Chanson De Geste Libri
Libri con argomento Chanson De Geste Letteratura, storia e critica: studi generali
I carri di Nîmes. Ediz. italiana e francese Pasero N. (Cur.) Bonafin M. (Cur.) - Edizioni Dell'orso, 2021 - Gli Orsatti
'Il Charroi de Nîmes, una chanson de geste del XII secolo appartenente al cosiddetto ciclo guglielmino, narra la liberazione della città di Nimes dal dominio saraceno ad opera di una spedizione capitanata da Guillaume d'Orange; l'impresa è resa possibile da uno stratagemma militare analogo a quello del cavallo di Troia: i guerrieri cristiani penetrano nella città nascosti in botti caricate su un convoglio di carri (uno charroi appunto), condotto da Guillaume ed alcuni compagni travestiti da mercanti. Precede le vicende della spedizione un secondo tema narrativo, quello del rapporto contrastato fra il re di Francia (Louis, cioè Ludovico il Pio) e il suo maggior vassallo, Guillaume, che, dimenticato nell'annuale distribuzione dei feudi, giunge a sfiorare la ribellione al suo signore legittimo. La mossa, che romperebbe l'equilibrio feudale, è sventata ricorrendo a una soluzione ingegnosa del conflitto: (...)'.
Medioevo romanzo. La chanson de geste e il ciclo di Guglielmo d' Orange. Atti del convegno (Bologna, 7-9 ottobre 1996) Fassò A. (Cur.) - Salerno, 1997
Medioevo romanzo. La chanson de geste e il ciclo di Guglielmo d' Orange. Atti del convegno (Bologna, 7-9 ottobre 1996) - Salerno
Gormund et Isembart Ghidoni A. (Cur.) - Edizioni Dell'orso, 2013 - Gli Orsatti
"Il breve frammento del testo epico conosciuto col titolo Gormund et Isembart è uno sguardo sul cantiere aperto delle primissime chansons de geste della Francia medievale. Il poema infatti, se non è la più antica canzone di gesta che conosciamo - è pressoché contemporaneo alla ben più nota Chanson de Roland (fine XI secolo) -, presenta senz'altro il maggior numero di tratti arcaici, che rivelano una tecnica poetica in via di definizione, per certi aspetti grezza e lontana dalla levigatezza e dalle altezze spirituali dei poemi epici successivi, ma allo stesso tempo già dotata dell'iconografia della guerra e del mondo carolingio che caratterizzerà l'epica francese per almeno due secoli. I 661 versi sopravvissuti cantano la fine eroica di Gormund e Isembart, alla testa di un'armata saracena alla conquista della Francia di re Ludovico, in una battaglia che riecheggia lo scontro tra una banda vichinga e i francesi svoltasi a Saucourt nell'881."