Archeologia Toscana Libri
Libri con argomento Archeologia Toscana Archeologia greca e romana classica
Iacta stips. Il deposito votivo della sorgente di Doccia della Testa a San Casciano dei Bagni (Siena) Iozzo Mario - Polistampa, 2013
Il volume illustra i materiali rinvenuti in un deposito votivo scoperto nel 2004 nelle acque della sorgente termale "Doccia della Testa", situata a San Casciano dei Bagni (Siena). Databile dal 500-490 a.C. all'era di Massenzio, il deposito comprende quasi esclusivamente artefatti metallici. Gli oggetti più antichi sono statuette di divinità e offerte devozionali, un aes formatum e due ex voto anatomici (un orecchio e una mammella), mentre proviene dall'Età Imperiale una serie di monete (forse un'unica offerta) databile dall'epoca di Tiberio alla metà del terzo secolo d. C. L'oggetto più recente è un follis di Massenzio (309-312 d.C.) che, pur essendo un esempio isolato, prova che la sorgente fu utilizzata per un periodo di circa ottocento anni. Le offerte erano consegnate "alla profondità delle acque" come doni a una divinità a noi sconosciuta, ma il cui potere spirituale era principalmente quello di guarire grazie agli effetti benefici dell'acqua termale, che sgorga a una temperatura di 41° C e contiene zolfo, calcio e magnesio, ed è inoltre florurata e radioattiva. L'ex voto anatomico raffigurante una mammella è particolarmente interessante e quasi unico.
Il teatro romano di Luna. 70 anni di ricerche archeologiche Gervasini L. (Cur.) Mancusi M. (Cur.) - Sagep, 2020
Il volume è interamente dedicato al teatro di Luna, la colonia romana fondata nel 177 a.C. sulle sponde di un golfo oggi interrato, il portus Lunae, diventata famosa in tutto l'impero per il marmo, detto appunto lunense (oggi di Carrara), materiale pregiato cavato dalle vicine Alpi Apuane ricomprese nel suo territorio. Il teatro - inserito nel settore nord orientale della città e da sempre emergente nella campagna lunense con la scheletrica muratura della cavea - è stato oggetto di scarso interesse fino alla fine dell'Ottocento quando l'imprenditore del marmo Carlo Fabbricotti ne esplora parzialmente le rovine recuperando per la sua collezione privata ricchi arredi architettonici e scultorei. Le indagini archeologiche intraprese nel 2014 con fondi comunitari, approfondite fra il 2018 e il 2019 e conclusesi con il restauro conservativo di tutto l'edificio, hanno reso possibile il riesame del monumento oggetto di interventi di scavo sul finire degli anni sessanta del secolo scorso a opera di Antonio Frova, che ne riporta alla luce le strutture e ne esegue la prima restituzione planimetrica...