Celti Libri
Libri con argomento Celti Storia e civiltà classica
An Nemgnacht. L'idea del cielo e del cosmo nell'antica Irlanda Gaspani Adriano - Fonte Di Connla, 2013 - Paganitas
Il presente volume riassume parte delle ricerche portate avanti negli ultimi vent'anni intorno all'astronomia ed alla geometria comunemente nota nell'ambito protostorico e medioevale irlandese che si è concretizzata nello sviluppo, attraverso i secoli, di una peculiare visione druidica dell'Universo (il Domun). Le idee astronomiche e le concezioni cosmologiche, diffuse nell'Irlanda precristiana e medioevale rappresentano uno sviluppo autoctono e sono figlie dell'idea del cielo e del cosmo sviluppata durante i secoli dalla classe druidica celtica. In questo lasso di tempo le ricerche in relazione ai criteri di orientazione astronomica, al simbolismo cosmico e agli accorgimenti geometrici che i druidi precristiani svilupparono e applicarono praticamente nella costruzione delle residenze regali e nella loro orientazione rispetto alle direzioni astronomiche fondamentali e successivamente i monaci medioevali nuovamente applicarono durante le varie fasi costruttive e di edificazione delle chiese e degli oratori presenti nei numerosissimi monasteri distribuiti sul territorio di Eriu si sono notevolmente arricchite sia dal punto di vista documentario che da quello sperimentale.
Il calendario di Coligny. Misura del tempo presso i celti Gaspani Adriano - Keltia, 2012 - Antiche Querce
Il calendario di Coligny. Misura del tempo presso i celti - Keltia
I celti della valle del Po negli eserciti di Roma. Ausiliari, legionari, pretoriani dal II secolo a. C. al III secolo d. C. Pasquero Maurizio - Il Cerchio, 2012 - Gli Archi
All'inizio del II secolo a. C. debellate le popolazioni galliche, Roma occupò definitivamente le terre al di là del Po. I trattati stipulati coi nativi contemplavano anche forniture di milizie ausiliarie che, tuttavia, vedremo scendere in campo ben più tardi. Nei fatti, tali auxilia vennero tenuti lontani dai maggiori conflitti sino ai giorni della "guerra sociale". Fu con Cesare, nel bellum Gallicum. che gli ex nemici iniziarono a entrare nelle legioni. Invogliati dagli esiti soprattutto economici, di quell'esperienza, col diffondersi dei modelli culturali romani un cospicuo numero di Transpadani nei secoli I e II dell'era cristiana si volse al "mestiere delle armi", confidando in migliori prospettive sociali. I risultati ottenuti, dopo interminabili anni di coscrizione, non mostrano di averli premiati un granché. Pochissimi di loro, quanto a carriere, riuscirono ad andare al di là dei primi ordines, il centurionato. Meno ancora, congedati, rivestirono ruoli amministrativi e istituzionali di qualche rilievo. La stragrande maggioranza finì per tornarsene a casa, agli antichi mestieri, oppure, mettendo a frutto le esperienze fatte , si volse ai traffici e al commercio, lasciando ai "barbarici" provinciali l'onere di presidiare il limes. Le loro tracce attraverso le fonti storico-letterarie, l'archeologia, l'epigrafia, la linguistica - emergono da questo "viaggio", offrendo visibilità a nomi che un tempo furono persone, con le proprie piccole e grandi storie.