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eBooks editi da Liguori Editore con argomento Scienze Storia
L’intelligenza degli indizi: La bicicletta come esemplificazione del rapporto fra l’uomo e la tecnologia Prefazione di Edoardo Boncinelli. E-book. Formato PDF Carlo Buora - Liguori Editore, 2011 -
L’intelligenza dei – minimi – indizi è la facoltà utilizzata da tutti per imparare ad andare in bicicletta. Paradossalmente nel nostro mondo inondato di scienza permane una ignoranza generalizzata del perché una bicicletta sia stabile, stia cioè “in equilibrio”. L’invito a stare in equilibrio che vien fatto al bambino mentre tenta di imparare è patentemente impossibile da seguire, e quindi se infine il bambino impara è perché viene a conoscere qualcosa di nuovo rispetto a quanto gli era stato detto. Si può dire che la dinamica della bicicletta produce indizi che “compresi” dal bambino diventano una sua abilità, skill, virtù. Ma quali indizi? E perché gli adulti non li conoscono? Vi sono due punti ciechi nella conoscenza: non si sa grazie a quale meccanismo la bicicletta stia in piedi e non si sa in che modo l’uomo conosca la tecnologia. Chiarire la prima questione aiuta l’approccio alla seconda, anche se questa seconda mantiene tutta la sua autonomia. Che cosa ne può nascere di utile? Consigli ai genitori, una nuova valutazione degli aspetti conoscitivi presenti nel lavoro, uno sguardo più unitario su aspetti apparentemente distanti dell’umano quali fidarsi di un testimone e imparare ad andare in bici e, chissà, una scuola meno dualista.
La scienza dissimulata nel Seicento: a cura di Emanuele Zinato premessa di Paolo Rossi. E-book. Formato PDF Emanuele Zinato - Liguori Editore, 2011 -
Come può un fervente seguace di Copernico pubblicare nel 1680 un trattato intitolato Dialogo fisico astronomico contro il sistema copernicano? La finzione di Giuseppe Ferroni (1628-1709) testimonia una pratica dissimulatoria molto in voga nei circoli galileiani del secondo Seicento per sfuggire alla censura controriformista. Questi cinque testi, pubblicati per la prima volta assieme con un ampio commento, attestano come la nuova scienza abbia saputo inventare piacevoli “commedie filosofiche”, in cui l’apparente difesa della tradizione si trasforma in un’affascinante propaganda degli argomenti novatori. Rileggere i “dialoghi” di Ferroni, di Lorenzo Bellini (1643-1704), di Giovanni Alfonso Borelli (1608-1679) e di Donato Rossetti (1633-1686) significa – come sottolinea Paolo Rossi nella sua brillante premessa – immergersi in una strategia retorica fatta di reticenze, simulazioni e dissimulazioni.