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eBooks di Titolo S con argomento Paesaggio
Santo Stefano a La Maddalena: Peacekeeping Design Strategies. E-book. Formato EPUB Sabrina Dessì - Gangemi Editore, 2016 -
Collana PAESAGGI IN TRASFORMAZIONE diretta da Enrico Alfonso Corti Capita sempre più spesso che la scienza provi a spiegare tanto le relazioni tra l'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande quanto la sostanziale unicità di spazio e tempo, eppure accade perfino nella nostra esperienza quotidiana, che luoghi ed eventi condensino "micro" e "macro", globale e locale. Questo è il caso dell'isola di Santo Stefano nell'arcipelago di La Maddalena, la quale sarebbe stata poco più di uno scoglio del Mediterraneo, se non fosse per un curioso scherzo della storia che ne ha fatto un nodo di una rete invisibile ma potente di scala planetaria. L'occupazione militare ha impedito a lungo che l'Isola potesse essere coinvolta dalle speculazioni che hanno investito gran parte della costa gallurese, ciò consente di immaginarne un ruolo diverso, sia da quello che ha avuto in passato sia da quello dell'isola-città che la fronteggia. I ragionamenti e le prime ipotesi progettuali che hanno visto gli autori a vario titolo coinvolti, sono raccolte in questo volume allo scopo di aprire, se ancora possibile, un dibattito sul futuro dell'isola ora che le condizioni internazionali appaiono più favorevoli. I Laboratori di progettazione che la Facoltà di Architettura di Cagliari ha condotto sull'isola, così come il processo di adeguamento del Piano Urbanistico Comunale al Piano Paesaggistico Regionale, costituiscono importanti occasioni di riflessione e produzione di strategie per il governo di questa mutazione. Sebbene il processo di dismissione possa ancora apparire lungo è obbligo del progetto guardare avanti, emergere dalla palude dei segreti che hanno condannato l'isola a questa invisibilità con un periscopio intellettuale che possa indicare la nuova direzione da prendere. Giovanni Marco Chiri (Palermo, 1971) Architetto, dottore di ricerca in Ingegneria Edile e dal 2008 ricercatore ICAR 14 della Facoltà di Architettura di Cagliari. E' docente del Laboratorio di Composizione del IV anno e del Modulo di Composizione del Laboratorio integrato di Architettura e Costruzione I della Facoltà di Architettura di Cagliari. Coordinatore del gruppo di ricerca per lo studio delle dinamiche urbane asiatiche "OffiCina_Unica", è componente della piattaforma "Tirrenica" delle Facoltà di Architettura in Cina in partenariato Italia-Guandong. Sabrina Dessì (Cagliari, 1970) Architetto e assegnista di ricerca ICAR 14 dal 2003, è docente a contratto del Modulo di Composizione del Laboratorio integrato di Architettura e Costruzione I della Facoltà di Architettura di Cagliari. Sviluppa la propria ricerca intorno alle questioni dell'Abitare intese sia nell'esplorazione dei temi legati ai modelli e ai linguaggi della casa popolare sia nei temi della diffusione e dispersione urbana. Alla ricerca universitaria e all'impegno didattico, associa il lavoro professionale nell'ambito del progetto urbano e architettonico.
Semiologia del paesaggio italiano. E-book. Formato EPUB Eugenio Turri - Marsilio, 2014 -
Il paesaggio di cui si parla in questo libro - che esce ora in una nuova veste - non è soltanto lo scenario fermo, acquisito, apparentemente immutabile con cui si confronta il vivere quotidiano, ma anche e soprattutto il paesaggio che vive e si trasforma nel tempo col mutare delle forme di vita, dei modi di produrre e di rapportarsi delle società con il proprio territorio. Tanto il primo è spesso carico di suggestioni, quanto il secondo può stravolgere ogni immagine sotto la spinta di nuove attività e iniziative. Così è accaduto in Italia nei decenni trascorsi, quando la violenza delle trasformazioni ha sconvolto, cancellato o devastato paesaggi tra i più celebrati. È stato un salto di civiltà o una corsa illusoria e distruttiva? La domanda può trovare risposta solo attraverso una storia di come è cambiata l’Italia, Paese di tensioni, frenesie, fantasia, dove non è spesso riconosciuto il valore semantico del paesaggio. Ancora oggi assistiamo alla difficoltà di assumere la pianificazione paesistica quale strumento-guida delle trasformazioni. Laddove un tempo il paesaggio si configurava attraverso interventi esperti e secolari che esprimevano per intero una cultura, quello dell’Italia d’oggi sembra il risultato di interventi caotici, incoerenti, improvvisati, espressione di una società priva di disegni ideali, trascinata solo dalle regole del gioco economico e delle sue scenografie consumistiche, soggetta a un potere politico che non si è mai preoccupato di saldare presente e passato, come base dell’identità nazionale, di costruire architetture territoriali efficienti, di guidare consapevolmente le trasformazioni. Spesso complotti invisibili hanno operato e operano nel paesaggio italiano, cosicché riesce difficile oggi leggerne il senso, cogliere quel rapporto tra natura e cultura che dovrebbe essere la prima rivelazione semantica del paesaggio e offrire un’indicazione sul futuro di una società che, bene o male, ha fatto il suo ingresso nella cosiddetta età post-industriale. A meno che non sia proprio questo il senso del post-industriale o del post-moderno.