Neri Pozza eBooks
eBooks editi da Neri Pozza con argomento Italia Societa
Io non lavoro. Storie di italiani improduttivi e felici. E-book. Formato EPUB Serena Bortone - Neri Pozza, 2015 -
Nessuno dei personaggi di questo libro ha mai voluto lavorare, e prima o poi ce l’ha fatta. L’ereditiera di una famiglia ricca e rispettabile, il grande manager che ha dato scacco ai suoi capi, il fiero sfaccendato che guarda dall’alto le miserie altrui, la sognatrice che si accontenta di poco, l’indolente maestro dell’evasione dalle responsabilità, lo stacanovista che con un colpo di scena è riuscito a vivere di rendita. Tutti accomunati dal miraggio della libertà assoluta. Il lavoro è una condizione indispensabile per la realizzazione della personalità e la solidità delle strutture sociali, la famiglia, la società, lo Stato. Eppure un’altra vita è possibile, una vita in cui il tempo è a propria disposizione, in cui i giorni scorrono liberi e senza fattori condizionanti. Una vita senza lavoro. Ma un’esistenza del genere presenta molte difficoltà e altrettanti ostacoli. La gestione economica, la sussistenza quotidiana, ma anche l’angoscia di come trascorrere un tempo libero smisurato. E poi la guerra contro il giudizio degli altri, quelli che hanno da fare tutto il giorno, quelli che lavorano. Qualcuno, però, questi problemi li ha saputi affrontare e risolvere con grinta e tenacia. In una serie di storie vere, appassionanti come un romanzo, scopriamo come vive, cosa pensa, cosa fa tutto il giorno chi ha deciso di rifiutare il lavoro. Da che famiglie vengono, quale Italia li ha allevati, quali demoni della coscienza hanno affrontato compiendo una scelta così fuori dagli schemi. Ma saranno davvero felici? Sono ribelli romantici o vigliacchi da disprezzare? E tutti noi, dobbiamo sognare di diventare come loro? Il ritratto di una realtà vera e al tempo stesso inverosimile, nel bene e nel male tipicamente italiana. Un nuovo status sociale spesso ignorato, persone che suscitano invidia e fastidio, tenerezza e sorrisi, ammirazione e rabbia a un tempo. Il romanzo collettivo di un gruppo di persone speciali, che è molto più numeroso di quanto si creda. «Mi spezzo ma non m’impiego». Ennio Flaiano Ci sono italiani che hanno scelto di non lavorare neppure per un minuto della propria vita. Altri, dopo aver capito di cosa si tratta, hanno deciso di smettere. E di non provare mai piú il fastidio della sveglia mattutina, la noia di una riunione inutile, il tormento di un capo incompetente. Liberi e indipendenti. Sempre. Come hanno fatto? Che prezzo hanno pagato? Sono mostri o eroi del nostro tempo? «Io non lavoro»: per la prima volta le storie vere di chi ha smesso di faticare. E ha raggiunto la felicità. «Non lavorare mai richiede un grande talento». Guy Debord
L'Italia degli altri. E-book. Formato EPUB Mario Fortunato - Neri Pozza, 2015 -
In Etichette, apparso per la prima volta nel 1930, Evelyn Waugh delinea, tra il serio e il faceto, una sorta di casistica del viaggiatore nordeuropeo che, nel corso dei secoli, si è avventurato dalle nostre parti. Si comincia col superstite del Grand Tour: un giovanotto bennato e facoltoso, come Goethe, Alexis de Tocqueville e Stendhal, che sfida sempre qualcuno a duello, ha parecchie avventure erotiche e alla fine torna a casa, pronto per incarichi legislativi. Si passa poi al viaggiatore borghese, che dà avvio all’orrendo traffico di chincaglierie e oggetti dozzinali da portare a casa come souvenir e trova piú economico e conveniente vivere all’estero. E si finisce col viaggiatore novecentesco, che parla con la povera gente nelle osterie lungo la via e vede nella diversità dei tipi la struttura e l’unità dell’Impero romano. Viaggiatori diversi, ma tutti con la medesima convinzione di trovarsi in un paese dalla smodata quantità di bellezza, cosí eccessiva e straripante da sperperarsi e perdersi. La parola «bellezza» è il leitmotiv di tutti i Grand Tour che, dalla fine del Settecento, hanno esplorato, interpretato, e in definitiva creato, l’identità italiana, quell’altro da sé che lo straniero decide a un certo punto di far proprio. «La bellezza circostante» ha scritto una volta Brodskij, «è tale che quasi subito si è presi da una voglia assolutamente incoerente, animalesca, di tenerle testa, di mettersi alla pari». Con il suo sguardo «attento e straordinariamente inedito», Mario Fortunato indaga la natura mimetica di questo desiderio che, da Wilhelm von Glöden fino a Norman Douglas e a Wystan Hugh Auden, ha spinto illustri scrittori sulle nostre coste, convinti di essere approdati nella terra della piú sorprendente libertà sessuale («tutti lo fanno per divertimento», scrisse Auden a un’amica da Ischia). Lo stesso desiderio mimetico che ha permesso a Frederic Whyte, disegnatore di giardini inglese, di creare in Sabina un perfetto giardino all’italiana, e che, sempre in quel lembo di terra, ha allietato gli ultimi anni del grande editore Giulio Einaudi, il quale con dedizione assoluta curava, potando, innestando e concimando, le rose del suo piccolo giardino all’inglese. Quello che traspare, infatti, da queste pagine non è soltanto che i luoghi comuni sui popoli sono interessanti per il rovescio che nascondono, ma soprattutto perché rivelano che l’attrazione per «il diverso che ci svela a noi stessi» è «la prima regola del discorso amoroso» che da secoli perdura tra la nostra Italia e l’Italia degli altri.