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Libri con argomento Biografie Teoria della letteratura
Finzioni biografiche. Teoria e storia di un genere ibrido Castellana Riccardo - Carocci, 2019 - Lingue E Letterature Carocci
La biofiction è un genere moderno. Nata con le Vies imaginaires di Marcel Schwob alla fine dell'Ottocento, è letteralmente esplosa negli ultimi decenni, anche grazie all'idea (tipicamente postmoderna) secondo cui non sarebbe più possibile, oggi, una distinzione netta tra fact e fiction. Nella prima parte del libro viene delineata una teoria narratologica della finzione biografica che dimostra, tra l'altro, come la finzionalità di un testo narrativo non dipenda necessariamente dal dire cose non vere, ma piuttosto dall'adozione di particolari modalità enunciative o pragmatiche. La seconda parte, invece, traccia una breve storia comparata del genere, raccontandone la lenta emancipazione dal romanzo storico, valorizzando il carattere fondativo di alcuni modelli (Io, Claudio di Robert Graves, Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, La morte di Virgilio di Hermann Broch) e seguendo gli sviluppi più recenti nella letteratura francofona (Michon, Mertens, Carrère, Echenoz) e anglofona (Burgess, Coetzee). Un rilievo particolare viene dato, per la prima volta, alle scritture biofinzionali italiane, da Antonio Tabucchi e Claudio Magris a Michele Mari, Nanni Balestrini, Bruno Arpaia, Alessandro Zaccuri, Tommaso Pincio, Davide Orecchio, Antonio Scurati e altri.
Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione Cavarero Adriana - Castelvecchi, 2022 - Frangenti
Chi saprà dire chi sono, chi saprà raccontare, raccontarmi, la mia unicità? Mentre la filosofia, fin dai tempi di Platone, punta all'universale astratto, la narrazione - incarnata esemplarmente dalla figura femminile di Sheherazade, tessitrice di racconti - si volge al particolare di una storia unica e irripetibile. L'arte delicata della narrazione dona a ogni essere il proprio disegno unitario, la propria "cicogna" - per dirla con Karen Blixen - all'interno di uno spazio che è sempre intersoggettivo, relazionale, esposto allo sguardo e al racconto dell'altro. Il pronome della biografia è il tu. Attraverso le testimonianze di narratori e narratrici, poemi e miti antichi, e richiamando anche le pratiche femministe dei gruppi di autocoscienza, Adriana Cavarero traccia le linee di una "filosofia della narrazione" che, affidata alle donne e all'amore per la vita, si propone come cura per un pensiero maschile da sempre votato all'astratta definizione e alla morte.
Tu che mi guardi, tu che mi racconti. Filosofia della narrazione Cavarero Adriana - Feltrinelli, 2009 - Elementi
Non "che cosa" è ciascuno, ma "chi" è: si potrebbe sintetizzare così la categoria di "unicità" elaborata da Hannah Arendt. In una prospettiva femminista, Cavarero utilizza l'unicità per polemizzare contro due posizioni della filosofia contemporanea. Ogni essere umano, nella sua unicità, desidera ricevere da un altro il racconto della propria storia. Solo gli altri possono scorgere il disegno di un'identità nel corso della sua esistenza e raccontarla in presa diretta, in sua presenza. Contro le astrusità e i luoghi comuni della filosofia, Cavarero convoca Hannah Arendt, Karen Blixen, Edipo, Borges, Ulisse, Rilke, Euridice, Sheherazade per illuminare i racconti con cui ci desideriamo reciprocamente e che ci donano un ritratto in cui riconoscerci.