indotto e che si affermano(come il pizzo di Bruxelles di cui presentiamo il restauro) come delle vere e proprie opere d'arte. Dall'introduzione di Angela Negro Comitato Scientifico della Fondazione Paola Droghetti onlus

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