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Codice della relazione peritale nel processo civile di cognizione. E-book. Formato PDF A.A.V.V - Pisa University Press Srl, 2014 -
Il consulente tecnico svolge una opera essenziale per il corretto svolgimento del processo civile. La relazione peritale - quando la questione controversa si risolve in aspetti tecnici – diventa sostanza per la decisione giurisdizionale. In essa il magistrato deve poter trovare non solo la risposta ai quesiti ma anche la rispondenza alle regole poste alla base del processo. La relazione peritale non può quindi risolversi in una relazione tecnica qualsiasi, ed anche se il codice di rito non stabilisce indicazioni per la sua redazione vi sono principi essenziali che le norme e la pratica indicano. Il Codice della relazione peritale nel processo civile di cognizione, definendo principi, criteri, requisiti e metodologie, considera la pratica operativa del consulente insieme ai precetti normativi e alle regole processuali, per delineare standard minimi indispensabili per lo svolgimento corretto del mandato. Il Codice, attraverso linee guida puntuali ed esaustive, mira a prefigurare un livello di qualità professionale uniforme e condiviso, rivolto al mondo professionale ed a quello della magistratura, ed in grado di rappresentare il termine di raffronto e il punto di riferimento per i consulenti tecnici. In definitiva il Codice della relazione peritale nel processo civile di cognizione si pone l’obiettivo di uniformare la metodologia di redazione della relazione peritale, a vantaggio di una visione comune, di una crescita e di uno sviluppo qualitativo del ruolo del consulente, e nella consapevolezza che è responsabilità dell’ausiliario offrire al magistrato un documento peritale completo e corretto per forma e sostanza.
Contributo allo studio del principio di perpetuatio nel processo civile italianoGiurisdizione e competenza. E-book. Formato PDF Poli Giorgio Giuseppe - Edizioni Scientifiche Italiane - Esi, 2018 -
La perpetuatio iurisdictionis costituisce una delle manifestazioni di quella generale tendenza, riscontrabile nell’ordinamento processuale civile, volta ad assecondare la propensione del giudizio verso il suo naturale approdo, costituito dalla pronuncia di merito. Il principio, oggi codificato nell’art. 5 del codice di procedura civile, tende ad evitare che le modifiche sopravvenute nel corso del processo possano spogliare il giudice originariamente adìto della giurisdizione e della competenza acquisita al momento di proposizione della domanda. L’opera, muovendo dalla ricostruzione storico-esegetica e dall’inquadramento della nozione di momento rilevante ai fini della proposizione della domanda giudiziale nei diversi modelli processuali esistenti, intende offrire una ricostruzione in chiave sistematica ed applicativa del principio, che tenga conto dei mobili confini che esso conosce, anche di recente, in giurisprudenza e in dottrina. Oggetto di esame è, pertanto, la fenomenologia della perpetuatio con riferimento alle modificazioni di carattere fattuale o normativo astrattamente configurabili, in relazione alla sua applicazione in tema di giurisdizione e competenza, nonché infine con riguardo alle diverse, e tuttora controverse, fattispecie di inapplicabilità.