Biccari Libri
Libri con argomento Biccari Foggia
Mentre Biccari cambia Mignogna Gianfilippo - Youcanprint, 2014 - Saggistica
"...L'autore ha così deciso di riunire in un'unica pubblicazione tutti gli articoli del nostro giornale, che non a caso sono diventati le pietre miliari del nostro modo nuovo di fare politica amministrativa; i nostri punti fermi; i nostri nastri di partenza sul com'eravamo "combinati" e su come "siamo diventati". È soltanto partendo da ciò che ognuno potrà effettuare le dovute comparazioni."
Biccari ieri e... oggi Mignogna Gianfilippo - Edizioni Del Poggio, 2012
Ognuno di noi può vantare una "palestra" nella quale si è formato, magari arricchendosi di tutte quelle esperienze che solo la quotidiana condivisione del tempo e della fatica è in grado di dare. Se quella del partito (un tempo non molto lontano se ne trovavano in giro ancora di seri o semiseri) mi ha insegnato la militanza, la bellezza di avere in comune valori e passioni con tanta altra gente vicina e lontana, il senso di pienezza che si può provare nel rovistare in uno straordinario patrimonio di idee, uomini e storie che sembra essere messo lì apposta perché tu ci possa passare delle ore, quella successiva del giornale è stata una fase di ricerca e di contaminazione di età, stili e culture diverse, dalla quale ne sono uscito più o meno come sono adesso o comunque più libero e completo di prima. Anche per questo sarò sempre grato al periodico che ho contribuito a metter su. Tuttavia, dopo centinaia di articoli e decine di inchieste con i controfiocchi (che al confronto le cose prodotte dall'odierna opposizione fan solo ridere), mai avrei pensato che il buffo Hobbit con la spada lucente sarebbe potuto arrivare a tanto.
Biccari tra il 1870 e il 1931 ovvero storie di stupri, infanticidi, omicidi ed errori giudiziari. Vol. 3 Lucera Giuseppe Osvaldo - Edizioni Del Poggio, 2016
L'omicidio è il gesto più efferato e delittuoso che ci possa essere. Ai giorni d'oggi è cambiato proprio nel movente, nelle motivazioni, rispetto al passato. Una volta nell'uccisione si nascondeva una logica, c'era un filo conduttore che copriva motivi personali, spesso economici o di potere, aberranti quanto si vuole, ma comunque seri, pur posti all'interno di una logica criminogena. Oggigiorno accade il contrario, sembra che la futilità, il disprezzo per la vita stessa, l'occasione, i vari paradisi artificiali ovvero il semplice interesse ad un qualcosa di diverso, siano i comuni demarcatori che accompagnano l'atto criminale, come pure sembra che anche i condizionamenti di questa strana società inducano ad uccidere con una ferocia e una crudeltà sempre più inusitata e sempre più crescente. Ma in quegli anni non era così, se si esclude la gelosia e l'abuso di alcol. La serenata poteva scatenare la rissa, con pugni, calci e tumefazioni varie, ma non la morte di un amico, e allora perché quei canoni così standardizzati, in quel particolare tipo di società, non vennero mai indagati?