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eBooks di Titolo C editi da Adelphi con argomento Letteratura Francese

EBOOK   9788845975677

Confessioni. E-book. Formato EPUB Paul Verlaine   -  Adelphi, 2014  - 

Quando Paul Verlaine, nel 1894, si mise a scrivere le sue "Confessioni", a dieci soldi per riga, era al tempo stesso il Principe dei Poeti, l'annunciatore glorioso della poesia maledetta, e una sorta di patetico barbone, che passava lunghe ore davanti all'assenzio nei caffè di Saint-Germain, fra un soggiorno e l'altro nelle desolate camere degli ospedali pubblici. Nei suoi cinquant'anni aveva conosciuto, e aveva cantato, le esperienze più opposte: l'ovattata infanzia borghese in provincia e il turbinoso sodalizio con Rimbaud, la vita dell'impiegato e la vita del vagabondo, la blasfemia e la conversione religiosa, Satana e la Vergine, amori delicatissimi e amori grandiosamente osceni, la prigione e la gloria incontestata. Ma con le sue "Confessioni" Verlaine non ha certo voluto introdurci pomposamente ai suoi segreti, che sapeva custodire tanto bene, proprio nella sua irriducibile svergognatezza: ha voluto darci soltanto delle "note della sua vita", fuggitive, tracciate con una matita nervosa e svelta, accennando e passando oltre. Il risultato è prezioso: attraverso le vicende tormentate, e talvolta grottesche, della sua educazione sentimentale e letteraria, percepiamo subito nettamente il suo inconfondibile tono, malinconico e leggero, torbido e innocente, un tono che, una volta percepito, conquista per sempre - sicché giustamente Léon-Paul Fargue poteva scrivere, nel bellissimo saggio che precede questa edizione: "Le sue 'Confessioni' potrebbero essere quelle del primo venuto, e se ne distinguono soltanto per la giustezza del tono e l'impalpabile abbondanza del genio".

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EBOOK   9788845973253

Correre. E-book. Formato EPUB Jean Echenoz   -  Adelphi, 2013  - 

Ai Giochi interalleati di Berlino, nel 1946, vedendo dietro il cartello "Czechoslovakia" un solo atleta male in arnese, tutti ridono. E quando quell’atleta, che non si è accorto della convocazione, attraversa lo stadio come un pazzo urlando e agitando le braccia, i giornalisti estraggono avidi i taccuini. Ma poi, quando nei cinquemila, pur avendo già un giro di vantaggio, non smette di accelerare e taglia il traguardo in solitudine, gli ottantamila spettatori scoppiano in un boato. Il nome di quel ragazzone biondo che sorride sempre non lo dimenticheranno più: Emil Zátopek. La sua aria mite e gentile è una trappola: dacché ha scoperto che correre gli piace, nessuno l’ha più fermato. Il fatto è che vuole sempre capire fin dove si può spingere. Dello stile se ne frega: corre come uno sterratore, il volto deformato da un rictus, senza preoccuparsi dell’eleganza. È, semplicemente, un motore eccezionale sul quale ci si sia scordati di montare la carrozzeria. Nel giro di pochi anni e di due olimpiadi Emil diventa invincibile. Nessuno può fermarlo: neppure il regime cecoslovacco, che invano lo spia, limita le sue trasferte, distorce le sue dichiarazioni. Emil corre, corre sempre. Corre contro il suo declino, e sorride. Anche nelle miniere d’uranio dove lo sbattono perché ha sostenuto Dubcek, anche mentre insegue a brevi falcate il camion che raccoglie la spazzatura a Praga. Nemmeno Mosca può fermarlo. Come un film proiettato a velocità doppia, il nuovo romanzo di Echenoz attraversa quarant’anni di un destino eccezionale eppure misteriosamente simile al nostro, sorvola i marosi della Storia – ci appassiona e ci commuove. E ci regala una scrittura sovranamente limpida, increspata di quell’impagabile ironia che per Echenoz è solo un affetto pudico.

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EBOOK   9788845972553

Come le mosche d'autunno. E-book. Formato EPUB Irène Némirovsky   -  Adelphi, 2013  - 

È lei, la vecchia nutrice Tat’jana Ivanovna, a tracciare il segno della croce sopra la slitta che porterà via nella notte gelata Jurij e Kirill che partono per la guerra. E sarà lei a rimanere di guardia alla grande tenuta dei Karin allorché la famiglia sarà costretta a fuggire, lei ad accogliere Jurij quando tornerà sfinito, braccato. Né si perderà d’animo, la vecchia njanja, quando dovrà camminare tre mesi per raggiungere i padroni e consegnare loro i diamanti che ha cucito a uno a uno nell’orlo della gonna. Grazie a quelli potranno pagarsi il viaggio fino a Marsiglia, e proseguire poi per Parigi. Nel piccolo appartamento buio dove vanno a vivere, Tat’jana, che è stata testimone del loro splendore, che li ha curati e amati per due generazioni con inscalfibile fedeltà, vede i Karin girare a vuoto, come fanno le mosche in autunno quando, finita la gran luce dell’estate, «svolazzano a fatica, esauste e irritate, sbattendo contro i vetri e trascinando le ali senza vita». Sembra che nessuno di loro voglia ricordare ciò che è stato; solo lei, Tat’jana Ivanovna, ricorda: e le manca quel mondo che è andato a fuoco sotto i suoi occhi, le mancano gli inverni russi, il fiume ghiacciato, la casa.Che racconti della Francia degli anni Trenta o, come in questo caso, di quella Russia che ha conosciuto da bambina, Irène Némirovsky non delude mai, e si conferma a ogni prova narratrice di grande potenza.

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